La mobilitazione nazionale in difesa del Tempo Pieno
Alba Sasso - 26-09-2003
Quella del Tempo Pieno è una delle tante, significative esperienze realizzate dalla scuola italiana, che rappresentano un importante patrimonio di lavoro e di crescita collettiva accumulato dagli insegnanti, dalle alunne e dagli alunni, dalle famiglie.

La scuola del Tempo Pieno è una scuola che presta ascolto ai bisogni, che è capace di rispettare i ritmi differenziati di crescita e di apprendimento delle bambine e dei bambini, è una scuola in grado di promuovere uguaglianza, è una scuola che guarda alle differenze come ricchezza, come opportunità per lo sviluppo, per la maturazione.

Un’idea di istruzione evidentemente contrapposta e antitetica rispetto al modello chiuso della Moratti e del Centrodestra, rispetto a un progetto selettivo che al contrario cristallizza e irrigidisce le disuguaglianze.

Non è un caso se la scure di questo governo e di questa maggioranza si è abbattuta anche sull’esperienza del Tempo Pieno: lo schema di decreto approvato dal Consiglio dei Ministri riduce infatti il tempo scuola a 27 ore + 3 facoltative.

Ecco perché ritengo importante la mobilitazione che verrà realizzata domani [oggi, ndr], con iniziative in tutta Italia per difendere l’esperienza del Tempo Pieno; ecco perché domani [oggi, ndr] sarò presente anch’io all’iniziativa di protesta che sarà organizzata a Roma di fronte al Ministero dell’Istruzione.

Alba Sasso
25 settembre 2003

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Toni Colloca    - 25-09-2003
Carissimi,
purtroppo la ministra della scuola privata ha deciso l'abolizione del TP
l'instaurazione dell'ins. prevalente (dovrà fare anche il kapò?) e temo che chiederà ai collegi di "scannarsi" sui criteri di scelta dell'ins. prevalente.
N.B.: la figura del TUTOR, alias prevalente, Unico, responsabile del portfolio dell'alunno NON RIGUARDA SOLO LA SCUOLA ELEMENTARE, bensì anche la scuola media ed è mia convinzione che verrà utilizzato come argomento (in questi termini o in altri più subdoli) per l'instaurazione di quei profili di carriera tanto cari alla ministra, ma anche a molta parte del mondo sindacale "rappresentativo".
Spero che su questo punto, della differenziazione tra docenti, si possa innescare una battaglia simile a quella del "concorsaccio" e che si riesca a far cadere il ministro blindato.
Tuttavia non sottovaluterei quel fenomeno noto come "guerra tra poveri" che spessissimo è stato utilizzato e viene riproposto per dividere i lavoratori e farli "scannare" tra di loro.
Politicamente sarebbe molto comodo per la ministra utilizzare quelle sacche di reazione e di carrierismo, che purtroppo esistono anche nella scuola. Queste, anche se minoritarie e, spesso, marginali, possono diventare un cavallo di Troia in quei Collegi Docenti dove non vi è abitudine a discutere politicamente delle scelte che provengono dal "centro" e dove la politica scolastica, anche in tema di organizzazione del lavoro, non viene affrontata.
Pertanto credo si debba fare molta attenzione in questa fase a possibili tentativi da parte della ministra di spezzare il fronte di lotta delle scuole attraverso indicazioni fuorvianti.
I collegi docenti devono avere consapevolezza che non un frammento di questa CONTRORIFORMA deve passare; devono altresì respingere ogni tentativo di istituzione dell'insegnante prevalente che sarebbe una sciagura per tutta la scuola pubblica italiana; devono respingere i tentativi di corruzione dello spirito collegiale attuato attraverso le "sirene" del carrierismo: per qualche soldo in più si demolirebbe la collegialità e la pratica decennale delle scelte condivise. Quest'ultima, anche se è spesso faticosa, crea sempre un dibattito che è salutare per la democrazia nella scuola.

La battaglia sarà lunga e grande attenzione dovremo mettere negli aspetti comunicativi (scusate il mio chiodo fisso, ma come esperto di comunicazioni di massa ritengo che senza una opportuna comunicazione, le mobilitazioni diventano imprese titaniche).

Concludo con l'invito a leggere un
commento
al decreto, ironico (ma non troppo), che avevo scritto in merito alla precedente bozza che, nella sostanza, è uguale alla nuova stesura. Ciò che è differente è l'ultimo art.16 "Norme finali e abrogazioni". In questo articolo si sancisce il de profundis per il TP e Prolungato.

Toni Colloca - portavoce CO.CI.SE. -
SETTIMO TORINESE (To)

 ilaria ricciotti    - 27-09-2003
La CGIL aveva indetto un'ora di sciopero. Quanti hanno aderito? La TV di stato non ha fornito nessuna notizia in merito a quanti hanno manifestato a Roma il loro dissenso. Tale atteggiamento parla da solo. E questo è niente. Se verrà approvata la famosa legge "Gasparri" quali notizie o programmi ci propineranno?