I signori grigi ed il rebus del tempo pieno
Gabriella Nassa - 11-12-2003
In risposta all’articolo apparso sul supplemento Milanese del Corriere, giovedì 4 dicembre 2003: ” DOPOSCUOLA DA INVENTARE: il rebus del tempo pieno” di Giorgio De Rienzo
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Brescia, 6 dicembre 2003

Premetto il mio massimo rispetto per la libertà di opinione. Detto questo chiedo:

Ma voi giornalisti dove vivete?

Certamente noi genitori non abbiamo i mezzi pubblicitari del nostro Presidente del Consiglio e certamente non consideriamo i nostri figli merce da piazzare sul mercato. Non sapete o fate finta di non sapere della manifestazione di Bologna, del lavoro frenetico dei comitati a difesa del tempo pieno che crescono come funghi in questi giorni, delle mozioni ai Comuni, dei fax in Commissione.....
Voi pigramente appiattiti e piegati.... C'entrano poco i Cobas e i Sindacati con noi, credete. A noi genitori ci guida la passione per i nostri figli.
Non vogliamo un parcheggio, non vogliamo un decreto ipocrita che abbassa il livello della scuola materna ed elementare, ai primi posti mondiali per qualità, per far fare bella figura alle scuole private. Non vogliamo l'abrogazione del tempo pieno perché è un modello educativo all'avanguardia.
I bambini vivono la giornata con le loro insegnanti, dividono i pasti, imparano e crescono sereni. Noi genitori siamo già presenti nella scuola e non vogliamo sostituirci agli insegnanti nelle proposte educative.
Altrimenti è presto fatto: la Moratti ci paga un tutor ad personam a casa e il problema è risolto . La personalizzazione del piano di studio è a dir poco diabiolica. E la condivisione, la solidarietà con il gruppo classe?
Dove va veramente questa riforma, ve lo siete chiesti? Mi sembra l'allevamento di polli in batteria!! bene! Il tempo pieno allora è il corrispondente Biologico !
L'inglese e l'informatica nelle scuole a tempo pieno è già una realtà da qualche anno e alle medie già funziona il bilinguismo. E i bambini diversamente abili dove li mettiamo nella scuola della Moratti? Fate un indagine e vedrete quante scuole cosiddette paritarie sono disposte ad accettarli! Sapete che le scuole saranno controllate per verificare l'applicazione della riforma mentre le paritarie che pure usano soldi pubblici invece no? Soprattutto non vogliamo leggere o sentire bugie che offendono la nostra intelligenza: dire che il Tempo Pieno rimane quando nel decreto gli articoli che lo regolamentano vengono espressamente abrogati....

Avete letto il libro di Michael Ende - "Momo"? trascrivo un piccolo brano, alquanto "profetico" e vi invito seriamente a riflettere.

"..........C'ERANO POI QUELLI CHE DICEVANO: I BAMBINI SONO IL MATERIALE UMANO DEL FUTURO. IL FUTURO SARA' L'EPOCA DELLE MACCHINE A REAZIONE E DEI CERVELLI ELETTRONICI. OCCORRERA' UN ESERCITO DI SPECIALISTI E DI TECNICI PER BADARE A QUESTE MACCHINE. MA, INVECE DI PREPARARE I NOSTRI FIGLI A QUESTO MONDO DI DOMANI, PERMETTIAMO A TROPPI DI LORO DI SPRECARE ANNI DI TEMPO PREZIOSO IN GIOCHI INUTILI. .......

QUESTI CONCETTI ERANO CHIARISSIMI AI RISPARMIATORI DI TEMPO E SICCOME NELLA GRANDE CITTA' ERANO NUMEROSI, SI RIUSCI', CON DISCRETA SOLLECITUDINE A CONVINCERE L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE CHE QUALCHE PROVVEDIMENTO DOVEVA ESSERE PRESO PER I MOLTI BAMBINI TRASCURATI E VAGABONDI. NE CONSEGUI' CHE IN TUTTI I QUARTIERI DELLA CITTA' FURONO FONDATI I COSIDDETTI DEPOBIMBI.
ERANO GRANDI FABBRICATI DOVE SI DOVEVANO CONSEGNARE E RACCOGLIERE TUTTI I BAMBINI DI CUI NESSUNO POTEVA OCCUPARSI E CHE, A SECONDO DELLA POSSIBILITA' DEI GENITORI, POTEVANO ESSERE RIPORTATI A CASA LA SERA.

..........ERANO I SORVEGLIANTI A STABILIRE I GIOCHI E SOLTANTO QUELLI DAI QUALI SI POTEVANO APPRENDERE COSE UTILI. NEL CONTEMPO I RAGAZZI DIMENTICAVANO UN'ALTRA COSA: LA CAPACITA' DI GIOIRE, DI ENTUSIASMARSI, DI SOGNARE.. A POCO A POCO AI BAMBINI VENNERO LE FACCE DA PICCOLI RISPARMIATORI DI TEMPO.
SCONTENTI, ANNOIATI, OSTILI, FACEVANO QUELLO CHE VENIVA LORO RICHIESTO. E SE QUALCHE VOLTA LI LASCIAVANO SENZA SORVEGLIANZA, NON SAPEVANO COSA FARE, LA FANTASIA ASSOPITA NON SUGGERIVA PIU' NIENTE. L'UNICA COSA CHE ANCORA SAPEVANO CREARE ERA IL CHIASSO...NON PIU' IL CHIASSO GIOCONDO, MA RABBIOSO E MALIGNO...."


Questi bambini sono il bene più prezioso, la speranza di un futuro meno grigio di quello attuale. Tutti i bambini, nessuno escluso.

Quale società veramente civile può accettare una riforma scolastica così smaccatamente consumistica?Quale giornalista "eticamente corretto" conoscendo il potere della comunicazione può chiudere gli occhi e dichiarare che tutto questo forse è bene?

Gabriella Nassa rappresentante di classe Brescia

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 ilaria ricciotti    - 12-12-2003
Condivido in pieno, come ex insegnante, le preoccupazioni di un genitore che molto spesso non viene molto ascoltato, anzi a volte proprio non ha voce in capitolo nei confronti del destino di suo figlio.
E questo ancor più con l'attuale controriforma.