breve di cronaca
Milano: il dibatttito su TP e ruolo del sindacato
Scuola Oggi - 21-10-2003
La risposta inviata dalla Segretaria provinciale della Cgil scuola di Milano, Alfia Nicotra, a ScuolaOggi (in relazione ad un precedente corsivo di Dedalus), lascia abbastanza sconcertati.
L’articolo in questione diceva sostanzialmente che:
non c’è stata in tutti questi mesi, da maggio ad ottobre, una sola “grande iniziativa cittadina unitaria” dei sindacati scuola confederali sulla questione del Tempo Pieno e della riforma Moratti, ne rimarcava l’urgenza, considerando questo tema di assoluta rilevanza politica e sollecitando gli stessi sindacati scuola confederali a muoversi, a indire iniziative unitarie, visibili e di massa.
Come non leggervi un segnale d'allarme, una critica “propositiva”, un invito a non lasciar passare altro tempo? Quando lo schema di decreto sulla primaria diventerà legge, infatti, sarà troppo tardi, perché, com’è noto, le leggi vanno applicate.

Da parte della Cisl scuola il "deficit di iniziativa" su questo piano viene riconosciuto ed attribuito soprattutto al momento difficile attraversato con il recente passaggio della segreteria provinciale, avvenuto in una fase politico-sindacale complessa, con inevitabili ripercussioni sul piano organizzativo.
La Uil scuola milanese non ha battuto ciglio. D’altra parte c’è da chiedersi se la Uil sappia cos’è il Tempo Pieno, poiché le attenzioni di questo sindacato (che si propone peraltro come il “sindacato dei cittadini”) sono in gran parte rivolte alle rivendicazioni più settoriali e corporative di docenti e collaboratori scolastici.
Dalla Cgil scuola ci si sarebbe aspettati una risposta del tipo: siamo stati presi da problemi organizzativi ed urgenze varie (contratto prima, elezioni RSU ora, ecc.) ed effettivamente l'impegno su T.P. e riforma - sul piano di una iniziativa cittadina - è stato insufficiente, ma intendiamo rilanciare al più presto una grande mobilitazione unitaria e di massa su questi temi. Tanto bastava e sarebbe stata una presa di posizione seria e credibile.

La replica della segretaria provinciale della Cgil scuola è invece una polemica quanto stizzita rivendicazione di assemblee e di iniziative effettuate. Non sempre precisa, perché è il caso di osservare che:
- è vero che nel periodo marzo-giugno vi sono state centinaia di assemblee nelle scuole, ma queste avevano al centro (come d’altra parte era naturale) il contratto, non la riforma e/o il Tempo pieno, temi del tutto in secondo piano in quelle occasioni
- il convegno alla Camera del lavoro del 10 marzo, che non ha visto peraltro una grande partecipazione, era sulla devolution e la legislazione regionale in materia di istruzione. Non poteva essere sulla legge di riforma Moratti (la legge n.53 infatti è successiva, del 28 marzo) e tantomeno sullo schema di decreto (il testo che di fatto abroga il T.P.) che è apparso a maggio-giugno, cioè qualche tempo dopo, per essere poi approvato dal Consiglio dei ministri il 12 settembre
- non risulta che vi sia stato un solo direttivo provinciale in tutto il 2003 nel quale i temi in questione siano stati al centro dell’ordine del giorno e oggetto di ampio e approfondito dibattito (con l'eccezione, pare, del comitato direttivo del 10 ottobre che aveva, fra i vari punti all'o.d.g., anche una comunicazione sulla riforma)
- e infine, last but not least: a Bologna, Roma, Torino, e in diverse altre città d'Italia, il 26 settembre vi sono state manifestazioni organizzate per la Giornata nazionale in difesa del Tempo Pieno. A Milano no. Perché?

Queste sono constatazioni obiettive, dati di fatto, non "falsità" o “svarioni" di Dedalus o di Scuolaoggi. E che l’iniziativa “sindacale” su T.P .e riforma sia stata fino ad ora carente è opinione (purtroppo) abbastanza diffusa nelle scuole. Occorre prenderne atto.
Insomma quel che si vuole sottolineare è che i sindacati scuola confederali devono fare di più, perché la “percezione” esterna, piaccia o no, è questa. Perché allora arroccarsi in polemiche sterili e controproducenti?

Quel che serve oggi è:

- un grande convegno cittadino "unitario" di dibattito sulla riforma Moratti e in difesa del Tempo Pieno
la mobilitazione unitaria di tutte le forze disponibili (dall’ANCI al CIDI, ai Coordinamenti in difesa del TP, a ReteScuole, alle organizzazioni dei dirigenti scolastici, ecc.)
- il coinvolgimento diretto dei genitori, dei Consigli di istituto, delle assemblee e dei comitati genitori (che sono la componente forse più interessata e che rappresentano la principale “forza di pressione”)
- il coinvolgimento delle Confederazioni sindacali e della Camera del Lavoro di Milano su una questione che riguarda non solo il personale della scuola, ma tutti i lavoratori e i cittadini in generale.

Di fronte all’attacco alla scuola pubblica e alla “morte annunciata” del Tempo Pieno è fuorviante perdersi in recriminazioni e polemiche. Se siamo d’accordo su questi quattro punti, occorre allora riprendere l’iniziativa in maniera unitaria e più “allargata” possibile. Prima che sia troppo tardi.

Dedalus

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