Il presidente operaio, i lavoratori della scuola e San Gennaro
Giuseppe Aragno - 14-10-2003
Se associo ad una inidoneità la parola permanente e mi ingegno di chiarire a me stesso il significato della formula “permanentemente inidoneo”, non mi perdo certamente in un labirinto.
Scartata l’acconciatura per i capelli, mi resta in verità ben poco. Dico per cominciare “nevi permanenti” ed intendo ghiacci perenni. E si capisce: a determinati stati fisici, la neve resta neve. Ci penso e mi lancio.
Permanente è un allarme che scatta a condizioni date e non cessa fino a quando qualcuno non cambia il metro di valutazione.
Permanente è una fortificazione: che se non la destini ad uso diverso fortificazione è e fortificazione rimane per sempre.
Permanente è negli adulti la dentizione perché un dente caduto poi non cresce più.
Permanente è una mostra che non chiude mai.
Permanente è una situazione associata all’idea di stabilità e durata.
Permanente quindi è indiscutibilmente ciò che non è temporaneo?
Sì.
Ma ciò che non è temporaneo è definitivo!
Già.
Ed allora cosa vuol dire la comunicazione che mi è pervenuta dal MIUR, passando per l’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania, tramite il CSA di Napoli, di cui sono il burocratico “oggetto” assieme ad una visita periodica di controllo disposta d’Ufficio? Vuol dire che, nonostante lingua e logica, il permanente è diventato ope legis temporaneo, e il temporaneo permanente e definitivo? Che i denti caduti tornano a spuntare? Che senza le gambe si torna a camminare? Che la malattia è la stessa che avevo, ma la Moratti ha tirato fuori dal cilindro un farmaco nuovo e voilà - udite! udite! - tra stelline e coniglietti, sono finalmente guarito? O vuole dire che giungerò malato davanto alla Commissione Medica c/o Ministero dell’Economia?!? e delle Finanze!!!!! e mi troverò di fronte a San Gennaro ed a Giuseppe Moscati, luminare e santo, nonché inopinato e – suppongo – riluttante neo-alleato politico di Tremonti e ne tornerò prodigiosamente guarito? Ma è un miracolo, quindi, voi esclamate! No, vi dico, non esagerate. E’ solo un regalo - un altro, dopo la pensione per la vita eterna - un regalo del presidente operaio ai compagni lavoratori ammalati: è la politica della solidarietà vera, che si fa addirittura sogno, visione e miracolo.
La democrazia dei miracoli. E che si vuole di più dal presidente operaio e dai suoi impareggiabili ministri?
Mettiamo anche questo nel conto. Verrà il giorno dei ringraziamenti.


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 Maria Grazia Melegari    - 15-10-2003
La Commissione dei Miracoli è quella delle Invalidità Civili e delle Pensioni di Guerra.... Quale verifica? Io non sto "rubando" prebende allo Stato... Ho un regolare contratto di lavoro a tempo indeterminato a 36 ore settimanali.! Inidoneità permanente significa, nella migliore delle ipotesi, grazie a Tremonti e al Cavaliere e all' art. 35 della Finanziaria, che il contratto diverrà a tempo determinato con scadenza 31/12/2007. Poi il licenziamento se non accetterò l'invito alla mobilità. Mobilità? Lo sanno questi signori che le Amministrazioni pubbliche non accettano mobilità di dipendenti con età superiore ai 50 anni?
Sono un lavoratore della scuola con 30 anni di servizio e 49 di età. Voglio lavorare fino almeno a 65 anni con l'incentivo del 32% permanendo in servizio oltre il 40° anno. Non accetto miracoli da San Gennaro.

Maria Grazia Melegari
CSA Verona