Incapacità nascoste
Michele Sorbara - 24-11-2003
Mi capita spesso, da cittadino normale, di essere costretto ad ascoltare o leggere le lamentele d’altri cittadini normali; lamentele che hanno per oggetto la presunta incapacità dei partiti politici o dei sindacati di risolvere problemi a noi cittadini. Le lamentele o le critiche però non argomentano mai i veri motivi che causano queste incapacità. Premetto che personalmente penso e ne sono convinto, che ogni lavoratore, solo per il semplice fatto d’essere tale, deve sentire la necessità di essere iscritto ad un organismo che oltre a tutelarlo nei confronti del datore di lavoro, gli dia la visibilità e l'appartenenza, ma sono altrettanto convinto che non basta avere la trattenuta per quota sindacale in busta paga, occorre dare forza al proprio sindacato con l’adesione alle iniziative da questo attuate, occorre essere convinti della lotta anche se non si otterranno vantaggi personali, occorre anche criticare l’operato del sindacato, ma la critica deve essere costruttiva. Ogni vittoria sindacale in un determinato settore deve essere la vittoria di tutti gli altri settori. Indubbiamente i sindacati e i partiti hanno nella loro storia, discriminazioni e nepotismi, ognuno di noi può raccontare dei fatti concreti di nepotismo, ma ciò non può destabilizzare i sindacati che hanno contribuito all'unione del lavoratore, compattandolo e fornendogli gli strumenti idonei ad avere dei diritti. Tutto ciò però è stato anche possibile perché i partiti e i sindacati nel passato, hanno avuto al seguito la forza delle masse, hanno avuto la presenza e la critica dei loro iscritti. Nelle riunioni sindacali era di norma veder volare le sedie, le urla i disaccordi, ma alla fine la base dettava le condizioni. Erano altri tempi, è vero, i disagi del lavoratore erano pesanti, forse queste necessità da sole erano il collante che ha permesso al sindacato di vincere tante battaglie. Poi è arrivato il benessere, il lavoratore si è adagiato, ha cominciato a vivere sugli allori, ha cominciato a discriminare, così si è indebolito. Non sono io a dire che "l'unione fa la forza", stracciare le tessere di un qualsiasi sindacato serve soltanto a fare passi indietro, molti passi indietro sono stati fatti. Il bailamme che freneticamente aleggia sul pianeta scuola, non trova riscontro in coerenti azioni concrete da parte dei lavoratori della scuola per dare una robusta spallata alla Moratti, io non vedo negli insegnanti di ogni ordine e grado la rabbia necessaria, l’indignazione giusta per opporsi, organizzarsi per reagire ad un’imposizione. La verità è che il presunto benessere è tale che ormai la maggioranza si accontenta, i disagi veri non sono tali da preoccuparla, poi c’è sempre l’indole dello stare a guardare quello che succede. In fin dei conti quanti sono i cittadini che stanno veramente male? Quanti di questi cittadini alle prese con i disagi giornalieri hanno la possibilità di vagliare veramente i danni che questa riforma può arrecare? Le pessime condizioni della scuola a cominciare dall’edilizia scolastica, alla reale formazione finale dello studente pongono l’Italia nelle graduatorie Europee, più vicina ai paesi del terzo mondo che alle nazioni più sviluppate. L’analisi e la comprensione di questi pericoli possono venire solo dagli addetti ai lavori, che invece di informare direttamente l’opinione pubblica, in questo caso le famiglie che fruiscono del servizio scolastico, si piangono addosso. Quando l’essere umano avverte un pericolo concreto reagisce di conseguenza, l’esempio c’è dato dalla Basilicata proprio in questi giorni. Il pericolo, la maggior parte degli insegnanti non ha la capacità di vederlo perché presa da altre cose. Basterebbe che invece di gridare, si scendesse spontaneamente in piazza scioperando ad oltranza fino alle avvenute dimissioni della Moratti. Bloccate la scuola e per farlo chiedete aiuto anche ai genitori degli studenti, vedrete che i sindacati ed anche i partiti agiranno di conseguenza. Il legislatore di solito legifera secondo i bisogni della maggioranza dei cittadini o delle fasce più forti, più organizzate. Si può benissimo essere maggioranza e si può benissimo essere più forti, basta volerlo occorre solamente darsi da fare. Smettete di piangervi addosso addossando le colpe a destra e a manca e agite.
Le incapacità le vedo più tra i lavoratori della scuola che tra le loro organizzazioni sindacali, Sono incapacità nascoste; incapacità d’essere presenti, obiettivi, determinati. Vedo l’incapacità di sacrificare il soldo a favore della giornata di sciopero; l’incapacità di rinunciare all’affermazione di se stessi rispetto all’altro, l’incapacità di agire una volta tanto personalmente senza delegare, l’incapacità…
Non sono un sindacalista, anzi, contro i sindacalisti potrei parlare per giorni, però ho sempre partecipato a tutti gli scioperi che i vari sindacati hanno indetto per il mio settore lavorativo.


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 ilaria ricciotti    - 24-11-2003
Più che "incapacità nascoste", caro Michele, quelle che tu hai con forza e molta chiarezza esposto sono "incapacità palesi", che tuttavia non si vogliono ammettere. Si continua a blaterare, ma non sempre a fare e ad agire per cercare come tu dici di dare "una spallata alla Moratti". Quando si avverte il pericolo, soltanto allora ci si muove con forza e determinazione. Purtroppo ciò è verissimo, anche se io penso che non bisognerebbe arrivare a tanto. Bisogna prevenirli i problemi e non sollevarli soltanto.
Concludo, terminando con l'affermare che condivido pienamente quanto da te analizzato ed ancora una volta, nonostante mi ero promessa di tacere, mi dai l'opportunità di aggiungere che UNITI SI VINCE, separati saremo sempre in senso lato degli eterni perdenti. E questo sarebbe un atteggiamento alquanto sadico, oltre che nocivo. Non credi?
Ciao, Ilaria