Noi, insegnanti elementari molto arrabbiati
Chiara Benciolini - 24-12-2001
(pubblicato sul settimanale diocesano di Padova "La difesa del popolo" del 23/12/2001)

Caro direttore,
mi stuzzichi su una questione che da una settimana mi ha mandato in depressione e che mi ha portato a pensare (per la prima volta in 15 anni) che se si realizza questa riforma mi tocca cambiare lavoro!
Ti dico subito che la cosa che più mi sconvolge è la decisione ipotizzata di avere un insegnante praticamente unico (21 ore su 25) in prima e seconda elementare: come si può pensare di tornare così tanto indietro? La mia assoluta preferenza per il gruppo docente (che è ben diverso dai tanti insegnanti delle scuole medie e superiori) nasce da almeno due considerazioni (ti ricordo che io ho anche insegnato da maestra unica): quando eravamo soli non c'era nessun confronto possibile rispetto alle dimensioni educative di questo lavoro. Puoi confrontarti, accordarti, organizzarti con altri colleghi sulla didattica, ma se non condividi gli stessi ragazzini non puoi confrontarti sulla tua relazione con loro!
E poi, questo mi sembra ovvio, come si può chiedere una scuola di qualità pretendendo che una sola persona conosca, predisponga, crei, motivi tutti i percorsi che si realizzano nella scuola?
Un'altra questione che mi lascia esterrefatta è quella della riduzione a 25 delle ore di scuola per tutti (dai 6 ai 18 anni): ti giuro che non avevo nemmeno pensato ala riduzione dei posti di lavoro (su cui si sono invece concentrati i miei colleghi e i giornali). Vista dal mio punto di osservazione ci sono almeno due problemi: quante disparità si creeranno tra chi avrà i corsi a pagamento (inglese, musica, sport) e quindi sarà esonerato (termine usato nel documento) dal farli a scuola e chi dovrà fare tutto a scuola (dove saranno le differenze oltre che economiche?). Dimentichiamo poi che nella scuola elementare ci sono tantissime famiglie che chiedono tempi pieni o lunghi (in pratica 5 giorni di scuola mattina e pomeriggio) che, da quello che capisco, dovranno utilizzare tutte i laboratori facoltativi, ... E poi che cavolo di scuola è quella che insegna solo italiano, matematica, scienze, storia, geografia, studi sociali e religione? Ma Berlusconi non aveva tappezzato le nostre città con la scuola delle 3 i? Internet, inglese, impresa? Forse è rimasta l'impresa, perché informatica e lingue straniere sono finite nei laboratori facoltativi (almeno così si capisce nel rapporto).
Un'ultima considerazione: nel rapporto Bertagna si dedicano molte pagine a parlare della necessità di una formazione iniziale paritaria per tutti gli insegnanti, perché tutti con lo stesso valore. Purtroppo però mi sembra che anche questa riforma ci tenga a tenere distinti, direi separati, gli insegnanti della scuola elementare e materna dagli altri, utilizzando ancora termini differenti e continuando a farci lavorare un numero di ore molto diverso. Nel mio istituto comprensivo è ormai chiaro che non siamo solo noi delle elementari ad avere bisogno di ore per la progettazione costante (settimanali), ma i professori insegnano 18 ore (se va bene) alla settimana, senza ore di programmazione, e noi 22 con 2 ore di programmazione settimanali. Non si tratta di una rivendicazione sindacale: credo che sarebbe giusto e necessario per far funzionare meglio la scuola che tutti avessimo lo stesso numero di ore di insegnamento e di progettazione collegiale.
Spero di non averti stressato, ma mi hai colto nel momento giusto!
Se ti interessa vai a farti un giretto nel forum che si trova su www.istruzione.it: un bel divertimento!

Chiara Benciolini
Vigodarzere (Padova)
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 Alberto M. Onori    - 30-12-2001
Dico solo questo: mia figlia ha appena smesso di fare le elementari e io in questi 5 anni rimpiangevo di non avere la sua età perché avrei fatto volentieri al sua scuola, tanto migliore della mia (ho 46 anni).
Ha senso cambiare un successo certo in un insuccesso quasi altrettanto certo solo perché non è stato merito nostro?

 luigi lucianetti    - 30-12-2001
Con molta sincerità credo che la lettera si commenti da sola!!
Non ho capito, sinceramente, se la collega voglia una scuola migliore per i ragazzi o per gli insegnanti!!
Chissà!!?? forse per tutti e due!!!??
Oppure!!??
Luigi lucianetti

 Arezzi Barbara    - 31-12-2001
Sono d'accordo con te al 100%! Sono una collega si scuola elementare che ha visto nascere i moduli nel suo primo anno di prova, che ha dovuto costruire giorno dopo giorno un rapporto con i colleghi dividendo idee, progetti, strategie di recupero e di potenziamento, valutazioni , "sfoghi" su quello che proprio non va e soddisfazione per quello cha invece va!! Non voglio ritrovarmi sola a gestire una classe per 21 ore e sono stanca di lavorare in un Istituto comprensivo dove la disparità del carico orario settimanale di lavoro con i colleghi della scuola media è sotto gli occhi di tutti e nessuno propone di apportare a tutto questo delle modofiche in tempi brevi.

 Manuela Torroni    - 31-12-2001
Sono d'accordo con te circa la necessità di tenere in piedi il tempo pieno e la disparità di orario di insegnamento tra insegnanti elementari e di scuola media: non sono giuste le 18 ore contro le nostre 22 + 2. Per quanto riguarda la maestra unica in prima e seconda mi vedi un po' più favorevole, specialmente da quando nella mia scuola in una prima classe di 10 bambini ruotano ben 7 (sì, proprio sette ) insegnanti. Non ti sembrano un po' troppe? Come fanno bambini di 6 anni ad avere una figura di riferimento? Come si può programmare se almeno tre di queste insegnanti operano su più circoli didattici e vanno sempre di corsa per far quadrare i loro orari?
Allora non è meglio l'insegnante unica? Io L'ho sperimentato e non mi trovavo male. Sempre meglio di un modolo che non funziona!
Cordialmente
Manuela Torroni
Scuola elementare San Giovanni TERNI

 Renato    - 01-01-2002
Cara collega, sono anch'io un ins. elementare, sono assolutamente d'accordo con te. Ho visto il sito del Ministero e ho partecipato al forum. Purtroppo, come hai potuto vedere ogni "cattedra" pensa di avere un qualche(presunto) primato sulle altre e quindi di avere più diritti di altri. Cadono le braccia, mi sembra di ascoltare i bambini di 6 anni che litigano per chi deve stare per primo in fila! Noi ins. elementari, dovremo restituire lo stipendio con queste premesse!!
In realtà chi insegna, qualsiasi cosa insegni, se lo fa con passione e professionalità dovrebbe godere di pari diritti(anche economici) spettanti alla professione insegnante. Prevedo tempi difficili...
Saluti Renato