Il rappresentante lo sa
Antonio Limonciello - 05-12-2003
Ieri nella sala dei professori c'era un rappresentante di una casa editrice che cercava di convincere alcuni insegnanti sulla necessità di adottare i libri di testo validi per l'applicazione della legge 53/03, la riforma Moratti, che nella secondaria di I° partirà nel 2004/05. Ho chiesto come facessero le case editrici a proporre nuovi testi per la scuola media quando non c'è stato neanche il pronunciamento dei pareri di rito. Lui ha risposto, pure formalità, il Ministro ha già convocato gli editori, e in qualità di committente il MIUR ha dato indicazioni su come dovranno essere adeguati i libri di testo. Dopo di che il rappresentante ha aperto una cartella con tutta una serie di schede con le scansioni dei curricoli disciplinari suddivisi per anno scolastico.
Da queste schede, per esempio, si deduce che il libro di Storia di prima media parte dal medioevo, quello di seconda termina con la rivoluzione francese, e quello di terza con la caduta del Comunismo.
Un'insegnante di lettere chiede della storia prima del medioevo e il rappresentante risponde che questa sarà svolta nell'ultimo anno del ciclo elementare. L'insegnante fa notare che non siamo un Istituto comprensivo, e allora come si fa a realizzare una così stretta continuità senza un raccordo forte tra queste classi?
Il rappresentante alza le mani.
Un altro chiede come si fa a stabilire un curricolo, a stampare i libri per una disciplina senza sapere neppure per quante ore questa sarà insegnata, neppure se rimarrà obbligatoria o diventerà facoltativa?
Si può perché obbligatoria o facoltativa la struttura sempre quella è, risponde il rappresentante.
Ma come fate a investire risorse per produrre testi per una riforma di cui non si ha neanche la certezza della sua applicazione.
Il rappresentante risponde che hanno assicurato che nulla può fermare il processo in atto, e poi all'incontro c'era anche la Mondadori, e se si fa mettere in moto la Mandadori vuol dire che la realizzazione della riforma è proprio sicura.
Dunque, il ministro si scrive i decreti, fornisce anche l'interpretazione autentica, non aspetta il parere della Commissione parlamentare e pubblicizza su tutti media, convoca le case editrici e detta loro cosa devono contenere i nuovi testi, di quante pagine max devono essere costituiti, l'oscillazione dei prezzi, il peso dei volumi, ecc...
...
ecc...
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e noi?

Per noi a natale un'altra agenda
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 carmina ielpo    - 07-12-2003
non ci sono parole!

 Nadia Tinelli    - 09-12-2003
il ministro decide. Decide anche che nella scuola elementare l'anno prossimo tutte le classi saranno riformate almeno nei programmi. Così chi ha svolto quest'anno l'usuale programma di terza si rifarà la storia delle grandi civiltà antiche (e va bhe, un buon approfondimento si potrebbe fare...) e chi in quarta ha studiato medioevo, scoperte ed invenzioni, grandi viaggi in quinta si ritroverà a parlare della storia di Roma dalla nascita alla decadenza . Che senso avrà? Come motivarlo agli alunni? Questo il rappresentante non lo sa e se pur se lo chiede, non ha importanza perché il ministro ha detto che chi non adegua i testi è fuori e non gli verranno pagati i volumi non riformati.(notizia ottenuta in una riunione di autori in Fabbri)