Bertamoratti
Antonio Limonciello - 22-12-2001
(vedere da dentro, essere l'altro prima di giudicare)

Sono Bertagna/Moratti per scarnificare le ipocrisie del bel pensare, del pensiero utopico, dello stato etico, del pastore che va a recuperare la pecorella smarrita.
Mi sono chiesto, ma sto davvero con quell'alunno scansafatiche?
Non mi innamoro forse sempre di quelli che sono sempre pronti, che non hanno limiti e se li mostrano la volta dopo si sono fatti in 4 per colmarli?
Ma non provo a volte disturbo per certi handicap tanto da ritrarre lo sguardo oppure devo sottrarmi ad abbracci troppo liberi e voluttuosi?
Ma non provo rabbia punitiva repressa per quelle intelligenze sprecate, per l'egoismo destabilizzante di chi deve sempre essere al centro, primo fra tutti a mancare di rispetto per i compagni, a creare sempre casino nella classe?
Ma non ho sempre saputo che l'uno recuperato e' bilanciato dagli altri 9 comunque persi e dall'abbassamento dello standard di tutta la classe?
Non ho sempre detto che senza misurarsi con i bisogni reali espressi dalla societa' complessiva e dal singolo genitore/studente, senza aprire la scuola realmente al territorio si finiva col pagare pesantemente la scelta autoreferenziale?
Non ho sempre detto che chi non sa vivere la liberta' richiama le dittature?
E non ho rabbia per i docenti, non tutti, ma per tanti che in tutti questi anni hanno pensato di approfittare delle conquiste realizzate dagli anni 70 in poi anziche' dare risposte alla societa' che pagava queste conquiste?
E non ho rabbia per tutti coloro che giorno dopo giorno hanno svuotato, ridicolizzato con il loro comportamento, l'eliminazione della qualifica (1973), la liberta' di insegnamento (1974), l'integrazione dell'h. (1977), l'abolizione del voto per una valutazione formativa (1977), le coopresenze e le contemporaneita', gli organici arricchiti e gli organici funzionali, il recupero e il potenziamento, l'individualizzazione dell'insegnamento, i moduli, la scuola dei progetti, la progettazione didattica al posto dei programmi, le intelligenze emotive e quelle multiple..........
........ .......
siiiiiii, ho rabbia contro quella maggioranza che vivacchiava o approfittava intanto che seri ed impegnati insegnanti si ammazzavano per un interminabile e affannoso elenco di prove e riprove.


Questo ho pensato, io Bertagna/Moratti, e poi ho concluso: "ci pensiamo noi a battere queste pallemosce del pensiero etico di sinistra che come un cancerogeno complesso di colpa pervade gli insegnanti e minaccia la societa' tutta. Questo corpo malato ha bisogno di un intervento chirurgico, da soli non ce la faranno mai, noi opereremo per il loro bene.
Noi scarnificheremo i loro aggrovigliati pensieri e li liberemo di tutte le sofferenze.
Dunque:
1) gli insegnanti sono troppi (in meno potremmo pagarvi molto meglio);
2) nella scuola si spende troppo (le famiglie consumano tante cose inutili, imparino ad investire in cose utili come l'istruzione, cosi facendo le daranno il giusto valore, giacche' quello che non costa non vale);
3) nella scuola si spende male (non avranno la forza di difendere i loro sprechi e tutta la societa' sta con noi quando si tagliano gli sprechi "degli altri");
4) nella scuola i risultati sono scadenti (semplificare, via tutti gli insegnamenti superflui, via tutto quello che non e' utile, qual e' l'obiettivo, lavorare il piu' presto possibile? allora che si insegni questo; qual e' l'obiettivo, corsi di studi lunghi? allora studi propedeutici. Elenchi chiari di conoscenze e solo quelle che durano, quelle consolidate da esperienze secolari, per esempio gli studi classici.
E poi ce lo chiedono le famiglie, ce lo chiede il contribuente, ce lo chiede la confindustria, ce lo chiede la maggioranza del paese -questa e' una democrazia signori!-, ce lo chiedono tutti tranne coloro che difendono interessi corporativi come i sidacati);
5) non si puo' cavare sangue dalle rape (non si puo' pretendere, non si deve pretendere quello che non si puo' dare, e tanta scienza ci conforta, c'e' chi e' piu' adatto a .... e chi invece e' piu' adatto a.....; e poi c'e' la famiglia che ci tiene di piu' e quella che ci tiene di meno, e poi perche' costringere a studiare chi non vuole, lo studio e' un diritto non un obbligo; non si puo' trattare allo stesso modo chi e' diverso, sarebbe un'ingiustizia);
6) gli insegnanti non saranno piu' bambini che non indicano, che amano il caos magmatico, saranno professionisti che indicheranno: tu qui, liceo, tu la', avviamento al lavoro ( lo sapete, lo avete sempre saputo, noi vi daremo la forza morale per essere dei veri temuti giudici e il vostro valore sociale ritornera' alto, perche' chi orienta in una societa' senza rotta avra' grande considerazione).


Ecco io Moratti/Bertagna per oggi ho concluso, ed io antonio limonciello, persona liberata, vado a fare lo shopping natalizio.

Antonio limonciello
limant@ciaoweb.it
interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 attila46    - 24-12-2001
Anche se sono tinte di satira, molte cose sono da condividersi.
E' ora di tornare a fare sul serio!

 eunita    - 26-12-2001
Caro Limonciello,leggevo sbadatamente e di corsa i tuoi commenti,quest'ultimo corrisposnde in pieno a quello che sento e che temo.
La diabolica capacitÓ Morattiana di scavare nella parte pi¨ oscura delle buone coscienze di sinistra.
Per altro in questi tempi di volgaritÓ inaudita e di orgoglio dei cattivi sentimenti,di mancanza di controllo collettivo nello sbandierare i pi¨ incarogniti risentimenti verso il 'nemico' di sinistra il testo Bertagna appare persino lieve!

 giovanni    - 08-01-2002
Ti sei mai chiesto perchŔ nei paesi di questa terra,dove c'Ŕ pi¨ ignoranza e povertÓ,gli alunni (e gli adulti) corrono per imparare anche cose minime.e nelle nostre societÓ abbastanza ricche ed evolute,sia sempre pi¨ difficile mantenere il contatto tra insegnanti e studenti e la scuola venga vissuta ormai come un deposito di roba inutile o una stazione ferroviaria,da cui si passa per necessitÓ,ma in cui ci si ferma solo lo stretto necessario
(colpa della societÓ,della cultura,della tv.bla bla bla?!?!?!)