Una data, due storie
Ilaria Ricciotti, Gianni Mereghetti - 16-10-2003
Oggi si celebrano due fatti della storia:
entrambi che riattivano la nostra memoria.


Il primo che vorrei anch'io celebrare,
è quello che dovremmo sempre ricordare.

E' quello della deportazione degli ebrei romani
stanati dai nazifascisti, caricati... e tanto umiliati.

Ma oggi questi uomini testimoni della Memoria
dovrebbero rispettare ed incontrare l'altrui Storia.

Il secondo evento che vorrei anch'io celebrare
riguarda un Papa che pian piano si è fatto amare.


Un Papa che ha capito i bisogni dell'umanità
che ha voluto sempre ascoltare per poi dialogar.

I due eventi della storia oggi da molti celebrati
non dovrebbero essere retorici, ma sempre ricordati.

Purtroppo noi esseri viventi
amiamo celebrare gli eventi
ed in pompa magna ricordare
chi poi siamo soliti dimenticare.
Questo tipo di Memoria,
non fa bene alla Storia.

Dobbiamo per questo ogni giorno rammentare
chi oggi tutti noi, a volte con enfasi vogliamo ricordare

I.R.





Venticinque anni fa’



Venuto da lontano,
d’improvviso
una sera d’ottobre.
Lo sguardo sulla folla,
la voce
agli estremi confini della terra.





Anche oggi,
che s’inarca a fatica,
sprigiona dal Papa
una forza profonda.

Un passo dopo l’altro,
come un bimbo
nato quel giorno,
divenuto grande
in compagnia del Mistero.

G.M.


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 ilaria ricciotti    - 16-10-2003
Mi scuso, ma, come spesso mi succede quando scrivo di getto, faccio degli errori. In questo testo ad esempio sono presenti due errori.
1) "Il primo..... che non dovremmo ricordare" dovrebbe essere " che dovremmo ricordare".
2) Il secondo"...pin piano" è meno importante del primo, in quanto si comprende che è un errore di battitura " pian piano".
Comunque colgo l'occasione per ringraziare la redazione di Fuoriregistro per la bellissima immagine messa a supporto di quanto volevo esprimere, anche se in quel paesaggio desolato che si vede, io ci vedo i lager di ieri e quelli di oggi, specialmente i lager delle terre palestinesi, che vengono quotidianamente devastate, ed anche i civili israeliani uccisi come reazione dai primi. Ci vedo inoltre un mondo arido nell'anima, che non sempre è disposto a cambiare le proprie abitudini divenute per alcuni inaccettabili, per altri indispensabili. Un mondo con degli uomini che non possono stare a guardare, come in quella foto sembra stia facendo il Papa, che di fatto si sta ancora dando da fare come molti altri uomini impegnati affinchè l'umanità cambi, diventi più umana e giusta.