Ne vedremo delle ... beffe
Movimento Interregionale Insegnanti Precari - 23-09-2003
IL DDL SUI PRECARI: IL DEFINITIVO AFFOSSAMENTO DEL DIRITTO

È stato finalmente presentato al Consiglio dei Ministri il tanto atteso DdL, l'unico strumento che, nella demagogica propaganda dei politici e dei funzionari del MIUR, avrebbe potuto riequilibrare i punteggi fra gli abilitati tramite i Concorsi Ordinario e Riservato e gli abilitati SSIS.

Il problema, che si manifestava come gravissima lesione del diritto al lavoro, esposto e denunciato dal MIIP con dati incontrovertibili alla mano, si è alla fine imposto all'attenzione dei sindacati , dei politici e dei funzionari (**). Ma, dopo più di un anno, nulla è stato fatto se non azioni illogiche e inconseguenti: inutili e fittizi emendamenti parlamentari (numerosi OdG di Camera e Senato, OdG De Laurentiis, interrogazioni) che da una parte strumentalmente raccoglievano le istanze dei precari e dall'altra demagogicamente si moltiplicavano senza mai tradursi in iniziative concrete e risolutive; impegni falsamente assunti da Ministri, Sottosegretari e responsabili scuola della maggioranza per riequilibrare la posizione dei precari calpestati in ogni diritto; la beffa dei 18 punti assegnati senza garanzia, ben sapendo che il TAR si sarebbe espresso nel merito in maniera negativa, degnamente conclusasi con l'immediata esecuzione della sentenza. Ebbene, dopo queste farsesche manifestazioni indegne di un paese civile e democratico, il Governo oggi presenta l'ultimo atto della commedia: un DdL in cui trionfa lo stesso senso del caso che si materializza in una tombola e in cui risulta la negazione di ogni principio di equità e di giustizia.

Intorno a un tale capolavoro si è svolto per un intero mese un lavoro così intenso di politici e funzionari (pare che un intero piano del MIUR vi fosse impegnato!) che oggi possiamo definire con certezza del tutto inutile e, pertanto, surreale. Il risultato di codesto lavoro certosino, mirato a dividere punteggi, a moltiplicarli, aggiungerli e sottrarli, ha l'aria di essere una tombola truccata che non opera certamente nella direzione del ristabilimento del diritto: siamo di fronte a un'operazione di facciata congegnata in modo che i privilegi possano rimanere tali.

A monte si presuppone l'assenza assoluta di un principio ordinatore: il DdL si basa su elementi casuali o funzionali alla difesa di categorie particolari. Ma quando il diritto diventa il luogo della pura accidentalità esso non è più tale e la demagogia servirà a poco di fronte ai dati incontrovertibili che il DdL, se mai verrà tramutato in Legge, produrrà sulla realtà. Perché per quanto si possa gettare fumo negli occhi e per quanto si possano imbrogliare le carte, i precari, la cui dignità professionale e il cui diritto al lavoro saranno irrimediabilmente lesi dall'ennesimo atto insensato di questa classe dirigente, avranno ancora voce per denunciare quali disegni tutt'altro che ispirati da idee di riforma e profondamente retrivi e conservatori siano stati fatti sulla loro pelle.

Con quale coraggio il MIUR ha pensato di presentare questo DdL? Prima il Ministro e vari esponenti dei partiti della maggioranza hanno disconosciuto la paternità del DdL presentato da "Il Sole 24 Ore" del 29 Agosto per poi ripresentarlo oggi nella sostanza identico. Già un anno fa il MIIP aveva dimostrato l'inutilità di un simile intervento, che era stato ventilato come soluzione. Oggi, con i sissini che ai 12 punti accumulati per il servizio svolto lo scorso anno si apprestano a sommare i 12 che incasseranno quest'anno (facendo sprofondare a -24 moltissimi precari), il DdL mostra tutta la sua inutilità .Esso infatti consacra come definitivo il privilegio dei sissini, poiché a loro viene definitivamente garantito ciò quanto hanno finora acquisito: la facoltà di scavalcare gli altri abilitati nelle graduatorie, di lavorare al loro posto, di avere una prospettiva reale di lavoro fondata sull'esclusione degli altri.

Poiché i precari continuano a fare un costante e sano esercizio di pensiero, a dispetto del contraddittorio ed incoerente operato degli artefici di questa strategia della confusione e della mistificazione, non possono non sottolineare (anche se i concetti non sono nuovi, avendoli anticipati già) gli elementi deboli e incongruenti, rispetto all'intento dichiarato, contenuti nel DdL.

Al di là della dichiarazione d'intenti, relativamente alla volontà di riequilibrio nessun elemento del DdL traduce questo concetto in realtà. Dal punto di vista della proposta fattiva si opera non secondo princìpi ma con un ridicolo limare un po' di qua e aggiustare un po' di là, in modo che uno stesso precario, con lo stesso punteggio e gli stessi diritti, si salvi a Napoli e non a Firenze; magari si potrebbe salvare a Milano ma non a Palermo e, come nelle lotterie, non è dato sapere chi sarà baciato dalla fortuna.

Un nostro documento che denunciava l'inutilità di tale provvedimento concludeva: "che cosa resta da fare ai precari se non invocare la Divina Provvidenza?". La limatura sul punteggio di abilitazione, che qualche giornalista "ben preparato" e qualche politico credulone o poco scrupoloso vuol presentare come sapiente elaborazione, altro non è che un confondere le acque e aggirare il fatto principale: non tutte le abilitazioni sono uguali.



  • Beffa Prima : un Disegno di Legge al posto del Decreto

    Non occorre entrare nel merito: basta evidenziare il contrasto tra l'imprevedibile e quanto mai sospetta celerrima esecuzione, non appena pubblicata la sentenza TAR Lazio del 14 Luglio, e gli effetti ed i tempi del DdL (prossimo anno). Celeri sono sempre le operazioni che vanno a ledere le posizioni dei precari a vantaggio di quelle dei sissini. Tempi lunghissimi sono riservati agli interventi di riequilibrio. Nessun responsabile scuola dei partiti della maggioranza ha mai presentato la necessità di procedere d'urgenza attraverso un Decreto Legge, segno della chiara volontà di non intervenire sulla situazione. Il Disegno di Legge era strumento inadeguato lo scorso anno per stessa ammissione degli esponenti di questa maggioranza. Il Disegno di Legge è indubbiamente strumento ancora più inadeguato quest'anno. Occorreva un DdL per sancire ciò che la Legge attualmente in vigore sancisce già, ossia la disparità di trattamento degli aspiranti all'insegnamento?

  • Beffa Seconda: si "tolgono" ai sissini punti che non spetterebbero loro comunque

    Il DdL sta spacciando per ridimensionamento del punteggio SSIS quanto già stabilito da una sentenza del CdS, vale a dire la spendibilità del bonus di 30 punti su una sola classe di concorso, sentenza che in maniera abile e sotterranea è stata aggirata dalle Università tramite la certificazione di abilitazioni su abilitazioni che ha permesso ai sissini di sciamare a piacimento su tutte le graduatorie. Ma, ovviamente, ai sissini è consentito scegliere su quale graduatoria inserire il punteggio aggiuntivo pieno e la scelta cadrà, verosimilmente, su quelle graduatorie in cui c'è più disponibilità di cattedre, mentre i precari dovranno necessariamente "scegliere" ciò che rimane, con il risultato di vedere ancora una volta mortificate le professionalità acquisite, subordinate al potere di scelta dei sissini.

  • Beffa Terza: sostegno

    360 giorni di servizio sono riconosciuti dal MIUR come condizione per "avere diritto a". La domanda sorge spontanea: perché ai precari che hanno maturato dei diritti legati sia al servizio che al possesso di un titolo abilitante conseguito secondo la normativa previgente viene riconosciuto come unico diritto quello di essere sorpassati? Ancora una volta due pesi e due misure, ancora una volta il MIUR dimostra incapacità ad operare in base a princìpi chiari.

  • Beffa Quarta: l'unico elemento ragionevole viene lasciato nel vago

    L'unico elemento che in mezzo a un tale disastro ha un suo rilievo positivo è la diminuzione della quota dei posti assegnati ai passaggi di ruolo (oggi il 60%), i quali hanno finora effettivamente contribuito ad alimentare il precariato. Secondo quanto previsto dalla normativa, la riduzione sarà quantificata in una futura contrattazione con i sindacati. Ciò che non viene esplicitamente detto si prospetta ormai per noi come inquietante elemento per il futuro: in itinere sono state create le norme che hanno generato gli attuali squilibri, in itinere ci aspettiamo anche questa volta brutte sorprese.

  • Beffa Ultima (in una visione molto ottimistica)

    Il Ministro dell'Istruzione parla di razionalizzazione ma ha continuato, come il precedente Governo, ad attivare cicli SSIS sotto pressione delle lobbies universitarie, nonostante la legge impedisse di attivarli per quelle classi di concorso in esubero. Ai nuovi neo-abilitati SSIS può essere garantito un posto solo eliminando gli altri precari.

    Nel momento in cui si voleva riformare un nuovo sistema di reclutamento e una nuova legge per razionalizzare il sistema è stato creato il caos; si è dato alimento allo spirito di avversione introducendo, di fatto, la distinzione fra insegnanti di serie A e insegnanti di serie B, negando ad alcuni la stessa identità professionale.

    I precari denunceranno al Paese questa farsa e si attiveranno in tutti i modi per rivelare la pochezza di pensiero di codesta classe politica, che ha mostrato in questa vicenda di essere priva di etica e dell'"ampia visione politica" attribuita a se stessa dall’on. Aprea, e di essere dotata solo di una squallida furbizia finalizzata a garantire il potere economico delle lobbies universitarie e il proprio potere sulla cultura stabilendo arbitrariamente chi è o non è docente.

    Nella storia della scuola italiana questo evento costituisce il punto più basso toccato finora, inizio di una pesante decadenza da cui non potrà in alcun modo essere avviata quella che viene indicata come una "riforma epocale".



(***)

Il parere di Enrico Panini, Cgil scuola

Il parere di Daniela Colturani, Cisl scuola

Il parere di Alba Sasso, parlamentare Ds
interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Coordinamento Liberi Precari Calabria    - 23-09-2003
Ecco Come La Pensiamo NOI!



Si è costituito a Lamezia Terme il Coordinamento Liberi Precari Calabria, durante un incontro a cui hanno partecipato i referenti delle province di Reggio Calabria, Lamezia Terme, Cosenza e Paola.

Nel corso della riunione sono state ribadite le rivendicazioni dei Veri Precari Storici della scuola alla luce dell’attuale ‘’fumoso’’ contesto istituzionale e dell’evidente empasse in cui versa l’attuale governo.

Il coordinamento Precari Calabria, vicino alle rivendicazioni portate avanti dal MIIP, chiede il riequilibrio del valore delle abilitazioni nella garanzia di equità nei riguardi dei veri precari della scuola, vessati, maltrattati e bastonati da una normativa iniqua e ingiusta che ha gravemente leso la dignità professionale e umana di migliaia di professori scavalcati nelle graduatorie dai non-precari specializzati dalle scuole SISS.

Chiede inoltre che vengano ripulite le graduatorie, in modo da garantire una corretta valutazione di quanti siano i precari storici in Italia, inoltre avanza una nuova proposta ad integrazione di quanto già rivendicato da più parti:

Ecco la proposta:


‘’I VERI PRECARI, hanno la ‘sfortuna’ di avere un punteggio frazionato su più classi di concorso, noi ci domandiamo e chiediamo, perché, non pensare ad una Legge e/o un Decreto Legge d'urgenza che ci dia la possibilità di poter trasferire il proprio punteggio all’interno delle proprie abilitazioni, in modo da poter concentrare lo stesso (in modo facoltativo), a vantaggio della classe e/o delle classi di concorso, quindi anche più di una fra quelle possedute, e sulle quali si punta maggiormente il proprio interesse.

Cioè, avere la possibilità di far migrare all'interno delle proprie abilitazioni il punteggio costruito in anni di lavoro per lo Stato.’’ (tutto quanto proposto non vuole essere e non è un ‘bizzantinismo’)

Questo, certamente non rappresenta un modo organico di ri-equilibrio del valore dei diversi metodi di abilitazione, ma certamente secondo il nostro modesto parere ci darebbe l’opportunità immediata di poter combattere su alcune classi di concorso con un’arma in più ‘il punteggio maturato’, contro la corazzata SSIS.

Cosi forse, i Sissini e il Governo capirebbero che siamo professionisti davvero storici, e non meritiamo di essere sacrificati, visto che non si capisce bene (si fa finta) a quale scopo e per Dio.

Questa opportunità, darebbe la dimensione effettiva degli anni di lavoro sostenuti in ''Valore Assoluto'' da noi Veri Precari della Scuola, senza togliere nulla a nessuno visto che la migrazione del punteggio riguarderebbe esclusivamente il servizio effettivamente svolto da ciascuno di noi, una sorta di cumulo dei contributi per come fa ad esempio per il sistema pensionistico.

Premesso che le rivendicazioni in oggetto non vogliono rappresentare una contrapposizione netta e polemica ai non-precari specializzati SSIS, né tanto meno insistere sulla folcloristica “guerra tra poveri” che tanta parte di stampa ha tratteggiato, fornendo del problema una visione comunque riduttiva e caratteristicamente distorta, va detto con forza che questa è una Battaglia Imperniata sulla Giustizia, sulla Dignità e sul Concetto stesso di Cultura.

Di fatto, ci chiediamo quale trattamento lo Stato, abbia riservato a coloro che hanno sostenuto un concorso pubblico sia esso riservato, che per titoli ed esami, studiando a fondo e lavorando, con sacrifici, impegno e dedizione, e conseguendone il titolo di abilitazione, ed in molti casi anche più di una, all’insegnamento, e dunque l’accesso al mondo del lavoro, secondo regole fissate dalla Costituzione e dallo stesso Stato che, improvvisamente, poi, quando il treno era già in corsa ornai da anni, cambia le stesse regole, sostituendole in itinere con l’istituzione delle Scuole di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario (SSIS), e non risulta mai di troppo ricordare, che il loro unico scopo era quello di dare il solo titolo di accesso ai concorsi ordinari, il quale, purtroppo per noi vetero-precari, si è trasformato per una sorta di magia, che farebbe impallidire il mago Udinì, in titolo abilitante del tutto autoreferenziale, e come se non bastasse, concedendo a queste, come compenso risarcitorio 30 pt. (12+12+6) di bonus, visto, che la quasi totalità dei giovani frequentatori di queste ‘altissime scuole di specializzazione di livello astrale, non sono riusciti, mediante i normali canali dei concorsi ordinari o di quelli riservati, a superare le prove di un Vero Esame di Stato.

Il resto è cronaca di oggi.

Se ancora, ce ne fosse bisogno, si concede un’ulteriore chiarimento, dedicato naturalmente a chi non ha il coraggio di sentire, pensare ed agire nella logica e nella giustizia, si riporta così per intero una storia tanto emblematica quanto raccapricciante, raccontata su ‘IL NUOVO’ di Martedi 09 Settembre 2003; ecco la storia:

‘’Ho 2 sorelle gemelle di 33 anni: una ha vinto il concorso un paio d'anni fa, l'altra è stata bocciata e ha fatto la SSIS. Se avesse vinto il concorso, pensate che avrebbe fatto la SSIS? E cosa dovrebbe dire la prima, che si vede ora scavalcata dalla seconda (e da altri 26enni)? Non è giusto che dei neolaureati di primo pelo o gente bocciata all'esame di stato ora abbia la meglio su chi davvero merita, per esperienza o per bravura.’’ (firmato) Nome Cognome


Questa è la VERITA’ dei fatti!

Caro Presidente del Consiglio, così facendo si è creata, una corsia preferenziale, una scorciatoia, un’altra strada per chi il concorso, in taluni casi e sono molti, non l’ha superato, o non lo ha neanche tentato per incapacità!

Quale trattamento, dunque, quale dignità per noi PROFESSORI abilitati da quella stessa istituzione, che ora, nei fatti, non ne riconosce il valore, anzi sembra voler avvalorare, con i recenti provvedimenti legislativi, e quelli potenzialmente futuri, che solo la specializzazione conseguita a seguito delle SSIS, abbia valore immediato nel conferimento degli incarichi, e di elevazione a rango di professori, di questi ragazzi che spesso, come peraltro si è verificato, sono nostri ex alunni.

A nostro avviso questa è, e lo ribadiamo con forza, una corsia preferenziale che ci ferisce profondamente nel nostro essere uomini, donne e cittadini di una repubblica matura e democratica, prima che insegnanti, puniti solo per aver seguito con rigore, senso del dovere e delle regole, la via indicataci dallo Stato.

Ma forse questa, non è più una Repubblica democratica normale, visti i fatti, si sarà trasformata in una REPUBBLICA DELLE BANANE.
Poveri Noi!

Tutto questo in Calabria si fa decisamente più cupo, con gravissime ripercussioni sociali oltre che economiche, con una larga fascia di cittadini numericamente corposa, 15000? Forse di più?, in possesso di diritti, e anche di diritto elettorale, calpestati e vilipesi, a cui nessuna istituzione politica né alcun partito ne tanto meno la CHIESA, ha mai teso una mano.

CI RICORDEREMO!!!!!!!!!!!!!!!!


Per non parlare dei sindacati il cui operato finora sembra essere teso alla salvaguardia di diritti e posizioni già acquisiti per demeriti sindacali.

La scuola è uno degli ultimi baluardi di libertà, formazione, civiltà, progresso e pluralismo. Una classe docente immotivatamente, ma volutamente penalizzata ed azzerata, da meccanismi di reclutamento iniqui ed elitari, una classe docente umiliata e vessata da questo Stato, e si sottolinea questo, al quale in realtà presta il migliore dei servizi, garantendo nei fatti il pluralismo delle idee, e quindi la libertà di pensiero, a volte anche in condizioni di estremo disagio, rappresenta inevitabilmente, un patrimonio di competenze e valori che le istituzioni dovrebbero valorizzare e incentivare. Ma, forse è questo il nostro peccato originale, cioè essere liberi, a meno che, non si voglia far passare ed avallare una cultura di piatto e ferreo allineamento al potere precostituito, modificando drasticamente, ovviamente in peggio, lo scenario culturale dei prossimi anni, privatizzando le idee ed i servizi, effetto ‘’Cancun’’, per come stabilito dal WTO.

NO! NO! NO! NO, oggi ci rimane almeno questo, la forza di dire No, del domani non vi è certezza.


Forza Colleghi, non ci butteranno via come delle vecchie pantofole bucate, per essere sostituiti da pantofoline alla loro ‘’prima volta’’, non lo permetteremo a nessuno, noi Calabresi in modo particolare, ci ricordiamo di chi ci ha mancato di rispetto, e verrà il momento di pareggiare i conti.

Il Coordinamento dei Precari della Calabria, ribadisce con forza, il pieno sostegno, sempre se accettato, visti i malintesi passati, ai colleghi del MIIP, e lancia un appello ai colleghi precari calabresi a mobilitarsi per difendere i propri diritti, in prima persona ed in prima linea, perché non è più il tempo di firmare deleghe in bianco sulla nostra vita, o di continuare ad avere un comportamento psedovigliacco, perché, tanto ci sarà qualche altro a risolvere il nostro problema.

Oggi non è più così.


Lamezia Terme 09.09.2003
Coordinamento Liberi Precari della Calabria



 posta.casa    - 28-09-2003
0Il DdL è un pasticcio che scontenta tutti, ma soprattutto è l'ennesimo "ribaltone" a posteriori.

I precari, comunque abilitati, che negli ultimi anni abbiano lavorato su più classi di concorso contemporaneamente (per ovviare all'annullamento della metà del punteggio precedentemente attribuita per le graduatorie in cui, pur non lavorando, erano inseriti) si vedono strappare di mano decine di punti acquisiti spesso con molteplici impegni e sacrifici in più scuole contemporaneamente.

I sissini vengono bellamente presi in giro, con la ridicola pretesa di trasformare in legge l'opinione ormai comune che il punteggio di 30 punti corrisponda legalmente a 24 punti di servizio + 6 di effettiva abilitazione. Sebbene tale stupidaggine non compaia in alcuno statuto universitario, nell'era dell'improvvisazione e dell'approssimazione, l'opinione diviene legge e i diritti acquisiti sono brutalmente calpestati. Per di più il punteggio di 30 punti viene attribuito ad una sola graduatoria, sia pure a scelta. Si dovrebbe almeno spiegare perché le abilitazioni del medesimo ambito, acquisite con procedura ordinaria o riservata, diano invece automaticamente diritto ai 6 punti in tutte le graduatorie interessate. Per equità (vera e non solo sbandierata!) si dovrebbe almeno consentire ai sissini di far valere il punteggio di servizio eventualmente acquisito durante il la durata legale delle siss nelle graduatorie in cui usufruiscono solo dei 6 punti garantiti a tutti.

E che fine ha fatto la propagandata graduatoria di merito per gli specializzati siss? Gli ordinaristi che parlano di graduatorie di serie A e B, onestamente, in quale serie si sentono?

Quanto all'abilitazione riservata ai docenti i possesso di titolo di specializzazione, si dovrebbe innanzitutto chiedersi quale perversa politica occupazionale abbia consentito a persone prive di abilitazione nelle materie d'insegnamento di conseguire la specializzazione sul sostegno. Sarebbe senza dubbio più sensato e corretto nei confronti di chi è già abilitato e specializzato, pensare prima ad immettere in ruolo docenti che già sono in regola da anni.

Per concludere con le osservazioni essenziali, visto che su questo indecente DdL si dovrebbero scrivere chilometri di indignazione, che fine faranno i punti di quei poveretti non specializzati che tuttavia hanno passato anni sul sostegno, con la speranza di veder valutato il punteggio acquisito nelle altre classi di concorso in cui sono inseriti?

A dire il vero, anche per gli specializzati sul sotegno si era parlato di graduatorie di merito separate per l'immisione in ruolo.

Sarebbe ora che al MIUR si cominciasse a dar retta a gente competente, invece che ai soliti politicanti propagandisti, con le tasche piene di parole e vuote di fondi per la scuola pubblica e per il suo bistrattato personale.