breve di cronaca
X-learning?
Indire - 22-10-2003
Scenari di formazione integrata oltre l'e-learning

20/10 - Il convegno Indire ha sottolineato il bisogno di un ambiente formativo che favorisca l'apprendimento mediato dal computer: una diversa forma di scuola

Diamo un breve resoconto della mattinata di convegno tenutosi a Milano lo scorso 6 ottobre, organizzato da Indire, presso lo Smau, il più importante salone italiano e secondo in Europa per il settore dell'Information and Communication Technology. La pubblicazione più ampia degli interventi sarà disponibile quanto prima sempre su queste pagine.
Rimandiamo, per altro, i lettori interessati al tema e-learning, all'ampia inchiesta disponibile sul nostro sito: E-learning: tra successi e questioni aperte.





Stefania Fuscagni, presidente di Indire (l'Istituto Nazionale di Documentazione per l'Innovazione e la Ricerca Educativa di Firenze), ha dato il via ai lavori sottolineando la missione dell'Istituto fiorentino: "Vogliamo creare prototipi comportamentali nuovi anche mediante l'utilizzo dell'ICT e delle tecnologie e-learning per favorire la trasformazione della scuola".
Il direttore, Giovanni Biondi ha sottolineato alcuni meriti della sperimentazione e-learning svoltasi lo scorso anno. "La 'generazione digitale', quella dei ragazzi che crescono conoscendo già l'uso delle nuove tecnologie informatiche, ha bisogno di nuovi modi di rappresentare la conoscenza - ha detto Biondi - ora tutto ciò è possibile perché si ha la possibilità di progettare un insegnamento anche personalizzato. Ciò costituisce una sfida per l'intera scuola e la soluzione non è nella tecnologia". La scarsa disponibilità di tecnologia non è infatti l'ostacolo e lo dimostra una ricerca condotta negli USA, dove il rapporto tra numero di personal computer e alunni è addirittura di 4,6 a 1 e dove si rileva, tuttavia, un bassissimo uso del computer per apprendere.
" Nei corsi e-learning svolti da Indire abbiamo mirato a creare un 'ambiente di apprendimento' lasciando all'individuo la libertà di formarsi quando e per il tempo di cui poteva disporre". Ciò vuol dire che rispetto a modelli che intendono la formazione in e-learning come la giustapposizione di moduli come un puzzle o come molecole, "In Indire preferiamo utilizzare la metafora degli atomi di conoscenza che solo grazie all'ambiente favorevole stringono i legami tra loro".

La sottosegretario del Ministero dell'Istruzione Università e Ricerca, Valentina Aprea, ha rimarcato il ruolo strategico affidato a istituti pubblici quali Indire o Invalsi, come strumenti al servizio dell'intero sistema educativo e dell'istruzione: "Non solo per diffondere le best practice ma per generalizzare in tutte le scuole e gli insegnanti l'alto livello e il valore aggiunto presente in questi istituti". E anche i risultati sono confortanti: già l'80 per cento dei docenti sono stati resi capaci di usare strumenti informatici ed entro l'anno tutte le scuole saranno cablate con la disponibilità della connessione in larga banda.

Luca Toschi, docente di Comunicazione all'Università di Firenze e consulente alla comunicazione di Indire, ha posto l'accento del proprio intervento sui tre protagonisti che costituiscono la catena della formazione in e-learning: gli insegnanti, gli allievi e le macchine. "Spesso si dimentica questo terzo attore o se ne enfatizza, sbagliando, il ruolo. Molti, cioè, ritengono che per formare conoscenza sia sufficiente comprare e usare un computer. Ma le macchine non sono neutre. Sono, invece, portatrici di cultura, del linguaggio proprio di coloro che le hanno progettate. Renderle invisibili in un processo formativo è impossibile. Ciò che invece è importante è insegnare a comunicare, formare i formatori alla comunicazione. Una comunicazione che ha proprie regole e propri linguaggi che devono essere appresi. Spesso si obietta che è una cosa complicata. Ma la complessità è una sfida, è una risorsa, un terreno sul quale vale la pena impegnare la ricerca".

Anthony Basiel, ricercatore in Virtual Learning Environment del dipartimento di Computer Science della londinese Middlesex University, ha fatto un breve excursus sullo stato dell'arte nelle tecnologie e-learning anch'egli sottolineando l'importanza della creazione di un ambiente favorevole all'apprendimento "Moltiplicando le occasioni di formazione e interazione ma lasciando libero l'allievo di gestire il proprio tempo secondo il proprio personale ritmo".

Agli speaker della mattinata di lavori sono succeduti gli interventi di alcune aziende impegnate in progetti e-learning. Fabrizio Cardinali, amministratore di Giunti Interactive Lab, ha ripercorso le linee evolutive della formazione a distanza: dalla fase in cui si usava semplicemente il computer per ripetere l'insegnamento precedente sviluppato su altri media, fino alle fasi più recenti.
La formazione è oggi intesa come formazione continua lungo l'arco dell'intera esistenza dell'individuo in contrapposizione all'educazione curricolare. Ciò comporta una parcellizzazione dei cosiddetti crediti formativi. Da qui l'esigenza, da parte degli editori, di nuovi 'formati formativi' che siano, cioè, riciclabili e riutilizzabili in contesti diversi.
Maria Teresa Grandi, responsabile Università e ricerca Centro Nord Italia di Ibm, ha manifestato la tendenza da parte delle imprese ad utilizzare le tecnologie in modalità e-learning sia per aggiustare o aggiornare la formazione dei dipendenti alle esigenze aziendali sia per ciò che in Ibm amano definire complex learning: un mix di diverse modalità operative che spaziano dal blended learning agli strumenti per estrarre in modo formativo la competenza aziendale, al portale personalizzato che ritaglia sul discente la formazione. Lo slogan per tutto ciò è accattivante: just in time, just enough, just for me.
Sara Bronzino, progettista dell'ISVOR Fiat, ha riflettuto sulla necessità di creare figure professionali capaci di supportare la formazione in e-learning e ha sottolineato che non sempre tale modalità è la più efficace.
Paolo Valcher, direttore Divisione Education di Microsoft Italia, ha evidenziato l'impegno del costruttore nel Progetto Docente: un insieme di strumenti e servizi per avvicinare le scuole e soprattutto gli insegnanti alla miglior fruizione delle ICT.


(data di Pubblicazione: 20/10/2003)


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