Stati Generali
Corrada Cardini - Riccardo Ghinelli - 14-12-2001
Signora Letizia, mi ascolti...

di Corrada Cardini
Non credo che la signora Letizia (alias ministra Moratti ) abbia voglia di ricevere consigli.
Sono anche convinta che con un po' di pazienza (da parte nostra) riuscirà a capire qualcosa di Istruzione , ha solo bisogno di tempo..facciamo qualche anno??
Ha qualche problemino ma anche molti sostenitori,
e poi è ricca e magra, e appartiene ad una gloriosa schiatta di indomabili imprenditori.
Comunque mi permetto di lanciare una proposta che potrebbe esserle utile.
Perchè invece di circondarsi solo di personaggi discutibili, nella migliore delle ipotesi stantii, generalmente poco credibili dal punto di vista professionale, non allarga il campo?
Questi STATI GENERALI, parola scelta non a caso,che ricorda quelli che a suo tempo hanno innescato una serie di eventi certo assai presenti al pensiero di ogni persona che crede nella giustizia, prima ancora che nella libertà, e che hanno segnato la storia di una borghesia perlomeno illuminata e determinata a contare e anche (ahime!) laica, potrebbero essere l'occasione per una vera, grande, appassionata, libera diascussione sul tema del futuro della scuola.. ma per essere tale non può limitarsi ad essere un teatrino di cani ammaestrati o un congresso di cortigiani desiderosi di piacere,
che ripetono sovieticamente la lezione .. ci vuole tutto lo schieramento, e dunque anche il Terzo STATO...cioè gli oppositori...e con pari dignità..Abbia dunque coraggio, ministra, e non cerchi solo nel suo cortile, e ci faccia sapere..
A meno che la signora Letizia non voglia rifare l'errore di Luigi XVI..

Baggio, Muccioli e Maggiolini

di Riccardo Ghinelli
Con un nome roboante, Stati Generali, il Ministro Moratti convoca i rappresentanti della Scuola, tutti insieme per un parere sulla riforma dei cicli.
Con grande clamore tutti saranno convocati a Foligno dove troveranno ad accoglierli personalità di grande spicco.
Apre la sfilata Roberto Baggio per il mondo dello sport. Non sappiamo perché proprio lui, ma possiamo immaginare perché non abbiano convocato Del Piero. Chissà se gli hanno detto che nella riforma dei cicli sparirà l’educazione fisica.
Segue per il volontariato Andrea Muccioli, in rappresentanza di San Patrignano, comunità di tutto rispetto, ma dagli orizzonti non particolarmente vasti. Il volontariato in Italia non si occupa solo di tossicodipendenza, ma anche di altre cose, come l’emarginazione, la Pace, il Terzo Mondo o l’ambiente.
Testimonial per la Religione Mons. Alessandro Maggiolini, Vescovo di Como, del quale non avevo particolari notizie. Comunque una rapida ricerca con Google (+Maggiolini +Como) mi ha restituito una serie di interventi preoccupati sull’immigrazione, le coppie di fatto e i cattolici che si alleano con partiti che non seguono la morale Cristiana.
A quanto pare non si è sentita la necessità di far intervenire testimonial per cose come la cultura, l’arte o la scienza.
Un anno fa il Ministro De Muro convocò i Presidenti delle Consulte Provinciali degli Studenti per avere un parere sulla riforma dei cicli. Lo fece a Fiuggi, cittadina con una ricezione alberghiera decisamente migliore di Foligno, con molto meno clamore, dato che consultare i Presidenti era una prassi normale. Della riunione se ne accorse un giornalista, ma solo perché l’albergo ospitava una squadra di calcio di cui si parlava in quel momento.
Ero stato incaricato di accompagnare il Presidente della mia Provincia, che al tempo era minorenne. All’arrivo gli studenti non trovarono ad aspettarli nomi famosi, ma funzionari del Ministero. Furono divisi in gruppi di studio, ai quali i ragazzi parteciparono per tre giorni con grande impegno.
Noi accompagnatori non avevamo nessun ruolo in questo, quindi mi limitai ad osservarli discretamente. Scattai anche alcune foto, perché qui gruppi mi apparivano bellissimi, nel loro impegno.
Qualche giorno prima i giornali avevano riportato i risultati di una ricerca che diceva che i giovani di oggi volevano partecipare, non protestare.
Tutto sbagliato.
Quei giovani stavano facendo le stesse cose che facevamo noi trent’anni prima. Solo che in quel momento era il Ministero a chieder loro di partecipare e non gli studenti a protestare per contare qualcosa nella Scuola.
Il Ministro arrivò alla fine, disse poche parole e ascoltò le relazioni che i gruppi di studio avevano preparato.
In quei giorni noi insegnanti, capitati lì per accompagnare i presidenti minorenni, rimanemmo in disparte. Non avevamo compiti particolari, comunque una gentile funzionaria del Ministero presiedette qualche nostra riunione, durante le quali chiarimmo alcuni dubbi professionali.
Alla fine ci invitò a scrivere qualcosa su quello che avevamo fatto. Fra le cose che scrivemmo ci fu la richiesta di avere una Consulta degli insegnanti, perché quel modo di partecipare ci era piaciuto.
Chissà che fine ha fatto quel documento.

C'ero anch'io

di Riccardo Ghinelli
Chissà se un eventuale futuro nipotino sarà interessato ai racconti del nonno. E se sì, cosa potrà interessarlo? Quella notte che l’uomo sbarcò sulla Luna? O di quel pomeriggio in cui seguii lo schianto del secondo aereo contro le Twin Towers proprio mentre accadeva? Oppure lo interesserà di più sapere che vidi l’Italia battere la Germania per quattro a tre?
Ma queste cose, dopo tutto, le ho solo viste in televisione, e forse sarà curioso di sapere di qualcosa a cui ho assistito dal vero. Allora potrò dirgli: “Hai presente la scuola che frequenti? Beh, una volta non era così. Finché un giorno Lady Joy, nota anche come Ministro Moratti…”.
E allora via con il racconto di quella volta che il Ministro Moratti decise di avviare la Grande Consultazione per gli Stati Generali e di come il nonno si trovò, un mattino, a prendere il treno per Roma.
Ebbene sì, sono stato consultato, e francamente non so se il mio nipotino sarà fiero di me oppure mi guarderà con disprezzo (ma propendo per la seconda ipotesi).
Sulla scia di una serie di avvenimenti che sarebbe complesso raccontare, sono stato inviato a parlare di scuola in rappresentanza di un’associazione in una riunione ad alto livello.
Giunto nel primo pomeriggio nella sede della riunione vi trovo una sorpresa: era arrivata una lettera del prof. Bertagna che chiedeva un parere sul riordino di cicli. La lettera (tre paginette scarse) dava alcune indicazioni (allora inedite) sulla riforma dei cicli, con la richiesta di fornire una risposta entro la data… del giorno prima.
Rassicurati sul fatto che il Ministero avrebbe accettato le osservazioni anche in ritardo, ci siamo messi al lavoro su quel documento per cercare di dare il miglior apporto possibile al riordino dei cicli.
In circa tre ore e mezzo abbiamo cercato innanzi tutto di capire e poi di intervenire.
Il documento non brillava per chiarezza. Ad esempio la riduzione a quattro anni delle superiori non era dichiarata in maniera esplicita. È vero che non era difficile dedurlo per differenza, ma da quelle righe, soprattutto dove si parlava di “progettare una scuola secondaria superiore di elevata qualità culturale ed educativa”, non era facile comprendere che si pensava di ridurre del 35% le ore delle superiori rispetto a quanto previsto dalla riforma di De Mauro.
Anche il punto relativo alla scuola materna ha richiesto un certo impegno e generato parecchie ipotesi su quella che avrebbe potuto essere l’utilità di un “possibile credito ai fini dei soddisfacimento di almeno un anno dei 12 di istruzione e/o formazione obbligatoria”.
Comunque siamo arrivati alla fine, con non poche difficoltà, perché ognuno di noi rappresentava un’associazione di cui doveva interpretare il volere, da mediare con altre persone che a loro volta si facevano interpreti di altre associazioni, con visioni del problema a volte antitetiche.
In ogni caso alla fine le osservazioni sono uscite e sono state messe in bella su quattro pagine da un’efficiente segretaria che si è poi premurata di farci avere, via e-mail, bozze provvisorie per eventuali rettifiche.
È seguito un mese abbondante di notizie di giornale, che a volte confermavano quanto sapevo, ma che altre volte mi rivelavano significati reconditi e inaspettati di quelle tre pagine che avevamo esaminato in quel pomeriggio romano.
Fino a venerdì, tre giorni fa, quando un’e-mail mi informava che il documento finale della Commissione Bertagna era pronto e che una riunione per discuterlo era fissata per lunedì.
Ho subito scaricato i due pesanti documenti
Le tre pagine nel frattempo erano lievitate fino a diventare ottantuno (più centocinque di osservazioni), occupando due mostruosi file “.doc” per complessivi 0.99 Mega che nessuno si era preso la briga di zippare.
Abbiamo iniziato l’esame del documento, pervaso da un’irritante stile paternalistico, costellato di frasi come queste: “…che le risposte, pur numerose e in genere bene articolate, presentano tuttavia un andamento quantitativamente meno rilevante rispetto alla ben più abbondante mole di osservazioni e di indicazioni formulate a proposito…” e “Il riferimento alla possibilità di completare il percorso anche con anni di specializzazione non universitaria non sembra essere stato molto compreso dagli interlocutori”.
A questo punto ci siamo arresi. Tre giorni per esaminare il documento e chiedere pareri al gruppo erano veramente pochi. Inoltre un insegnante può avere grosse difficoltà per assentarsi da scuola per un giorno in più. Così ci limiteremo ad inviare un’e-mail con qualche osservazione, sperando che serva a qualcosa.
A questo si è ridotta, per noi, la partecipazione.
Avrò la consolazione che, se mio nipote mi guarderà male, potrò spiegargli che con quella scuola c’entro ben poco.





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 CLASSE 3°F    - 30-09-2003
grande riki... Siamo i tuoi alunni della 3°F. Ricordati ke ci devi spiegare le ROTOBALLE!