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12 novembre 2003
Red - 12-11-2003
Pierluigi Sullo da Carta

SALVIAMOLI

Non basta dire: prima o poi doveva toccare anche a noi, ossia ai nostri connazionali in divisa che partecipano all'occupazione militare di un paese, l'Iraq.
Non basta nemmeno dire: adesso i balletti e i sottili distinguo trovano la loro sanzione, da parte della realtà nella sua forma più dura, più terribile.




Angelo Mastrandrea dal Manifesto

A PARIGI TRA PACE E GUERRA

La delegazione italiana al Social Forum manifesta davanti all'ambasciata italiana. Il 20 marzo giornata mondiale di mobilitazione per chiedere la fine immediata dell'occupazione in Iraq



Gino Strada da Indymedia

I RAGAZZI DI NASSIRIYA

La follia della guerra è tutta qui: qualche decina di ragazzi si sono svegliati ieri mattina in Iraq, e ieri sera non sono andati a letto, non ci sono più. Hanno iniziato il grande sonno, come altri milioni di ragazzi prima di loro, in Afghanistan e in Cecenia, in Congo e in Kosovo e nei mille luoghi di violenza del nostro pianeta: sottratti alla vita non da un male incurabile ma dalla volontà e per opera di altri esseri umani.



Fausto Bertinotti dal Social Forum di Parigi

RITIRO IMMEDIATO DELLE TRUPPE ITALIANE

Siamo colpiti dalla tragedia di tante vite umane distrutte. Siamo colpiti anche se sappiamo che essa è avvenuta in un contesto terribile in cui ogni giorno la vita umana è annientata. Ancora una volta è evidente che guerra e terrorismo si danno la mano.
Manifestiamo, quindi, tutto il nostro rispetto e la nostra solidarietà alle famiglie delle vittime. Ma proprio in nome di questo rispetto intendiamo proseguire nell'impegno politico contro la guerra.




don Vinicio Albanesi della Comunità di Capodarco

MORTI INUTILI

Gli uomini delle istituzioni faranno di tutto per dare solennità a quelle morti: funerali di stato, con bandiere, fanfare e medaglie. Alle famiglie resteranno foto, lettere, telefonate. Presto ingialliranno, per lasciare il posto al silenzio duraturo della scomparsa del loro caro. Hanno chiesto di non fare polemiche: tutti silenziosi di fronte alla morte. Ma nonostante il silenzio imposto, rimane la domanda se il sacrificio di quelle vite era necessario. Noi rispondiamo di no: come non era necessaria la guerra.



Valentino Parlato dal Manifesto

L'INCENDIO

Il massacro dei nostri concittadini in divisa a Nassiriya ci ha fatto cadere addosso la «liberazione dell'Iraq» e dovrebbe renderci più realisti, capire che lo stereotipo degli «italiani brava gente» non cancella il nostro attuale ruolo di occupanti: la parola è pesante, ma vera.



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 Carneade    - 13-11-2003
Missione di pace??

E volevano farci credere che non eravamo in guerra...

 ilaria ricciotti    - 14-11-2003
Basta con questi orrori umani,
basta con questi atti disumani.
Basta con le guerre di occupazione,
basta con i terroristi di professione.
Basta, noi uomini del mondo non ne possiamo più!
BASTA!
Siamo stanchi di veder sfiorire o morire ogni giorno la nostra gioventù.

 Andrea    - 21-11-2003
Il regime sta giustificando la propria entrata in guerra con le lacrime e le bare di ragazzi uccisi dalla follia di una guerra che tutto il popolo italiano aveva rifiutato.