Documenti laici e cattolici, 150 anni di lotte
Grazia Perrone - 05-11-2003
In merito al dibattito sviluppatosi in merito al tema dei valori di religiosità (soggettiva) e di laicità dello Stato, propongo la lettura di una ricerca storica effettuata dal senatore Brignone qualche anno fa e che è stata pubblicata sul Sole 24 Ore scuola.


Documenti laici e cattolici, 150 anni di lotte

FONTE: Il Sole 24 Ore Scuola Edizione n. 3 del 19 novembre 1999, pagina 8


Nello studio commissionato (nel gergo del Senato: "affare assegnato") dal Presidente Mancino al senatore Guido Brignone, scorre quasi un secolo e mezzo di storia italiana, vista attraverso i rapporti tra lo Stato italiano e la Santa Sede, in materia di insegnamento della religione cattolica. Ripercorriamo, in sintesi, il documento.

1859 - Regno di Sardegna. Il ministro dell'Istruzione, il marchese Gabrio Casati, fa della religione, obbligatoria, l'insegnamento numero uno delle scuole statali.

1861 - Il Regno d'Italia eredita la legge Casati e se la tramanda fino al 1923. Ma dai dibattiti parlamentari emerge la riluttanza dei governi a dare spazi alla Chiesa.

1865 - La destra al Governo detta il regolamento delle scuole secondarie: la religione è un fatto di culto, non c'entra con la cultura. Si parla di "ghettizzazione" dell'insegnamento della religione.

1867 - Ministro Michele Coppino. Piace agli italiani perché rende obbligatoria l'istruzione elementare. Piace meno alla Chiesa: si è "dimenticato" dello studio della religione nella stesura dei programmi.

1870 - Dopo nove giorni dalla presa di Porta Pia, a Roma, il ministro Cesare Correnti si insedia a Piazza Colonna e da lì precisa, perché il Papa intenda: l'insegnamento della religione è facoltativo. Chi lo vuole, lo richieda ai Comuni.

1908 - L'insegnamento religioso lo decide il Consiglio comunale a maggioranza. In caso contrario, i genitori interessati possono "noleggiare" i locali scolastici per farlo praticare a spese loro. Al deputato Leonida Bissolati, leader socialista, sembra persino troppo: chiede la proibizione dell'insegnamento religioso tout court. Mozione respinta. Si ribadiscono le norme in vigore, tutt'altro, però, che favorevoli.

1911 - Il Consiglio di Stato sentenzia: religione sì, ma non nell'orario scolastico. Intanto le scuole elementari passano allo Stato. Non conta più l'intervento dei Comuni.

1913 - L'anno del Patto Gentiloni, cioè in pratica del ritorno dei cattolici alle urne politiche e, quindi, alla loro influenza sul problema della religione nelle scuole.

1923 - Il ministro dell'Istruzione pro tempore, il filosofo liberale Giovanni Gentile, proclama "l'insegnamento della dottrina cristiana fondamento e coronamento dell'istruzione elementare". Benedetto Croce approva.

1929 - L'anno del Concordato. Nel documento si ripete la formula di Gentile ("fondamento e coronamento. . .").

1930 - L'insegnamento della religione obbligatorio (salvo richiesta di esonero) è esteso alle medie e alle superiori. Gentile dissente, ma non va oltre.

1962 - L'anno del Concilio Vaticano II. Il Concilio non si occupa del problema (riguarda tutta l'umanità cristiana e non gli affari "italiani"), ma fa appello al rispetto della "pluralità" e delle scelte religiose.

Anni Settanta - Sulla scia della "contestazione giovanile" si fa strada l'idea laica della "cultura religiosa".

1984 - La revisione del Concordato porta solo a un'inversione nel concetto di esonero. Non si farà più domanda per ottenere l'esonero dall'insegnamento religioso cattolico, ma per chiedere di riceverlo. In pratica le cose restano come prima. Ma lo Stato si impegna a dare uno stato giuridico ai docenti di religione.

1987 - Nuovi programmi della scuola elementare. Idem per le scuole medie e superiori. L'insegnamento religioso deve aiutare anche a far "maturare capacità di confronto tra cattolicesimo e altre religioni".

1999 - Il Senato prova a varare una legge per rispettare l'impegno assunto nel 1984 sullo stato giuridico dei docenti di religione. Ogni ridefinizione dell'insegnamento della religione potrebbe avvenire nell'ambito dell'eventuale riordino dei cicli e dei contenuti con cui riempirli.

(Libera riduzione dal Documento Brignone, VII commissione Senato, novembre 1999)


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