Dove vanno gli adolescenti
Rolando A. Borzetti - 09-10-2003
Preoccupano le condizioni di 1,2 miliardi di adolescenti: il 58% vive con meno di 2 dollari al giorno, 1 ogni 14 secondi contrae l'Hiv/Aids; tra i 100 e 250 milioni vivono in strada. A lanciare l'allarme è il Rapporto dell'Unfpa

Rapporto sullo stato della popolazione nel mondo 2003

Preoccupano le condizioni di vita di 1,2 miliardi di adolescenti nel mondo (10-19 anni): il 58% vive con meno di 2 dollari al giorno, 1 ogni 14 secondi contrae l’Hiv/Aids; 153 milioni sono analfabeti, il 62% sono femmine; tra i 100 e 250 milioni vivono in strada. A lanciare l'allarme è il “Rapporto sullo stato della popolazione nel mondo 2003” dell’Unfpa, il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione.
Lo studio, pubblicato in Italia dall' Aidos , è stato presentato stamani alla Sala della Stampa Estera. Appare prioritario investire nella salute e nei diritti degli adolescenti, la più grande generazione di giovani mai esistita nella storia dell'umanità. L'Unfpa li "definisce la più grande sfida del XXI secolo", fotografando in dettaglio il quadro completo delle loro condizioni di vita.
Il rapporto fornisce dati il più esaustivi possibile - a livello mondiale - su quanto riguarda giovani e povertà, analfabetismo, mutilazioni sessuali, matrimoni forzati e precoci, violenza. In particolare, risulta drammatica la condizione delle giovani donne: 82 milioni di ragazze sono costrette sposarsi tra i 10 e i 17 anni; 5 milioni di ragazze tra i 15 e i 19 anni sono rimaste incinte e hanno abortito in condizioni a rischio e senza assistenza sanitaria. Quindi “la salute sessuale e riproduttiva non è soltanto una scelta individuale: è una questione di sviluppo e un fondamentale diritto umano. Investire nella salute e nei diritti degli adolescenti è una scelta necessaria ma anche, dati alla mano, economicamente vantaggiosa”.
Se quasi la metà dei nuovi casi di infezione da Hiv avvengono tra giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni, solo 44 paesi sui 107 monitorati hanno incluso la prevenzione dell’Aids nei programmi scolastici. In Uganda, invece, l’istruzione si è dimostrata efficace nel ritardare l’inizio dell’attività sessuale: nel 2001 in un distretto scolastico solo il 5% degli studenti tra i 13 e i 16 anni ha affermato di aver avuto rapporti sessuali: una percentuale che nel 1994 saliva al 64%. In Ghana un programma di educazione sull’Aids ha coinvolto 75mila ragazzi dentro e fuori dalle scuole, compresi i ragazzi di strada.











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