Zucchero e miele
Corrada Cardini - 31-12-2001
Personalmente preferisco il miele

Va bene, Ŕ tempo di Natale, di buoni sentimenti, di intenzioni edificanti. Ma per caritÓ, se veramente volete fare del bene al prossimo, risparmiateci il calice zuccheroso del solito "ricordiamoci dei bambini, porgiamo l'altra guancia, vogliamoci bene, perdonare Ŕ bello" (Per chi ha parlato il Papa). Non perchŔ tutto questo non sia auspicabile, ma perchŔ non se ne pu˛ pi¨ di tutta questa retorica che usa disinvoltamente due pesi e due misure.

Intanto un consiglio al signore che scrive dalla prigione: mi fa tanto piacere che si sia reso conto di avere fatto cose sbagliate, e che abbia deciso di riabilitarsi dando una mano ad altri, ma non ha il dubbio qualche volta, di essere un po' troppo impegnato a fare un monumento a sŔ stesso? Il mondo Ŕ pieno di brava gente, che fa il proprio lavoro, che affronta giorno dopo giorno le grane, le difficoltÓ, i problemi connessi con l'essere"liberi" in un mondo duro e che NON perdona, non dico i delitti, ma neppure la debolezza, la sconfitta, la povertÓ, la mancanza di grinta e di spregiudicatezza che aprono le porte al successo.Questa gente comune non finisce sui giornali, non fa notizia, nessuno se la fila tranne quando viene individuata come targhet per un'operazione di mercato, o massa di manovra per garantirsi consensi televisivi. Mi perdoni, ma mi fanno pi¨ pena loro, mi ispirano pi¨ simpatia e mi dispiace che l'ideologia ultraliberista di questo governo, al di lÓ delle chiacchiere, li consideri, per definizione esattamente questo: perdenti , e dunque ostaggi del vincitore, e il vincitore ha i soldi e il potere, e controlla i mass media e cerca abilmente di esorcizzare la loro rabbia, la paura, e la frustrazione, con anestetizzazzanti riti collettivi, non importa se televisi o religiosi, o entrambe le cose.

E non ditemi che la controriforma della Onorevole, Soave, Letizia non va in questa direzione.

Sia chiaro, io non ho mai pensato neppure per un attimo che nella scuola italiana non ci siano cose da cambiare, e come molti, aspetto una Riforma che garantisca maggiore serietÓ, professionalitÓ, rigore e un ragionevole adeguamento ai tempi e ai bisogni del mercato del lavoro. Ma sarei felice se questo non significasse come sembrerebbe, la messa in svendita dell'Istruzione Pubblica, la sovvenzione statale all'Istruzione Privata, la deriva del valore del pluralismo culturale e la negazione del pensiero laico come fondamento della nostra repubblica e della nostra democrazia. Ma io sono di sinistra, dicono, e pretendo di dire quello che penso, e stranamente, lo dico nella assurda convizione che sia giusto. Immagino che un vero democratico non affermi mai niente di cui Ŕ veramente convinto, ma si limiti a risolvere problemini quotidiani o limitati, cercando di dare il minimo disturbo ai padroni del vapore, dichiarandosi neutrale e sottintendendo con questo di considerarsi, equ! anime, equilibrato, ragionevole, tollerante.. della serie: non serve pensare, o lottare per le proprie idee..basta adeguarsi e galleggiare al meglio.


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