Una giornata particolare
Arturo Ghinelli - 24-09-2003
Questa mattina sono arrivato a scuola presto perché era il primo giorno di prescuola per Mauro, un bambino segnalato per problemi comportamentali, e volevo vedere come si comportava. Andava tutto bene perché abbiamo un ragazzo che fa il servizio civile che dà una mano ai bidelli per il prescuola e a cui abbiamo chiesto di occuparsi in particolare di Mauro per evitare che faccia impazzire. Ho aspettato vicino alla bacheca sindacale che tutti i miei alunni arrivassero e insieme siamo saliti al piano superiore nella nostra aula,dove c’era ad aspettarci la psicopedagogista, una delle poche maestre su progetto sopravvissute ai tagli degli organici dell’anno scorso. Antonella doveva sottoporre i bambini alle prove d’ingresso previste dal corso d’aggiornamento per gli insegnanti delle classi prime e seconde sulla lettoscrittura. Perciò io,dopo aver contato quanti rimanevano a mensa,sono uscito dall’aula per garantire un corretto svolgimento delle prove. Ne ho approfittato per andare a ciclostilare “La filastrocca dell’ABC” di Gianni Rodari, che nelle due ore di programmazione collegiale io e le mie colleghe dell’area linguistica avevamo deciso di riprodurre come spunto per leggere,disegnare e scrivere visto che abbiamo appena iniziato la seconda elementare.
Sono ritornato in classe quando Antonella stava ritirando le prove dei miei alunni per andare poi nelle altre due classi parallele a svolgere la stessa verifica,che servirà a darci il polso della situazione e ad impostare la programmazione annuale. Più tardi la psicopedagogista è tornata in classe per chiamare fuori un bambino alla volta da sottoporre alla prova di lettura. Mentre la maggior parte della classe disegnava le immagini evocate da Rodari, io ho aiutato Samira a svolgere altre attività di lettoscrittura, perché essendo appena arrivata dalla Tunisia,dove ha frequentato la prima, dovrà seguire un percorso individuale per l’apprendimento dell’italiano come seconda lingua. Avrà comunque la possibilità di non dimenticare la lingua madre,infatti a gennaio nel mio circolo partirà(con i soldi del Comune non dello stato naturalmente) un corso di lingua araba proprio per venire incontro ad esigenze di questo tipo. Alle 12,30 è arrivata la mia collega, che ha preso in consegna i ragazzi fino alle 16,30, quando anch’io sono tornato a scuola per la riunione settimanale di programmazione con le cinque colleghe delle classi parallele, con le quali ho definito le attività di laboratorio a classi aperte che partiranno domani.
Ho deciso di raccontare la giornata di oggi, una giornata qualsiasi di un maestro in una scuola a tempo pieno nel comune di Modena, non perché sia una giornata speciale ma perché ho sempre più l’impressione che dopo la riforma Moratti una giornata così diventerà una giornata particolare, difficile persino da immaginare. Visto che molti si sono bevuti la panzana che inglese ed informatica in prima e seconda inizieranno solo quest’anno,ho pensato come sarebbe bello che tutti sapessero quello che davvero si fa già oggi una giornata qualsiasi nelle scuole elementari e si chiedessero:”Dopo la riforma si potrà fare di più e meglio?” Se la risposta è sì,ben venga la riforma. Io però mi permetto di dubitare che una maestra sola per meno tempo e con meno soldi a disposizione per la scuola pubblica possa fare di più e meglio di quello che già stiamo facendo perché i capaci e i meritevoli possano arrivare ai gradi più alti dell’istruzione,come pretenderebbe quel cittadino particolare che risponde al nome di Carlo Azeglio Ciampi e insieme a lui tanti altri cittadini qualsiasi.

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