Per dire NO
Ass. Naz. Per la scuola della Repubblica - 18-09-2003
La politica scolastica della maggioranza di governo non è soltanto una politica regressiva, ma viola i principi fondamentali della Costituzione e stravolge il ruolo che la Costituzione assegna alla scuola pubblica.
Rispetto a questa politica non è possibile alcuna forma di gestione “emendativa”; contro questa politica è necessaria una ferma e totale opposizione a tutti i livelli, sia sociale che istituzionale.
L’Associazione “Per la scuola della Repubblica” auspica pertanto che tutte le forze democratiche possano rapidamente definire, sulla base dei principi costituzionali, una proposta alternativa alla politica scolastica di questo Governo e sviluppare un’iniziativa politica unitaria che abbia una concreta visibilità con una grande manifestazione nazionale.
In questo contesto l’Associazione ritiene che le scelte operate da questo Governo in palese contrasto con i principi costituzionali, debbano essere contrastate non solo con l’azione politica volta ad ottenere il pieno rispetto dei principi costituzionali, ma anche con concrete azioni legali.
Di fronte ad atti lesivi della Costituzionale è giusto protestare, è giusto impegnarsi per ottenerne l’abrogazione, ma è anche doveroso chiedere l’intervento agli organi giurisdizionali che hanno il compito di garantire l’osservanza della Costituzione.

L’Associazione propone pertanto di promuovere azioni legali per contestare:

a)
l’illegittimo finanziamento pubblico alle scuole private, ancorché paritarie, in palese violazione dell’art. 33, 3 comma Cost.

b) l’illegittimo abbassamento degli anni relativi all’obbligo scolastico (e l’altrettanto illegittima trasformazione dell’obbligo scolastico in diritto-dovere) in palese violazione dell’art. 34, 2 comma Cost.

c) l’illegittima immissione in ruolo degli insegnanti di religione cattolica, assunti per scelta discrezionale delle autorità ecclesiastiche in palese violazione dell’art. 51 Cost.

L’Associazione “Per la scuola della Repubblica” ritiene che, ferma restando la necessaria priorità di tutte le più opportune iniziative politiche, sia nel contempo necessario sollecitare l’intervento della magistratura per il ripristino della legalità costituzionale, e invita pertanto tutte le Associazioni e le Organizzazioni democratiche e tutti i cittadini democratici, in particolare studenti, genitori e operatori della scuola ad aderire alle opportune azioni legali per contestare, anche in sede legale, ogni forma di finanziamento pubblico alle scuole private, la riduzione dell’obbligo scolastico e l’immissione in ruolo degli insegnanti di religione cattolica.


Qui il documento con modulo per la raccolta firme da far circolare a scuola











Qui il volantino Cobas sullo sciopero del 26 settembre




interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf