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Ernesto
Grazia Perrone - 08-10-2003
Nei primi anni Sessanta Ernesto "Che" Guevara intendeva proporre la vittoriosa guerriglia cubana come un modello tattico da esportare in tutta l'America Latina: ma questa stratrgia non era in linea con gli orientamenti di Castro e non riscuoteva, neppure, il "placet" di Mosca. La linea d'azione scelta da Guevara tagliava fuori dalla dialettica democratica tutti i partiti progressisti latino-americani alcuni dei quali (come il partito socialista cileno guidato da Allende), erano schierati su posizioni ideologiche intransigenti ma democratiche. La lotta armata, poi, poteva costituire un intralcio alla politica di distensione est-ovest avviata subito dopo la crisi di Cuba che portò il mondo intero ad un passo dalla guerra nucleare.

L'otto ottobre 1967 in una zona impervia denominata Quebrada del Yuro - in Bolivia - Ernesto Che Guevara viene ferito alle gambe e catturato. Trasferito nella scuola del villaggio di Higueras, viene interrogato e poi lasciato per una notte senza cure. Al mattino del 9 ottobre viene ucciso con un colpo di pistola alla nuca, per decisione ufficiale del governo boliviano. Il suo corpo - al quale viene applicata l'amputazione di una mano - viene trasportato in elicottero a Valle Grande e successivamente sepolto in una fossa comune ubicata in un luogo segreto nei pressi di quella stessa città.

Aveva 39 anni.



Quando saprai che sono morto
non pronunciare il mio nome
perché si fermerebbe
la morte e il riposo.
Quando saprai che sono morto di
sillabe strane.
Pronuncia fiore, ape,
lagrima, pane, tempesta.
Non lasciare che le tue labbra
trovino le mie undici lettere.
Ho sonno, ho amato, ho
raggiunto il silenzio.
(Ernesto Che Guevara)




Per saperne di più:
www.ernestoguevara.it
isola Rossa
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 carlo    - 09-10-2003
e allora?

che le mafie uccidano quando qualcuno resta solo
non e' una novita'

non per questo il cile doveva interrompere il suo percorso verso la democrazia
c'e' un modo inutile di dire la verita'
di raccontarla ai nostri ragazzi

quello che dovrebbero sapere e', anche, che noi, quelli che siamo oggi, non diventati, ma qui ed ora, alla loro eta' avevamo dei miti
e dei riferimenti
e cambiavamo gli slogan sul cile per dire che il potere nasce dalla canna del fucile

e sbagliavamo
perche' solo nella pace si puo' trovare la liberta'
e perche' la morte e' la morte e' la morte
ed i fucili uccidono
non portano alla vittoria
e al potere poi .... non scherziamo

pero' nessuno deve essere lasciato solo
perche' le mafie uccidono chi resta solo
ma noi lo facciamo?
o siamo troppo spesso complici del gigantesco mobbing del potere?