breve di cronaca
Gli organi collegiali territoriali
ScuolaOggi - 01-11-2003


In cantiere un altro passaggio fondamentale della riforma della scuola: quello "degli organi collegiali territoriali". In pratica i "parlamentini" del governo della scuola che oggi sono: il Cnpi (Consiglio nazionale della pubblica istruzione), i Consigli scolastici provinciali, i Consigli di distretto. Si sta preparando un nuovo decreto legislativo di cui è già pronto uno schema da portare al consiglio dei ministri. Ne abbiamo avuto copia e siamo in grado di riferirne i contenuti. Un primo elemento balza immediatamente all'occhio: gli organismi saranno formati da membri "designati", e non, come accade ora, da "eletti". E su questa base vengono completamente estromesse le organizzazioni sindacali, finora cardine di queste strutture. Questi comunque gli organismi previsti: il Consiglio nazionale dell'istruzione e della formazione, i consigli scolastici regionali, i Consigli scolastici locali. La composizione di questi organismi è così prevista. Al Consiglio nazionale 26 componenti in rappresentanza delle istituzioni scolastiche statali, delle paritarie, delle scuole di lingua tedesca, slovena e della Valle d'Aosta, 20 presidenti dei Consigli regionali, 3 designati al loro interno dai rappresentanti della paritarie nei Consigli regionali e uno a testa designato dai Consigli di Bolzano, Friuli, Valle d'Aosta, 10 nominati dallo stesso ministro tra esponenti del mondo della cultura, scuola, università, ricerca, lavoro, mondo produttivo, volontariato sociale. Fanno parte dei Consigli regionali: i presidenti dei Consigli locali in numero corrispondente al numero delle province esistenti a livello regionale, 3 rappresentanti delle paritarie, 2 studenti designati al suo interno dal coordinamento regionale rappresentativo, 2 genitori designati dal forum regionale dei genitori, 3 rappresentanti della Regione, 3 rappresentanti degli enti locali (1 dei comuni, uno delle comunità montane, uno delle province), un esperto designato dalle università, 1 dagli istituti di alta formazione, 1 esperto dell'Unioncamere. Membro di diritto il responsabile dell'Ufficio scolastico regionale.

I Consigli locali. Uno "per ogni articolazione territoriale": in pratica per ogni provincia? O per ogni ufficio degli ex provveditorati? Non è chiaro. Di fatto sono composti da un numero variabile a seconda del numero delle scuole "comprese nell'ambito territoriale": 1 o 2 dirigenti scolastici, 4 o 5 docenti, 3 o 4 genitori, 3 o 4 studenti, 1 Ata, 1 o 2 rappresentanti delle scuole paritarie. Inoltre 3 designati dagli enti locali, un esperto dell'università, un rappresentante Unioncamere, il dirigente del Csa. Genitori, docenti, studenti e Ata sono designati dalle rispettive componenti nei Consigli di istituto.

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