breve di cronaca
Primo decreto attuativo della riforma
Tuttoscuola - 13-11-2003

Enti locali indispettiti

Novita' nei giorni scorsi sul fronte del primo decreto attuativo della legge 53/03. Lunedi' 3 il testo e' finalmente arrivato alle commissioni parlamentari competenti, mentre il Miur ha pubblicato su istruzione.it un commento (una sorta di interpretazione autentica?) al testo del decreto. Che decreto ancora non e', non avendo ancora concluso il suo iter.
Ma procediamo con ordine.
Approvato in prima lettura il 12 settembre, il primo provvedimento attuativo della riforma Moratti e' stato trasmesso con notevole ritardo alla Conferenza Unificata Stato-Regioni-Citta' e alle Commissioni parlamentari, per l'espressione dei pareri previsti dalla legge.
Alla Conferenza Unificata e' arrivato il 20 ottobre e una prima riunione tecnica per l'avvio dell'esame, gia' fissata per il 10 novembre, e' stata rinviata al giorno 20. Sono circolate voci della richiesta di ulteriori chiarimenti e dettagli sulla copertura finanziaria (ministero dell'Economia?) e anche di malumori degli enti territoriali sui tempi, le modalita' di trasmissione e la completezza degli atti inviati (ancora l' Anci in prima fila?).

Certo e' che l'uscita della versione "commentata" sul sito del Miur, che inserisce tranquillizzanti interpretazioni dentro a riquadri grigi in relazione al tempo mensa, al tempo pieno, etc., potra' forse aver avuto un effetto positivo sulle scuole (da sempre inclini a dare alle interpretazioni il valore stesso della legge) ma ha invece indispettito gli enti locali che (piu' smaliziati nella lettura dell'articolato) vi hanno visto - a quanto risulta - un'azione propagandistica di cattivo gusto, ma nessuna concessione alla loro piu' volte ribadita richiesta di chiarezza normativa.

Tardi per le iscrizioni di gennaio

Le Commissioni parlamentari, che hanno ricevuto da giorni la bozza di decreto, non hanno calendarizzato, ad oggi, l'avvio della discussione.
Fuori dalle aule, l'on. Valentina Aprea giura che "non sara' aggiunta una virgola", mentre l'on. Beniamino Brocca assicura che "il testo finale sara' diverso dall'attuale". Insomma anche sul terreno della scuola i rapporti all'interno dell'attuale compagine di Governo appaiono tormentati.
Gli enti locali, per loro parte, si stanno attrezzando in una logica "emendativa", ed e' certo che cercheranno alleanze anche nella stessa maggioranza.
Osserva lo spettacolo il ministero dell'Economia, pronto a chiedere di rivedere i conti (cioe' la relazione finanziaria di accompagnamento) in presenza di qualsiasi piccola modifica apportata. Sembra che per Tremonti appaia gia' adesso molto debole la tesi sostenuta in tale relazione, secondo la quale il decreto "non comporta oneri aggiuntivi per lo Stato" e quindi non necessita di una propedeutica legge di finanziamento; tale tesi diverrebbe insostenibile in presenza di modifiche incrementative del servizio (leggasi: degli organici).
Appare quindi certo, salvo colpi di coda (o di mano) difficilmente prevedibili, che il decreto non ci sara' per la fine dell'anno e che, a gennaio, le iscrizioni si apriranno senza anticipi (la norma transitoria che ha permesso l'attuazione dell'anticipo per i nati in gennaio e febbraio nel corrente anno scolastico e' infatti chiaramente limitata a tale anno).
Se cosi' fosse, si tratterebbe, di fatto, di una prima sconfitta del ministro dell'Istruzione che, nel primo anno di attuazione della sua riforma, si trovera' costretta ad una riapertura delle iscrizioni con tutti i disagi che questo comporta per gli utenti e per la macchina amministrativa (definizione degli organici, organizzazione, etc.).

discussione chiusa  condividi pdf