breve di cronaca
Quello sciopero del '95...
Il Manifesto - 02-12-2003
...che aprì la strada al successo di Jospin

In Francia gli scioperi, anche nei servizi pubblici, vanno a oltranza. Ma la popolazione solidarizza sempre con i lavoratori in lotta

Anna Maria Merlo
Parigi



Il 15 novembre del `95, l'allora primo ministro gollista Alain Juppé presenta un «piano di salvataggio della Sécurité sociale», che comporta tagli e riduzione del servizio pubblico. La Francia è paralizzata per circa un mese: lo sciopero comincia alla Ratp (metro parigino), si estende alla Sncf (ferrovie), investe i trasporti urbani delle città di provincia, la Posta e alla fine tutti i servizi pubblici. Il governo di Alain Juppé non sopravviverà a questa prova di forza: Jacques Chirac, sicuro di sé, scioglie le camere, ma nel maggio del `97 la destra subisce una sconfitta storica. Lionel Jospin diventa primo ministro. I parigini sono a piedi nel freddo autunno del `95, ogni giorno fanno chilometri per andare al lavoro, si sviluppano forme di solidarietà. Stupisce che la popolazione non protesti. Per spiegare questo fenomeno, si parlò allora di «sciopero per procura»: i dipendenti del settore privato, che avevano subito senza protestare troppo una riforma delle pensioni penalizzante con il governo di Edouard Balladur ('93-'95), accettano o addirittura simpatizzano con lo sciopero dei dipendenti pubblici, che possono ancora permettersi di protestare.

Lo sciopero sarà lungo, come spesso succede in Francia: la primavera scorsa, per esempio, la scuola è stata in stato di agitazione per quasi due mesi, contro la riforma delle pensioni del governo Raffarin (ma è stata sconfitta). E' una caratteristica degli scioperi in Francia: durano a lungo perché le trattative si svolgono sotto la pressione degli scioperanti. L'amministrazione pubblica - ma avviene anche nel settore privato - non accetta di aprire trattative per evitare la protesta, ma aspetta la prova di forza della piazza. Inoltre, anche dopo la conclusione dell'eventuale accordo, a volte lo sciopero si prolunga, per ottenere il pagamento dei giorni di sciopero. Questo aspetto suscita spesso stupore all'estero, ma in Francia chi sciopera per ragioni di equità generale - come nel caso del `95, ma lo stesso sentimento prevaleva tra gli insegnanti la scorsa primavera - ritiene di non dover essere il solo a pagare per un vantaggio di tutti. Per questo, in genere i giorni di sciopero sono in parte pagati (il governo Raffarin ha cercato di interrompere anche questa tradizione).

Il «grande sciopero» del `95 è rimasto nella memoria anche perché ha segnato il punto di partenza di un movimento anti-liberista di lunga gittata. E' sull'energia scaturita da questa protesta che si sono costruiti movimenti come Attac e che si è diffuso il progetto «altromondialista». Lo sciopero del `95 ha trasmesso l'idea che «un altro mondo è possibile», cioè che è ancora possibile salvare il welfare europeo e i servizi pubblici dalla travolgente ondata liberista. E' su questa base, condivisa ben al di là dei pubblici dipendenti, che lo sciopero, anche se oggettivamente intralciava lo scorrimento della vita di tutti i giorni, è stato popolare.

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