Il Governo decide la nomina di 15.000 precari
Piera Capitelli - 15-11-2003


Dopo 2 anni di blocco totale delle nomine a tempo indeterminato il Governo ha deciso la copertura di 15.000 posti per i docenti e per gli ATA. Si tratta di un primo risultato positivo della lotta dei precari, delle organizzazioni sindacali e dei gruppi parlamentari DS che in tutti questi mesi hanno denunciato e incalzato l'inerzia governativa.
Si tratta però di un risultato ancora del tutto inadeguato perché posti vacanti e disponibili sono oltre 100.000 e devono essere tutti ricoperti con personale stabile.
Si tratta anche di un risultato che nasconde, almeno per i docenti, una grave manovra politica quella di subordinare le nomine , previste per il prossimo mese di luglio, all'approvazione del DDL governativo sul rifacimento delle graduatorie permanenti.
Si cerca evidentemente ancora una volta il pretesto per scatenare lo scontro fra le diverse categorie dei precari. In questi giorni tutti i gruppi di opposizione hanno chiesto, con un proposta di modifica alla legge finanziaria, di nominare a tempo indeterminato tutti coloro che sono stati nominati dall'inizio del presente anno scolastico, salvo poi riaggiornare le nomine con le sedi definitive assegnate sulla base delle graduatorie riformate.
Si tratta di una proposta semplice ed efficace su cui si misurerà nei prossimi giorni la vera volontà di questo Governo di affrontare un così grave fenomeno che colpisce il funzionamento del sistema scolastico.

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Alessandro Ameli - Coordinatore nazionale GILDA    - 16-11-2003
Rischio licenziamento per 6000 insegnanti.

La legge finanziaria dello scorso anno aveva stabilito che i docenti dichiarati inidonei per motivi di salute ed impiegati attualmente in mansioni diverse potessero chiedere di essere utilizzati presso altre pubbliche amministrazioni, in caso di mancata richiesta, decorsi cinque anni dall’emanazione della legge, sarebbero stati licenziati. Si apprende ora che il Ministero della Funzione Pubblica ha rifiutato ai docenti la cosiddetta mobilità intercompartimentale (lo spostamento da una pubblica amministrazione all’altra) in quanto i docenti non sarebbero in “esubero” rispetto all’organico.

Il Coordinatore Nazionale della Gilda, Alessandro Ameli, ha dichiarato: “E’ grave che il gioco delle parti tra due ministeri rischi di condurre al licenziamento di tante migliaia di insegnanti, tanto più che esistono delle leggi che prevedono il collocamento obbligatorio ed il lavoro protetto per i cittadini invalidi. Ci si trova inoltre di fronte all’ennesima violazione di un contratto appena sottoscritto che, è bene ricordarlo, aveva ripristinato la possibilità, per i docenti impediti da motivi di salute, di essere utilizzati in altri compiti”.

Ufficio Stampa Gilda

Roma, 11 novembre 2003



 Né politico, né sindacalista, ma precaria della scuola    - 16-11-2003
Oltre al danno la beffa.
Da diverse parti l’immissione in ruolo di 15.000 precari ATA ed insegnanti è stata definita “inversione di tendenza” o “risultato non ancora del tutto adeguato” a seconda del credito (mediatico) che vuole essere attribuito (indotto) rispetto al governo in carica e futuribili governi.
- Blocco dei tagli in corso d'opera
- Ripristino delle cattedre con le ore a disposizione
- Annullamento della legge 53 e recupero del tempo pieno e di quello prolungato gratuiti
- Riformulazione delle classi con un numero "decente" di alunni e nel rispetto della 626
- Immissione in ruolo su tutte le cattedre vacanti
- Passaggi di cattedra e trasferimenti solo a seguito di analoghi passaggi e trasferimenti (scambi)
QUESTO SAREBBE STATO UN SEGNALE DI INVERSIONE DI TENDENZA!!!!
Dire 100.000 immissioni in ruolo a seguito di tagli e rimaneggiamenti che hanno sconquassato la vita di lavoratori decennali, potrebbe essere, oggi, più un obiettivo politico che l'obiettivo di un sindacato per il quale il lavoro di ciascun lavoratore (che non è un numero ma una PERSONA) dovrebbe essere tenuto in rispettosa considerazione.
Gli obiettivi che ho riportato in alto, sono stati rivendicati, uno alla volta, da tutti i sindacati o da alcuni di loro, ed anche compresi ed appoggiati dai politici dell'opposizione in particolare.
Abbiamo scioperato e manifestato tutte le volte che ne abbiamo avuto l’opportunità.
Arrivati al dunque, però, si dimentica l’insieme trascorso e si attende di verificare (?)

“….la vera volontà di questo Governo di affrontare un così grave fenomeno (quello del precariato) che colpisce il funzionamento del sistema scolastico”.

Per noi precari però, l’insieme trascorso, è indimenticabile. Esso è indelebilmente scritto nella nostra storia di vita di ansiosi nomadi in un paese stracarico di disoccupazione, per i quali gli standard di personale della scuola pubblica di altri paesi europei, che per giunta hanno gettato in pasto ai cani la formazione di migliaia e migliaia di bambini e studenti, non hanno alcun significato.

Concetta