Fanglin
Marino Bocchi - 09-03-2001
Nello stesso giorno, 6 marzo, in cui due giovani di buona famiglia, con ottimi voti a scuola (frequentano entrambi il Liceo scientifico San Francesco d’Assisi a Centocelle, Roma) picchiano a sangue un loro coetaneo che non aveva in tasca una sigaretta da offrire, a Fanglin, “un povero villaggio dell’Est della Cina” (Il Messaggero) quarantun bambini restano sotto le macerie di un edificio dove stavano fabbricando petardi per poter guadagnare i soldi necessari a pagarsi i libri. C’e’ chi muore per poter studiare e c’e’ chi, annoiandosi molto tra lavagne luminose e chat clandestine nel laboratorio di informatica, si dedica al pestaggio del primo che capita. Presumo che i due ragazzi romani saranno sospesi secondo le norme previste dallo statuto degli studenti voluto da Berlinguer e che verranno cioe’ impiegati in lavori socialmente utili, in modo che la punizione sia educativa ed esemplare. D’altronde, si tratta di giovani incapaci “di fare del male a una mosca”, come ha detto il padre di uno di loro. Sarebbe bello se la rieducazione consistesse in un corso intensivo di geografia: Fanglin, “un povero villaggio dell’Est della Cina”. Forse riuscirebbero a cogliere l’urlo di dolore di quelle 40 piccole vite straziate. Sarebbe bello ma temo che non andra’ cosi’. E Fanglin restera’ un punto remoto e distante, un’evanescenza fuggevole, una breve in cronaca. I due ragazzi saranno presto perdonati. Di ritorno a casa dalla scuola, deposti i loro zainetti, potranno continuare a dedicarsi alle amene puntate televisive di Survivor di modo che i sopravvissuti alla fame, alla miseria, alle sopraffazioni di tutte le Fanglin del mondo, quando da grandi verranno a cercare un poco di fortuna in Occidente, possano essere le loro future vittime. Volti diversi, occhi a mandorla, capelli crespi, da affrontare per strada o su un autobus, volti di emigranti, su cui consumare la voglia di apparire eroi da fast-food, violenza da consumare in fretta, per tornare subito a fare i bravi ragazzi o i buoni padri di famiglia.
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