breve di cronaca
E D I Z I O N E S P E C I A L E
Valore Scuola - 24-10-2003







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 ilaria ricciotti    - 24-10-2003
Oggi, anche se i TG, come spesso accade, hanno dato come prima notizia un fatto piuttosto che un altro, non hanno riferito cifre discordanti sullo sciopero generale. Questa non informazione si commenta da sola. Comunque sia i Sindacati che il Ministro dell'Interno, hanno fatto provare a coloro che sono rispettosi della Costituzione e delle leggi di questo Stato, fortissime emozioni. Grazie.

 Alessandro Ameli    - 24-10-2003
Scuole chiuse in tutta Italia.

Dai dati in nostro possesso, alle ore 12, l’adesione dei docenti allo sciopero contro la riforma pensionistica è molto alta, con punte dell’ottanta percento al Nord e al centro, mentre le percentuali risultano più basse al Sud.

Segnale forte della categoria contro una riforma previdenziale che colpisce in modo particolare i docenti “più giovani”, quelli entrati tra mille difficoltà e dopo dieci anni di blocco dei concorsi.

Per costoro le prospettive pensionistiche sono terrificanti; entrati nella scuola a 40-45 anni dopo un precariato lunghissimo e che sul piano previdenziale costituirà un patrimonio contributivo molto basso (a causa delle retribuzioni da supplenti sempre al minimo, della discontinuità nel servizio, dei buchi tra un incarico e l’altro) saranno costretti a stare in cattedra fino a 70 anni di età per poter raggiungere un minimo pensionistico appena sufficiente e che comunque li porterà a pensioni inferiori al 40% della retribuzione.

Lo spettro della povertà in vecchiaia per questi docenti è concreto. Diano Parlamentari e Governo al paese, ai cittadini un segnale di credibilità e di serietà cominciando a ridurre le proprie pensioni d’oro maturate, in genere, con un solo mandato parlamentare (5 anni).

La Gilda degli Insegnanti preannuncia ulteriori forme di mobilitazione e di protesta in particolare per battere scelte di politica scolastica inaccettabili come quelle contenute nella Riforma Moratti, nei tagli di organico della finanziaria, nel blocco delle assunzioni, nella continua crescita del numero degli alunni per classe, nel disimpegno dello Stato nell’Istruzione pubblica, scelte che producono scadimento dei livelli di qualità del nostro sistema istruzione, condannandolo agli ultimi posti in Europa e nel mondo.

Il Coordinatore nazionale
Alessandro Ameli

Roma, 24 ottobre 2003


 ilaria ricciotti    - 24-10-2003
Se non erro anche i Sindacati Confederali hanno preannunciato altre forme di lotta!

 Grazia Perrone    - 24-10-2003
Ma davvero?

 carmina ielpo    - 26-10-2003
Sono un'insegnante di scuola elementare, insegno in un plesso a tempo prolungato (organizzazione che con la riforma Moratti dovrebbe scomparire come il tempo pieno). Ho partecipato allo sciopero, condivido tutte le problematiche contenute nel vostro articolo, vorrei che si desse un pò di chiarezza in più sul futuro della scuola primaria e della scuola dell'infanzia perchè tra voci e non voci, tra bugie e poche verità, quello che veramente trapela è un taglio molto forte di posti di lavoro con una pesante pesante ritorsione sulla didattica. Solo 27 ore bastano per la scuola primaria...e tutto quello che abbiamo realizzato in passato? E poi, gli insegnanti saranno formati sulle nuove tecnologie per cui dovranno usare il computer in classe... gli insegnanti saranno formati per lavorare con i disabili...e allora via gli insegnanti di sostegno per cui l'insegnante si troverà con una classe di 25 alunni, comprensiva dell'alunno disabile ...27 ore di insegnamento settimanale...quale offerta formativa potrà offrire ad ognuno dei suoi alunni?
Inoltre se l'insegnante della scuola primaria dovrà fare la formazione in inglese mi chiedo, scompariranno anche gli insegnanti di lingua? Saremo di nuovo insegnanti tuttolo e addio competenze!!!!!!........Ma chi se ne importa, l'importante è risparmiare sulle nostre teste e sui bambini tanto loro non possono difendersi e con questa pubblicità assurda e bugiarda le famiglie pensano che sarà tutto bello!!!!!!!!!!!!!!!
Sono veramente amareggiata e i sindacati dove sono? Stanno veramente difendendo i posti di lavoro o fanno finta? Vorrei una risposta più forte ed incisiva loro occupano quei posti per difendere i posti di lavoro e tutto ciò che in tanti anni la scuola è riuscita a conquistare!!!!!!!
Non parliamo poi dell'Università, mio figlio è iscritto alla facoltà di " Scienze della comunicazione" alla Sapienza di Roma e le lezioni non cominciano perchè mancano i professori, ma siamo all'assurdo!!!!!!
Ho proprio la nausea
Carmina

 ilaria ricciotti    - 11-11-2003
Vorrei tanto sapere da coloro che criticano tanto i sindacati confederali ed in modo particolare la CGIL che cosa hanno da proporre con questo tipo di governo. Anch'io ho spesso criticato il mio sindacato, ma perchè migliorasse e non per cancellarlo dalla sua e nostra storia fatte di lotte, di morti e di tante conquiste di cui sono orgogliosa.
Inoltre come dice un detto popolare:" è facile non esporsi e criticare, ma difficile è non agire e non fare".
Così facciamo il gioco di ...." scone " che continuerà a lievitare come un pallone.

 ilaria ricciotti    - 11-11-2003
Pardon :" E' facile criticare, ma è difficile non fare".
La Cgil e gli altri sindacati sono decenni che mobilitano masse di lavoratori oer richiedere diritti, per manifestare contro il terrorismo e la mafia. I lavoratori presenti nelle manifestazioni non sono corporative, se lo sciopero è generale. Quindi non capisco le esternazioni di alcuni lettori tanto bravi a scrivere trattati sindacali, che spesso ho già letto in qualche specifico giornalino, e che di fatto non PROPONGONO nulla se non sterili critiche. Critiche che non fanno bene nè a loro nè ad altri.