Vertecchi risponde
Valter Manetta - 21-02-2001
9 FEBBRAIO

Egr. Prof. Vertecchi,
ci siamo già scambiati corrispondenza tempo fa, in merito alla valutazione
scolastica ed all'indagine IEA del '99, di cui sono stato coordinatore e
somministratore (che brutta parola, chi ha avuto la brillante idea di
designare così un insegnante?).
Torno a scriverLe ora, dopo le anticipazioni giornalistiche sui nuovi
curricula, o meglio sulle indicazioni per la nuova scuola di base.
Non voglio tornare sulla autentica FOLLIA (il maiuscolo in una email
significa urlare) dell'unico ciclo di 7 anni.
Voglio fare alcune considerazioni su quanto i "saggi" (comprende perchè ho
messo le virgolette?) hanno prodotto.
Alla base delle indicazioni, sta il concetto che non hanno valore le
conoscenze che non siano immediatamente spendibili. Questo è il primo
delirio dei saggi: io ho studiato 8 anni il latino, sicuramente ora mi
ricordo poco, ma sicuramente tale studio ha contribuito a formarmi e a fare
in modo che io, a 52 anni, riesco ancora ad imparare cose nuove e ad
appassionarmi ad esse.
Lo studio della storia greca dovrebbe essere limitato solo ai 10 anni di
età del bambino. Non le viene in mente che la civiltà occidentale è
debitrice del pensiero greco e poi del diritto romano, dei comuni medievali?
Un ragazzo che intraprende studi tecnici nella secondaria in teoria potrebbe
fare a meno di conoscere e approfondire certi contenuti.
Lo studio della matematica deve essere rivolta alla risoluzione di casi
concreti, dicono i saggi. Ma l'astrazione non è una caratteristica peculiare
della matematica, non è anche un importante contributo alla formazione
linguistica di uno studente?
Il ministro ha detto "non uno studente deve rimanere indietro": mi sembra
di tornare agli anni '70, quando il fallimento scolastico era sempre e solo
colpa della società e non anche della responsabilità individuale.
Mi fermo qui, perchè sono troppo amareggiato e sconfortato, vedendo lo
scempio che verrà fatto della scuola da parte di molti, troppi apprendisti
stregoni. Come già detto, ho fatto il coordinatore dell'indagine IEA del
'99: non sono intenzionato a ripetere tale esperienza, in quanto mi renderei
complice di un misfatto.
Distinti saluti
Valter Manetta docente di Scienze Matematiche, Chimiche, Fisiche e Naturali
presso l'Istituto Comprensivo di Boves


19 FEBBRAIO

Prof. Vertecchi,
purtroppo non ho ricevuto risposta alla lettera da me inviataLe il 9
febbraio.
Le riscrivo ora per dire che io mi RIFIUTERÒ (non mi importa delle
conseguenze) di selezionare, nei prossimi anni, il 25% di alunni a cui far
bypassare un anno di studi. Questa è un'autentica follia educativa. Nella
mia precedente lettera parlavo di apprendisti stregoni. Nella tanto
vituperata prima repubblica, se non altro, certi apprendisti stregoni
restavano confinati nelle loro riserve indiane.
Preferisco aiutare, come sto facendo, l'inserimento nella mia classe di un
alunno straniero che, arrivato da poco, non conosce l'italiano: mi sto
attivando, anche comprando a mie spese un frasario per le prime traduzioni,
frasario che ho regalato all'alunno. Preparo delle piccole dispense per
facilitargli l'inserimento. Ma mai e poi mai mi vedrà complice nel crimine
del 25%.
Valter Manetta Istituto comprensivo di Boves (CN)


21 FEBBRAIO

Gentile Signore,
prendo atto di ciò che mi scrive, anche se non capisco bene perché si sia rivolto a me. Tra le cose di cui mi occupo, infatti, all'università o al Cede non c'è il piano di attuazione della riforma dei cicli. Per chiarezza, tuttavia, debbo dirle che le sue espressioni mi sembrano eccessive. Se l'abbreviazione di un anno del persorso scolastico è un crimine, si tratta di un crimine praticato da tempo, specialmente tra gli strati favoriti della popolazione, nei quali si ricorre a vari espedienti per ottenere tale risultato.
Mi congratulo per il lavoro che svolge col bambino straniero. Cordiali saluti.
Benedetto Vertecchi

P. S. Ho controllato l'archivio della posta elettronica: non mi risulta che ci sia una sua lettera in data 9 febbraio.


21 FEBBRAIO

Alla cortese attenzione del prof. Vertecchi
Gent. Prof.
Le allego nuovamente la lettera da me inviata precedentemente e non letta o ricevuta da Lei.
In quanto alle espressioni che Lei giudica eccessive, sono il risultato di un'autocensura che mi sono imposto. Lei dice che gli strati favoriti della popolazione ricorrono ad espedienti per bypassare un anno scolastico. E allora noi dovremmo istituzionalizzare tale situazione? Allora dovremmo istituzionalizzare anche l'evasione fiscale, dal momento che gli strati favoriti della popolazione la praticano. Francamente la sua argomentazione mi sembra un po' debole e sconcertante (e anche questa parola è frutto di un'autocensura). Si parla tanto di qualità della scuola e poi si dovrà far fare due anni in uno ad un alunno, anzi a più d'uno. E le famose competenze? Suvvia...
Valter Manetta




interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Claudio Tugnoli    - 04-06-2001
Si impara ad imparare solo imparando qualcosa e imparandola così bene e in profondità che tale apprendimento di contenuti assume una potenza indipendente di generalizzazione dell'apprendimento successivo, non importa a quale distanza di tempo. Ma l'idea che l'urgenza di imparare ad apprendere tolga ogni importanza a ciò che si apprende è la premessa per l'abbandono delle nozioni (con la scusa di combattere il nozionismo) e per un imparare ad imparare totalmente privo dell'imparare. Che sarebbe un paradosso e un risultato sconfortante per l'investimento cospicuo delle risorse che esige il funzionamento del sistema educativo. D'altra parte, compito della scuola non è quello di redistribuire la cultura attenuando le diseguaglianze. Questo lo fa il fisco con i redditi. Ahimé, è la stessa cultura che si fonda sulle differenze e non solo quelle di reddito. Quanto alla storia, che cosa di più semplice che abolirla completamente? Non è forse questo il sogno incoerente del neo-illuminismo, quello di rifondare il tempo facendo del presente l'anno zero di una nuova era, della vera e unica storia che d'ora innanzi i nostri studenti dovranno conoscere, l'era dell'onnipotenza tecnologica, del mercato funzionale e dell'utilitarismo programmato?

Saluto affettuosamente Benedetto Vertecchi, che mi ha insegnato molte cose sulla valutazione.

Claudio Tugnoli

e-mail: tugnoli@iprase.tn.it