Garantire ai potenti l'ignoranza dei sudditi
Fabio Greco - 20-12-2001
La cosa che più impressiona del cosiddetto documento Bertagna (che aspirerebbe ad essere la base della futura riforma della scuola) è proprio il “sospetto” verso la scuola. Con qualche spia linguistica di vero e proprio disprezzo. Basti vedere, ad esempio, come viene definita l’idea che la scuola abbia ancora una funzione centrale nella formazione dei giovani di oggi, ben diversa da quella, talora disgregata e disgregante, della miriade di agenzie formative che caratterizzano la società attuale. Viene definita “centratura scolasticistica”. Da questo sprezzante sospetto nasce la scelta di ridurre di un anno proprio quel segmento del corso di studi – la scuola superiore – dove i ragazzi dovrebbero passare dall’alfabetizzazione al confronto critico con il mondo. Di qui nasce, soprattutto, la scelta d’un canale professionale – che in certi punti si configura come un vero e proprio avviamento al lavoro - parallelo ed autonomo rispetto alla scuola vera, su cui orientare larghe fatte di ragazzi fin dai 14 anni. Si tratta d’una scelta che in questo paese che è il nostro, suona come condanna di massa all’analfabetismo sociale e culturale. Perché nessuno può dimenticare com’è il paese in cui viviamo: un paese che non solo ha il tasso di analfabetismo di ritorno più alto d’Europa, dove è altissimo il numero di coloro che non hanno letto un libro in vita loro e non leggono mai un giornale, dove neppure il cinque per cento dei cittadini (dati d’un sondaggio) pensa alla cultura come a un fattore di sviluppo, ma soprattutto dove il senso dello Stato è così basso e precario e lo stesso sentimento di identità nazionale è assolutamente fragile (anche perché per secoli vivo solo nel mondo della cultura). Sottrarre dunque alla scuola vera una fetta consistente dei giovani di oggi e di domani significa in sostanza negar loro il diritto alla cittadinanza e alla comprensione del mondo e condannarli a sudditi d’un monopolio televisivo che (guarda caso) anche questo è un dato distintivo di questo nostro paese.


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