breve di cronaca
L'UDC e Brocca
Tuttoscuola - 03-11-2003
Riforma, l'UDC tra inquietudini e aspettative

L'attesa non e' andata delusa. C'era il ministro Moratti e la dirigenza del MIUR, sindacalisti, giornalisti ed esperti ad ascoltare Beniamino Brocca lo scorso venerdi' 30 ottobre a palazzo Marini, vicino a Palazzo Chigi. La Moratti ha intrattenuto la platea, com'e' nel suo stile, su temi generali (gli investimenti nel capitale umano, gli obiettivi europei di Lisbona, il ritardo dell'Italia nella formazione scientifica e tecnico-professionale), senza entrare nel merito delle questioni e dei problemi subito dopo puntigliosamente sviluppati (la conferenza si chiamava proprio “punto per punto”) dall'ex parlamentare e sottosegretario UDC, alla presenza dei ministri Buttiglione e Giovanardi e del segretario del partito Marco Follini.
Non c'e' stata replica del ministro, che pero' ha seguito la relazione di Brocca con attenzione, e non ha mancato di congratularsi con lui alla fine del suo intervento. Che e' stato complesso e articolato, denso di citazioni e metafore dietro le quali stavano pero' puntualizzazioni e avvertimenti abbastanza trasparenti, rivolti anche a settori della stessa maggioranza (per esempio sulla questione della pari dignita' del canale professionale con quello liceale), e con qualche eco perfino all'interno del governo, come sulla questione della disputa precari-sissini (notoriamente difesi, questi ultimi, dalla sottosegretaria Aprea, anche lei presente al convegno).
“Noi ci fidiamo del ministro Moratti” e della sua capacita' di farsi carico delle nostre esigenze e proposte, ha detto Brocca, a conclusione della sua relazione: ma gli accordi raggiunti in sede politica devono poi essere rispettati, e non aggirati nell'esercizio delle deleghe contenute nella legge n. 53/2003, o con espedienti di tipo amministrativo.

Brocca, uomo nuovo della riforma?

Dopo il convegno dell'Udc di giovedi' scorso, qualcosa potrebbe cambiare per quanto riguarda la riforma del sistema scolastico e, soprattutto, per la sua attuazione.
Il consenso del pubblico all'intervento dell'ex-sottosegretario all'istruzione, Beniamino Brocca, potrebbe costituire una nuova spinta capace di dare linee guida e riferimenti all'interno della maggioranza che non blocchino l'innovazione, ma la agevolino.
Molti dei presenti - e tanti non erano certamente del partito di Follini - hanno forse trovato un lessico familiare, una certa aria di casa, pur nella prospettiva del cambiamento.
Quello di Brocca non e' stato un discorso “contro”: non aveva ne' lo spirito della conservazione ne' quello dell'alternativa al progetto Moratti.
Brocca ha rilanciato il metodo del dialogo, della concertazione e della mediazione politica, difendendo la centralita' del Parlamento quale luogo massimo del processo decisionale e legislativo. Ha, inoltre, puntualizzato obiettivi e contenuti di quello che si dovrebbe fare per migliorare il livello di qualita' del percorso di attuazione della riforma: non un azzeramento con il passato (come avvenuto ad esempio con il ricambio dell'alta dirigenza), non un punto e a capo, ma piuttosto un innesto del nuovo sulle radici solide della tradizione e della qualita' della scuola italiana.
Cambiamenti senza traumi, dunque, salvaguardando il meglio del sistema scolastico esistente.
E di buono da salvaguardare, secondo il responsabile scuola dell'Udc, c'e' molto, a cominciare, ad esempio, dalla scuola elementare, apprezzata da milioni di famiglie per i contenuti d'insegnamento e per i livelli di erogazione del servizio.
Dopo mesi di monopolio sulla riforma da parte del ministro (e del suo sottosegretario e dei suoi esperti), questa voce “nuova” (che viene da lontano) potrebbe concorrere a trovare le piu' alte mediazioni oggi possibili per definire un'intesa di fondo sulla scuola che vada oltre la semplice convenienza politica, modificando i rapporti di forza all'interno della maggioranza. A cominciare dal decreto legislativo sul 1° ciclo di istruzione che dovra' essere esaminato dal Parlamento nei prossimi mesi.


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