breve di cronaca
Rischio paralisi per le scuole italiane
Scuola Oggi - 01-10-2003

Le scelte politiche del Governo stanno mettendo in ginocchio il funzionamento delle scuole.

E’ prevedibile, entro un breve lasso di tempo, una crisi finanziaria senza precedenti che porterà alla paralisi, da un lato, e all’aumento del contenzioso, dall’altro.
Di fronte a questa situazione fa sorridere la passione con la quale si parla dei miliardi di euro che il Ministro promette di investire in un futuro che non arriva mai.
La controriforma della scuola pubblica è già in atto e si realizza, innanzitutto, con la messa in crisi delle scuole e della loro autonomia.

Vediamo gli elementi che la compongono.

A) Fondi per sostenere l’offerta formativa. Nel 2003 sono scesi di 10 milioni di euro rispetto al 2002. Con gli 83 milioni a disposizione quest´anno le scuole dovranno rivedere i loro progetti e tirare ancora una volta la cinghia. Di ciò che è stato sottratto alle scuole nel 2003 più di cinque milioni di euro vanno alle scuole private, per incrementare la loro offerta formativa, e altri cinque milioni alla comunicazione, ovvero la propaganda alla “riforma” è pagata dalle scuole!. Le scuole ricevono ormai solo la metà di quanto ricevevano tre anni fa. Si realizza così una scuola pubblica povera, rendendo l´autonomia didattica un guscio vuoto.

B) Fondi per il funzionamento ordinario. La riduzione è costante ogni anno e ci riferiamo a spese essenziali per una scuola. Nell'ultimo anno il taglio è stato del 29% rispetto al 2002. Negli ultimi tre anni la diminuzione ha sfiorato il 40%. Ci sono regioni, come la Toscana, dove il taglio alle spese di funzionamento è stato del 42%. L'anno scorso, con il Decreto tagliaspese Tremonti, sono scomparsi d'improvviso 60 milioni di euro. Mai restituiti, contrariamente a quelli delle private.

C) Fondi che non arrivano mai. I 130 miliardi di vecchie lire da destinare alle scuole nel 2002 per retribuzioni non sono stati accreditati anche se già impegnati in molte situazione. I 30 milioni di euro per rimborsi spesa per autoaggiornamento non sono arrivati. I compensi per gli esami 2002-’03 non sono stati accreditati. L’elenco potrebbe continuare ancora a lungo.

D) Fondi che arrivano con grande ritardo. Il lento blocco dei flussi di spesa impedisce l’attività e la programmazione delle scuole. Il Programma Annuale (la “Finanziaria” di ogni scuola) deve essere predisposto entro il 15 ottobre. Fondamentale è conoscere le risorse a disposizione. Vediamo, sul versante delle entrate, la situazione delle principali fonti di finanziamento nella maggior parte delle province. Fondo per il funzionamento: non è nota la dotazione ordinaria né l’eventuale dotazione perequativa. Fondo per l'autonomia: non è noto l’esatto importo per le scuole. Fondi per l’integrazione disabili: da alcuni anni non sono assegnati. Fondo d'istituto: non sono ancora stati accreditati tutti i fondi relativi all'a.s. 2001-2002. Fondi per le scuole con forte processo immigratorio: non sono stati accreditati i fondi dello scorso anno. Pagamento supplenti: molte scuole hanno già esaurito il budget di tutto il 2003.
Il combinato disposto di queste scelte mina la credibilità e l’operatività della scuola e della loro autonomia. Non è questione di difficoltà economiche generali ma di volontà politica. Il Presidente Prodi, nel 1998, anno durissimo per la nostra economia, accogliendo una nostra richiesta investì tremila miliardi di lire affermando che sulla scuola comunque si doveva investire. Oggi troviamo una volontà opposta. Per quanto ci riguarda metteremo in campo alcune chiare azioni: pretendiamo risorse in Finanziaria per sanare la situazione in essere; ci rivolgeremo alla Magistratura per denunciare l’accaduto e le ripercussioni; promuoveremo una mobilitazione di tutte le scuole autonome contro il degrado al quale le si vorrebbe costringere.

Roma, 30 settembre 2003



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