La parità scolastica
Alba Sasso - 06-11-2003
Discussione di interrogazione in Assemblea, 4 nov 2003

Il 4 novembre è stata discussa in Assemblea l'interrogazione presentata dall'onorevole Alba Sasso relativamente allo stato di attuazione della legge in materia di parità scolastica.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca, onorevole Aprea, ha facoltà di rispondere all'interrogazione Sasso n. 3-02581

VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Come già riferito dall'onorevole interrogante, secondo quanto disposto dal comma 7, articolo unico, della legge sulla parità scolastica 10 marzo 2000, n. 62, il Governo deve presentare al Parlamento una relazione sullo stato d'attuazione della legge medesima allo scadere del terzo anno scolastico successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della legge stessa.
L'anno scolastico 2003-2004 costituisce effettivamente quello indicato dalla suindicata legge per gli adempimenti previsti. Nel rispetto di quanto stabilito nella legge già citata, è stata costituita presso il ministero un'apposita commissione per la parità scolastica che si sta attivando per predisporre la prevista relazione, attualmente in fase di avanzata elaborazione. Nella stessa relazione sarà riassunto il complesso processo attraverso il quale, a fronte della molteplicità delle problematiche insorte, è stato garantito l'accesso delle scuole private al sistema di istruzione sia con l'emanazione di puntuali disposizioni ed indicazioni sia avvalendosi della collaborazione degli uffici scolastici regionali per creare una rete di informazioni statistiche particolarmente utile per lo studio analitico del fenomeno su tutto il territorio.
Vorrei precisare che, proprio in ossequio del criterio indicato nella medesima legge, è stato necessario analizzare con cura tutti gli aspetti di attuazione della legge nell'arco dell'intero triennio, con particolare riferimento all'ultimo anno scolastico (2002-2003), al fine di rappresentare nella relazione un quadro completo ed analitico. A tal fine, quindi, anche l'analisi di quanto realizzatosi nell'ultimo anno ha richiesto un adeguato periodo di studio e di riflessione.

PRESIDENTE. L'onorevole Sasso ha facoltà di replicare.

ALBA SASSO. Signor Presidente, non mi ritengo soddisfatta della risposta perché mi pare che vi sia una sorta di doppio binario su cui si muove questo Governo ed, in particolare, il ministro ed il suo ministero con riferimento alla questione della scuola. Il tema della scuola paritaria - lo abbiamo più volte affermato - è stato molto presente nella scorsa legge finanziaria, con la previsione di determinati finanziamenti. Si parla sempre di rapporto pubblico o privato e via discorrendo, ma nel momento in cui vi è da applicare una legge cominciano i ritardi, si istituiscono commissioni, vi sono attese e verifiche.
Onorevole Aprea, lei sa bene che quella prevista dalla legge n. 62 del 2000 sulla parità scolastica non è una disposizione qualsiasi perché per la medesima si ritenevano necessari tre anni per rimettere ordine nell'intero sistema delle scuole legalmente riconosciute, meramente private, paritarie o di quelle che chiedevano di diventarlo.
Se non c'è questa relazione, che è precedente rispetto ad un decreto che il ministro deve emanare, previo parere delle Commissioni parlamentari e che propone il definitivo superamento delle precedenti disposizioni rispetto alle scuole private, la situazione si complica. Per intenderci e per far comprendere anche a coloro che ci ascoltano, se non c'è questo decreto, scuole legalmente riconosciute continuano ad esistere con una normativa che non è più quella in vigore, perché la legge prevede che, nel giro di tre anni, tutte le scuole o diventano paritarie o chiedono di diventare paritarie o rimangono meramente private e non rientrano quindi nella previsione di alcun beneficio o riconoscimento all'interno del sistema pubblico.
La questione è questa: signor rappresentante del Governo, le scuole legalmente riconosciute sono sedi di esami di stato. Sono allora paritarie o private? Ci preoccupa questo ritardo come un'altra questione, ovvero che non vi sia una verifica costante delle scuole che hanno richiesto la parità e che spesso non hanno più le condizioni e i titoli per avere quella parità. Noi abbiamo proposto ed approvato come centrosinistra la legge n. 62 la quale prevedeva ulteriori atti e decreti. Mi auguro che si faccia presto su questo terreno perché la situazione nelle scuole legalmente riconosciute e nelle scuole private assai complessa e difficile, anche nelle scuole paritarie che spesso non hanno i requisiti che avevano nel momento in cui hanno richiesto la parità. È una parte non enorme del nostro sistema scolastico, ma rispetto alla quale chiediamo che vi siano decreti ed atti previsti, non soltanto prebende in legge finanziaria.

PRESIDENTE. Prima di passare allo svolgimento delle interrogazione previste e dal momento che vedo che sono presenti in quest'aula, quasi vuota, una scolaresca ed altri ospiti, vorrei far presente, perché si sappia, che i vuoti presenti non derivano da una disaffezione o da disinteresse dei parlamentari, ma perché il sindacato ispettivo che si svolge tra parlamentari che interrogano e interpellano e il Governo è un rapporto che si stabilisce fra chi ha questa esigenza di acquisizione di elementi ed il Governo stesso.
Pertanto, solo chi è interessato a questo rapporto dal punto di vista della domanda e della risposta, ha la possibilità di acquisire quegli elementi che sono necessari affinché anche l'opinione pubblica, successivamente informata dal deputato, possa avere conoscenza della questione. Dico questo perché del Parlamento è più facile parlarne male che farne a meno e mi sembra giusto che dica questo a chi viene ad affacciarsi in questa splendida aula, una delle più belle e del mondo!
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 ilaria ricciotti    - 06-11-2003
Non ho parole ! Cara Alba hai fatto bene a riferire, pari pari il colloquio tra l'interpellante e l'interpellato. Dovreste, voi parlamentari dell'opposizione, utilizzare questa strategia informativa , per far sì che noi cittadini abbiamo la possibilità di leggere i vari testi e non la loro interpretazione.