Un impegno di giustizia in Europa?
Erica Pedone - 28-11-2003

Comunicato Stampa

Il difficile cammino per raggiungere l'istruzione primaria universale: c'è ancora molta strada da fare!


Riassumiamo il demoralizzante percorso:

18 novembre 2003

Viene reso pubblico il Rapporto scolastico 2003 "Must Try Harder" realizzato dalla Global Campaign for Education (GCE), di cui la Global March against Child Labour , coordinata per l'Europa da Mani Tese, fa parte.

Il rapporto delinea una situazione molto critica rispetto al problema dei finanziamenti destinati all'istruzione nel mondo: almeno 100 milioni di bambini non hanno accesso all'istruzione e altri 150 milioni non completano nemmeno l'istruzione primaria.

Il ruolo dei Paesi ricchi ( nel rapporto ne vengono analizzati 22) è necessario e fondamentale: se ciascun Paese ricco donasse lo 0,03% del proprio PIL per l'aiuto pubblico all'istruzione, tutti i bambini del mondo potrebbero andare a scuola.

L'Italia nel rapporto occupa il quartultimo posto.

20 novembre 2003

Alcuni rappresentanti di Mani Tese consegnano al Presidente della Commissione Europea, Romano Prodi, le oltre 10.000 firme raccolte, con la petizione a lui indirizzata, durante la campagna lanciata da Mani Tese "Dallo sfruttamento all'istruzione". Si chiedeva al Presidente della Commissione Europea di dare effettiva applicazione alla risoluzione adottata dal Parlamento Europeo il 15 maggio 2003 con la quale lo stesso si impegnava ad un significativo aumento dei fondi per garantire l'accesso all'istruzione nei Paesi in Via di Sviluppo.

Il Presidente Romano Prodi, dopo aver firmato simbolicamente la petizione, esprime tutto il suo rammarico perché non si sta lavorando per risolvere questi problemi, e soprattutto, rispetto alla tematica dell' istruzione scolastica.

"Solo attraverso l'istruzione si libera l'infanzia" ha commentato, e poi aggiunto "Quando i bilanci degli Stati sono in difficoltà gli aiuti scompaiono. C'è un'assoluta insensibilità rispetto al problema. Vengono fatte delle campagne promozionali assolutamente false, poi di fatto gli aiuti continuano ad essere meno di quanto pattuito".

22 novembre 2003

All'indomani della due giorni del vertice di Oslo tra i Paesi Donatori (20 e 21 novembre 2003) luogo dell'incontro fra i 22 Paesi donatori la situazione appare critica. "I Paesi donatori anche durante la conferenza di Oslo- afferma Anne Jellema, coordinatrice delle attività di advocacy per la Global Campaign for Education (GCE) - hanno perso l'opportunità di fornire i fondi necessari all'educazione di base, e facendo questo, hanno abbandonato il mondo dell'infanzia".

L'unica cosa positiva che è uscita dal vertice di Oslo è la creazione del "Catalytic Found". Un fondo per quei Paesi che, pur rientrando nei parametri richiesti dalla Fast Track Iniziative, non hanno ricevuto ancora i fondi promessi.

Ma non basta, molti sono i Paesi che rimarranno isolati.

A questo punto verrebbe da gettare la spugna, ma siamo convinti che attraverso una forte pressione dell'opinione pubblica sulle Istituzioni ed una volontà politica più forte da parte degli Stati il trend possa invertirsi.

Per saperne di più contattateci.

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