La cura è Parigi
Angelo Mastrandrea - 08-11-2003
3 mila italiani al Forum sociale europeo. Alla ricerca dell'unità

Dal Manifesto

«La migliore risposta che possiamo dare a chi vuole dividerci è questa». Ore 12,30, casa dei diritti sociali, Roma, a metà strada di una riunione non facile del gruppo di continuità del Forum sociale europeo il movimento italiano prova a mostrarsi unito e a rilanciare l'iniziativa politica. Come? Parlando dell'ormai imminente Forum sociale europeo di Parigi e della partita in gioco: la costruzione di una mobilitazione internazionale contro la guerra il prossimo 20 marzo con la parola d'ordine «fuori tutte le truppe d'occupazione dall'Iraq»; l'organizzazione di carovane di pacifisti per il Medio Oriente, l'Iraq e il Kurdistan; iniziative in vista dell'approvazione della Costituzione europea; una giornata di mobilitazione continentale per i diritti sociali, altrimenti denominata «stati generali dell'altra Europa». Se ne discuterà a Parigi da mercoledì 12 a domenica 16, e dall'Italia si annuncia una discreta partecipazione: non meno di tremila delegati delle diverse anime del movimento e una serie di proposte che saranno puntualizzate in un'assemblea «verso Parigi» domenica prossima a Firenze. Un luogo e una data simbolicamente scelti perché proprio domenica, un anno fa, il primo social forum europeo si concluse con una enorme manifestazione «preventiva» contro la guerra che ancora non c'era, preludio alle ancora più massicce mobilitazioni mondiali dei mesi a venire. Anche allora, a precederlo fu una massiccia campagna di criminalizzazione a mezzo stampa, con annesso dibattito sulla violenza che immancabilmente accompagna qualsivoglia appuntamento no global. Di questo si parlerà in un altro incontro pubblico oggi, sempre a Firenze. Quest'anno lo scenario italiano è ben diverso da quello dello scorso anno: l'«autunno sociale» dei movimenti, dopo un duplice avvio a Riva del Garda prima, per contestare una riunione dei ministri degli esteri europei, e a Roma poi, contro l'avvio della Conferenza intergovernativa, ha ceduto il passo a una serrato dibattito interno sulle forme di lotta e all'ennesimo dibattito mediatico sulla violenza, seguito agli arresti per il corteo del 4 ottobre, ai pacchi bomba e soprattutto all'inchiesta sulle Br.

«Se qualcuno pensava che il movimento fosse stato messo in un angolo dalle continue accuse di contiguità con il terrorismo si sbagliava di grosso», spiega Vittorio Agnoletto. Che ci sia bisogno di ricucire un filo lacerato dopo il 4 ottobre è altrettanto vero. Alla riunione di ieri c'erano più o meno tutti, anche chi, come i Disobbedienti, aveva più volte criticato il gruppo di continuità del Forum. Anche se le divisioni sono subito riemerse sulla manifestazione unitaria del 19 novembre contro il terrorismo. Inconciliabili le posizioni di chi, come la Cgil che ha promosso l'iniziativa regionale e ora pur ritrovandosi con l'adesione trasversale di An e Forza Italia non può fare marcia indietro, e quelle parti di movimento, in questo caso Cobas e Disobbedienti, che si sono sentite tirate in ballo dal ministro Pisanu che qualche giorno fa aveva parlato di «convergenza di obiettivi tra Br e antagonisti». E che quindi non accettano di manifestare con chi vuole criminalizzarli. Così ognuno farà come gli pare.


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 Gianni Mereghetti    - 08-11-2003
A Milano 1500 giovani si incontrano a parlare di felicità!

In questi mesi i mezzi di informazione hanno parlato in lungo e in largo di giovani, di giovani che si spinellano, di giovani che si ubriacano il sabato sera; l’immagine di una gioventù annoiata e disperata ha fatto capolino persino nelle prime pagine di molti quotidiani! Per questo rimango scioccato di fronte al fatto che tutti i mezzi di informazione abbiano passato sotto silenzio quanto accaduto giovedì 6 novembre al Teatro Dal Verme di Milano. Capita raramente di vedere studenti riuniti insieme a parlare della vita, ancor più raramente che lo facciano con degli adulti; questo è quanto è successo al Teatro Dal Verme, dove 1500 studenti delle scuole Medie superiori di Milano e Provincia hanno partecipato ad un incontro pubblico sulla felicità, organizzato dal Centro di aggregazione giovanile Portofranco. All’incontro sono intervenuti il comico Paolo Cevoli ed il poeta Davide Rondoni, a cui alcuni studenti hanno proposto le domande più significative che emergono ogni giorno dentro il vissuto quotidiano: come sia possibile essere felici, come sia possibile esserlo sempre, dentro lo studio, il lavoro, il tempo libero, ma anche dentro ciò che appare contraddittorio, come la fatica e la sofferenza.
Cevoli e Rondoni hanno accettato la sfida, traendo dalla loro vita i riferimenti per tentare una risposta; per questo è stato affascinante da una parte vedere come fare il comico non sia indossare una maschera per nascondere il nulla, bensì sia una vibrazione di umanità, dall’altra scoprire come la bellezza di una poesia scaturisca dalla profondità della vita.
Il dibattito è stato così l’occasione per comprendere di più sia il desiderio di infinito che muove la vita di ogni giorno sia come questo desiderio abbia una risposta già vivibile e nello stesso tempo infinita: è per questo che la felicità è la molla di ogni attimo ed è anche la ragione per cui si affronta la realtà quotidiana della scuola.
Che 1500 giovani si incontrino in un teatro di Milano mossi dal desiderio di vivere è certamente un fatto positivo, che stiano ad ascoltare e si paragonino con adulti che affrontano l’esistenza in forza di un ideale dice qual è la questione seria di oggi: se i giovani si spinellano o si ubriacano il sabato sera non è perché siano cattivi o devianti, ma è perché non trovano negli adulti una proposta che sia all’altezza del loro desiderio. Questo è allora il problema, che sia possibile per i giovani incontrare presenze che hanno qualcosa di bello e di vero da comunicare: al Teatro dal Verme questo è successo, come succede per molti ogni giorno a scuola e nei luoghi di ritrovo giovanile.
Che i mezzi di informazione non si accorgano della positività che c’è oggi nel mondo giovanile, questo è veramente preoccupante!