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La tradizione ebraica: lettera aperta a Bush
Jewsagainstzionism - 11-10-2003
Lettera aperta al presidente Bush da parte del rabbino Russell Waxman


Torah True Jews, Inc.
183 Wilson St.
PMB 162
Brooklyn NY 11211

27 Giugno 2003

On. Presidente George W. Bush
The White House
1600 Pennsylvania Avenue NW
Washington, DC 20500


Caro Sig. Presidente,

Le scrivo a causa del suo profondo interesse per le sofferenze del Medioriente e del suo desiderio di mettere fine una volta e per tutte al bagno di sangue laggiù. Noi preghiamo per la pace e la fratellanza.
Ad ogni modo, e con il dovuto rispetto, vorrei portare alla sua attenzione il fatto che, sebbene vi siano molti ebrei che supportano lo stato d'Israele, probabilmente lei non sa che vi e' una maggioranza silenziosa di ebrei che si oppongono al sionismo e che sono ignorati dai media. Essi sono fermi nel rispetto per gli insegnamenti dei loro rabbini, secondo cui l'ideologia del sionismo e' assolutamente opposta alla nostra religione. Per maggiori informazioni, vi sono un gran numero di siti web su Internet che trattano dell' argomento, ad esempio www.jewsagainstzionism.com. Noi riteniamo che essi le saranno d'aiuto poiché includono documenti storici e fotografie relative all'opposizione di lunga data dei riveriti rabbini al sionismo.


Fin dalla distruzione del Tempio e dall'esilio del popolo ebraico durato circa 2000 anni, siamo stati obbligati ad essere scrupolosamente leali verso i paesi nei quali risiediamo, senza mai cercare di stabilire delle sovranità indipendenti, ne' in Terra Santa ne' altrove. Uno dei grandi profeti biblici, Geremia, nel capitolo 29 del suo libro, proclama il messaggio di Dio agli esiliati; il verso sette dice: "Cerca il benessere della città in cui ti ho esiliato, e prega per esso l'Altissimo, poiché attraverso il suo benessere anche tu avrai benessere". Questa e' la pietra d'angolo della moralità ebraica dalla storia ad oggi.
Il movimento sionista rigetta tutti i principi fondamentali della Torah e dei rabbini. Gli ebrei non hanno bisogno di uno stato per conto proprio. La stessa creazione di uno stato "ebraico" e' una grave violazione della legge e delle tradizioni ebraiche. Dunque esso non rappresenta in alcun modo il popolo ebraico e non ha il diritto di parlare a suo nome. Le sue parole, dichiarazioni ed azioni non sono in alcun modo rappresentative del popolo ebraico. Noi deploriamo gli atti e la politica di violenza portati avanti da coloro che - abusando del nome di Israele - hanno sostituito gli insegnamenti della Sacra Torah con un ideale di nazionalismo.

Per questo, signor Presidente, e' di massima urgenza che lo stato d'Israele non sia definito stato ebraico, ma stato sionista. Il fondamento della sua esistenza non è il Giudaismo, ma l'ideologia sionista. Siamo estremamente preoccupati del fatto che definirlo "stato ebraico" metta in pericolo il benessere degli ebrei in tutto il mondo, ponendo una connessione tra gli ebrei e il Giudaismo e le terribili azioni commesse dallo stato sionista. Lo stato sionista ed i suoi sostenitori in tutto il mondo cercano di prendere tutte le misure possibili, incluse quelle che provocano l'odio per gli ebrei a causa delle politiche israeliane, atte a convincere gli ebrei a trasferirsi, dai loro paesi nativi, allo stato d'Israele. Invero, l'odio per gli ebrei e' la linfa vitale e l'ossigeno del movimento sionista e del loro stato, che sono in totale contrasto con il giudaismo.
Sentiamo anche molto dolore per la mal riposta simpatia dei cristiani evangelisti verso il sionismo. Se essi conoscessero la verità sul sionismo, non potrebbero supportarlo.
In tutta la storia, quando le persecuzioni sono sfociate nelle espulsioni, ci sono sempre state nazioni che hanno aperto le porte agli ebrei, e sono state benedette da Dio nel fare ciò. Noi crediamo che il nostro paese accoglierà con calore quegli ebrei che vorranno lasciare lo stato d'Israele, e cio' porterà grandi benedizioni agli Stati Uniti.La sua gentile considerazione verso il popolo ebraico e' grandemente apprezzata, ma noi crediamo fortemente che le benedizioni di Dio cresceranno se ci sara' piu' comprensione e distinzione nelle politiche che riguardano questo argomento della differenza tra giudaismo e sionismo.Attendiamo il giorno in cui tutto il mondo riconoscerà la sovranità del Creatore, ed allora le parole del profeta Isaia saranno adempiute: "E trasformeranno le spade negli aratri da solco e le lance nelle roncole. Nessuna nazione alzerà la spada contro l'altra, ne' imparerà piu' cos'è la guerra".

Sinceramente suo

Russell Waxman, a nome della maggioranza silenziosa degli ebrei america

Lettera pubbicata il 5 ottobre 2003
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 Jack Folla    - 12-10-2003
A proposito delle implicanze religiose in politica


Nel nome della P2

Domani 25 settembre, Emanuele Filiberto di Salamoia, principe dei sottaceti, impalmerà la signorina Clotilde Courau, attricetta francese, nella basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma.
Non storcete la bocca. La notizia contiene una sottonotizia: a celebrare le nozze "reali" sarà il cardinale Pio Laghi, classe 1922, attuale Prefetto della Congregazione per l'educazione cattolica. Tanto per dircela subito e senza giri di parole: l'uomo che alla fine degli anni Settanta garantì l'appoggio della Chiesa alla giunta golpista argentina guidata dall'ammiraglio Emilio Eduardo Massera (tessera P2 numero 478), rendendosi di fatto complice di trentamila assassinii politici. Li avete ancora presenti i desaparecidos? Lo spero. Bene. L'esimio, eccellentissimo, eminentissimo, reverendissimo cardinale Pio Laghi, all'epoca Nunzio apostolico a Buenos Aires, di fronte alle brutalità della dittatura di cui erano vittime anche suore e sacerdoti, diceva così: "Il Paese ha un'ideologia tradizionale e quando qualcuno pretende di imporre altre idee diverse ed estranee, la Nazione reagisce come un organismo, con anticorpi di fronte ai germi, e nasce così la violenza. I soldati adempiono il loro dovere primario di amare Dio e la Patria che si trova in pericolo. Non solo si può parlare di invasione di stranieri, ma anche di invasione di idee che mettono a repentaglio i valori fondamentali. Questo provoca una situazione di emergenza e, in queste circostanze, si può applicare il pensiero di san Tommaso d'Aquino, il quale insegna che in casi del genere l'amore per la Patria si equipara all'amore per Dio".
E così, pregno di tanto amore, invece di muovere un solo dito per impedire massacri, torture, stupri, delitti, il nunzio Pio Laghi se ne andava a giocare a tennis con l'ammiraglio Massera, celebrava le nozze del figlio e ne battezzava il nipote.
Nel 1997 le madri di Plaza de Mayo lo denunciarono pubblicamente (e in tribunale) per le sue responsabilità dirette, indirette e morali attraverso una serie di testimonianze come quella di María Ignacia Cercos de Delgado, moglie del giornalista Julián Delgado, scomparso nel giugno 1978: "Il Nunzio apostolico Pio Laghi era a conoscenza di tutto quello che accadeva nella Scuola di Meccanica della Marina, poteva verificare i nomi dei sequestrati lì trattenuti, e il comandante in capo della Marina, Armando Lambruschini, lo consultò se dovesse lasciare in vita un gruppo di 40 detenuti scomparsi che aveva ricevuto, quando aveva assunto l'incarico, dal precedente Comandante della Marina, Emilio Eduardo Massera". Un dossier che avrebbe schiantato chiunque, almeno sul piano della coscienza personale. Ma non Pio Laghi, che il Papa nominò cardinale nel giugno 1991. Adesso, rieccolo sull'altare, a celebrare un bel matrimonio con strascico regale. Quello del figlio di Vittorio Emanuele di Savoia (tessera P2 numero 516). Capito il senso della vita? Come tutto si compone e ricompone? Sono nozze tra vecchi amici, queste. Il discendente del piccolo re che firmò le leggi razziali, celebrate dal cardinale che giocava a tennis con l'ammiraglio assassino. Che male c'è? In fondo, avevano tutti il nome in loggia. Domani lo sottoscriveranno davanti a Dio. "Nel nome della P2, vi dichiaro marito e moglie."