Salvare la scuola primaria è ancora possibile
Maestri e riforma - 01-12-2003
Un gruppo di insegnanti di vari ordini di scuole ha elaborato questo documento di critica alla Riforma, da inviare ai destinatari precisati nel testo. Stiamo accompagnando il testo con una raccolta di firme che testimonino quanto queste idee siano condivise dai colleghi. Chi volesse aderire a questa iniziativa può farlo inviando una mail a maestrieriforma@yahoo.it, aggiungendo, oltre a nome e cognome, anche la città di residenza e la tipologia della scuola di servizio.



Al Signor Presidente della Repubblica
Ai Presidenti della Camera e del Senato
Al Ministro dell’Istruzione
Al Presidente della Commissione Stato Regioni
Alle Associazioni Professionali CIDI MCE AIMC
Ai Sindacati della Scuola
Ai quotidiani: Il Corriere della Sera, La Repubblica




TECNICISMO, SOLITUDINE E GERARCHIA: QUESTA È LA RIFORMA MORATTI

Con la nuova scuola che si vuol realizzare nel nostro Paese ogni bambino costruisce il suo percorso scolastico dentro un’offerta più flessibile proposta dalla scuola e assicurata da un maestro tutor. Ciascuno costruirà così il suo portfolio.

BELLO SE FOSSE VERO

Fino ad oggi la scuola ha accolto tutti, adattando la sua programmazione ai bisogni di ciascuno.
La scuola della riforma Moratti invece, con i suoi decreti attuativi, riduce la personalizzazione dei percorsi di apprendimento alla possibilità da parte del bambino e della famiglia di scegliere tre ore opzionali a settimana.
Le tre ore sostituirebbero l’offerta formativa dell’attuale organizzazione scolastica che viene enormemente impoverita (vedi ad esempio l’abolizione del tempo pieno che non è solo un tempo scuola, ma anche una modalità di lavoro).

LA NUOVA SCUOLA UNA BRUTTISSIMA SCUOLA SAPERE E SAPER FARE DIVISI

“La scuola del sapere, del saper fare e del saper essere” non potrà mai realizzarsi con la Riforma Moratti.
Questa scuola separa, nell’apprendimento, il momento del sapere, delegato al tutor nella classe, e il momento del fare, affidato ad altri insegnanti nei laboratori. Si smentiscono cinquant’anni di studi psicopedagogici, come se fosse possibile scindere, con i bambini, il momento dell’apprendimento teorico da quello applicativo. I laboratori sono sempre stati parte integrante dell’attività curriculare degli insegnanti di classe, i quali hanno una piena corresponsabilità educativa.

Il tempo scuola viene ridotto, servirà esclusivamente alla costruzione delle abilità fondamentali, che si vorrebbero acquisite nel primo anno di scuola in presenza di bambini di età compresa fra 5 anni e mezzo e 7.
L’anticipo a 5 anni e mezzo è scelto dalle famiglie, che non sempre hanno la competenza necessaria per valutare l’opportunità di un inserimento precoce.

La personalizzazione del percorso formativo è affidata al solo insegnante tutor, che all’interno del suo orario, per ciascuno dei suoi 25 alunni, avrà a disposizione:
· 9 minuti a settimana, per ogni singolo alunno, per il piano personalizzato e il portaolio, da contrattare col bambino e con la famiglia
· 5 minuti a settimana per concordare, in rapporto anche col territorio, gli interventi con gli altri insegnanti.

“SOLO” NEL RICOMPORRE

Tutti sanno quanto oggi sia diventata ricca di attività e di stimoli la vita di un bambino. E tutti lamentano quanto sia difficile aiutarli a comporre questa grande varietà di esperienze, a digerirle, a imparare, a selezionarle riconoscendo i propri talenti e colmando le proprie lacune. Per questo ci vuole professionalità ma ci vuole anche tempo, ci vuole confronto.
Altrimenti il portfolio diventa un portafoglio da riempire.

L’organizzazione prevista dalla riforma permetterà forse al bambino di sperimentare qualche cosa in più (informatica e inglese dal primo ciclo) ma lo lascerà definitivamente solo nel ricomporre, nell’ armonizzare, nell’ elaborare, in un contesto per lui emotivamente e socialmente significativo, le proprie esperienze.

FAST-SCHOOL

Come per l’alimentazione, la scuola del fast-school non può essere qualità.
Non si potranno costruire percorsi differenziati, come ora accade nella scuola pubblica, ma si potranno offrire solo prodotti standardizzati, diversificati, ma lontani, anzi lontanissimi,dall’apprendimento personalizzato.
La scelta multipla non cambia la qualità di un prodotto preconfezionato.

E’ questa la scuola che veramente vuole il nostro Paese?
Un moderno supermercato delle tecniche e delle conoscenze?

Senza parlare di quello che accadrà nella scuola dell’Infanzia dove si prevedono bambini dai due anni e mezzo a sei anni, presenti a scuola flessibilmente per 5 o per 10 ore al giorno.
Ma quale progetto educativo? Quale personalizzazione? Si tratta di una pura e semplice custodia, come pure qualche moderno supermercato offre già gratuitamente a tempo per i suoi clienti.


LA SCUOLA DI TUTTI

La scuola dell’infanzia e la scuola elementare si sono distinte per essersi collocate ai primi posti fra i Paesi occidentali.
Sono le uniche scuole al mondo che operano con tutti i bambini, senza separarli: abili, disabili, stranieri.
Accogliendoli tutti, la scuola primaria ha permesso a ciascuno di confrontarsi con uno spaccato di realtà, ha chiesto ad ognuno di trovare il suo posto insieme agli altri e ha portato tutti insieme ai livelli più alti.
Questo è stato il servizio alla persona che fin qui ci siamo sforzati di offrire.
Perciò, anche in Europa, eravamo stimati, apprezzati, studiati.
La riforma ci farà tornare indietro, porterà più tecnicismo e più solitudine, più gerarchia e meno confronto sia per i bambini sia per gli insegnanti.

Salvare la scuola primaria è ancora possibile.

Questa riforma va cambiata se nella scuola si vuole mettere veramente ogni bambino al centro del processo educativo e non lasciarlo solo.

Con la passione che ci caratterizza, con la tradizione che solidamente ci sorregge tutto questo non possiamo tacerlo.

Alcuni maestri, alcune maestre
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 Irene Baule - 1° Circolo di Alghero (SS)    - 07-12-2003
Bravi - sottoscrivo al 100% - facciamoci sentire - facciamo sapere su quali valori abbiamo lavorato in questi ultimi decenni per costruire una scuola democratica e PER TUTTI che ci è invidiata da mezzo mondo...

 Carmen Beretta    - 07-12-2003
Ho inviato adesione.
Concordo al 100% con quanto da voi scritto.

 Patrizia Corasaniti - 1° Circolo Didattico di Roma    - 07-12-2003
Anche io "sposo" la vostra mozione che proporrò nel nostro prossimo collegio. Da mesi la mia scuola si è mobilitata come Collegio nei confronti della Riforma scrivendo mozioni, informando le famiglie, organizzando manifestazioni sul territorio. Continuiamo a lottare, non demordiamo. Nel prossimo Collegio delibereremo la restituzione di massa delle agente Moratti.

 Maria Varisco    - 08-12-2003
I processi di riforma più efficaci sono diventati processi di innovazione (cioè sono stati promossi dal basso, dalle scuole, dagli insegnanti, con la spinta delle loro motivazioni e delle loro passioni), con tempi distesi e risorse adeguate, con il pieno sostegno e la più ampia condivisione della società.
Sono condizioni che oggi mancano, ma che vanno al più presto recuperate, se non si vuole assistere passivamente al declino della nostra scuola primaria.

 Barbara Solombrino    - 08-12-2003
Concordo pienamente e spero che l'iniziativa sortisca l'effetto desiderato. Facciamo sentire la nostra voce, anzi il nostro canto corale.
Ciao, Barbara, docente di scuola elementare.

 Paolo Aghemo ins. Istituto Comprensivo    - 08-12-2003
Condivido io come il collegio della scuola di appartenenza.
Stiamo elaborando una mozione da inviare agli organi preposti ed alla stampa. Come molto altro materiale si può trovare su internet. Stiamo mobilitando il comitato dei genitori.
Credo che tutti i collegi dovrebbero fare un documento simile.
Vi è un sito di coordinamento dei genitori nazionale: www.comitatogenitori.org. Alcuni (alcuni troppi) insegnanti sono poco informati sulla gravità della situazione. Conosco scuole in cui per le elezioni RSU dei prossimi giorni vi è un solo candidato della lista ANp (quella dei dirigenti) è mai possibile questo scarso livello di democrazia e dialettica. In quelle scuole se è possibile l'anticipano la Riforma Moratti. Diamoci da Fare

 Nadia Tinelli    - 09-12-2003
grazie per l'efficace sintesi del pensiero di tutti/e noi che ci opponiamo a questa riforma calata sulla scuola come una brutta museruola che impone il silenzio alle molteplici voci ed esperienze maturate in tanti anni di sperimentazione vera.

 maria immernino    - 09-12-2003
Se la Sig.ra Moratti fosse veramente competente sull'argomento "scuola e istruzione" lascerebbe la scuola primaria o elementare (la sostanza non cambia) così come essa è;
se l'attuale governo avesse avuto, veramente, a cuore "la scuola di tutti" avrebbe lasciato il "Ministero della PUBBLICA Istruzione".

 Fantasia Antonietta    - 10-12-2003
Sono d'accordo con le perplessità espresse nell'articolo a proposito della Riforma Moratti e sono anche preoccupata. Io firmo contro la Riforma. Antonietta Fantasia _ scuola elementare 2° Circolo di Conversano (BA)