Gentilissimo Presidente...
Gianni Mereghetti - 17-09-2003
LETTERA APERTA A CARLO AZEGLIO CIAMPI

Gentilissimo Presidente della Repubblica,
ho apprezzato il suo intervento in occasione dell’apertura dell’anno scolastico e la ringrazio per averci ricordato che la scuola è innanzitutto ambito di educazione.
Lei ha colto la questione seria della scuola italiana, l’urgenza che vi siano dei “maestri” assieme ai quali gli studenti possano fare un cammino alla scoperta di loro stessi.
Forse il fatto che lei abbia mostrato tanta sensibilità per il compito educativo e che abbia detto senza mezzi termini che la sua realizzazione dipende dalla persona degli insegnanti, e non dai meccanismi della riforma, sarà di aiuto a ritrovare il centro di gravità della scuola.
Oggi di fatto l’educazione è marginale, e anche chi quotidianamente vi tenta trova più ostacoli che valorizzazione.
E’ venuto il tempo di un cambiamento di rotta. Chi questo lo possa operare lei stesso ce lo ha indicato, quando ha parlato degli “insegnanti straordinari” che spesso incontra.
Anch’io ne sono convinto. Sono questi insegnanti che “operano con passione e capacità professionale, in condizioni anche difficili; che comprendono le inclinazioni, le inquietudini, le aspirazioni dei loro allievi; che riescono ad aprire con loro un dialogo” la speranza delle giovani generazioni.
Mi permetta allora chiederle con decisione di fare tutto quanto è in suo potere perché questi “insegnanti straordinari” siano di fatto valorizzati, e non solo intenzionalmente.
Se si vorrà una scuola nuova, con al centro la crescita della persona, occorreranno insegnanti sempre più straordinari, ossia insegnanti che attraverso l’insegnamento delle loro discipline compiano l’opera più semplice, quella di educare gli studenti ad affrontare la realtà.
L’entusiasmo dei giovani è mantenuto vivo solo da questi insegnanti, gli altri cospirano a spegnerlo!
Mi permetta, a fronte del giudizio positivo sul suo intervento, farle presente in tutta franchezza che non ho apprezzato il suo richiamo al dovere costituzionale di istituire scuole statali. Non perché l’affermazione sia sbagliata, anzi!, ma perché detta in quel modo risulta incompleta e induce in errore. Visto che ha voluto imbarcarsi in quel tipo di discorso, ma era proprio necessario?, avrebbe dovuto poi esplicitare che le scuole paritarie fanno anche loro parte a pieno titolo del sistema scolastico pubblico. Era una precisazione dovuta, anche perché era l’inaugurazione dell’anno scolastico di tutte le scuole, quelle statali e quelle paritarie!
Mi perdoni la critica, ma gliel’ho voluta fare, anche perché i mezzi di informazione hanno dato ampio risalto a questa sua sottolineatura a danno del suo richiamo al compito educativo che nella scuola dobbiamo sempre più decisamente assumerci.
Del resto non sono le polemiche istituzionali, ma gli uomini a far crescere i giovani!
La ringrazio di nuovo per il suo intervento e per la sua sensibilità

Gianni Mereghetti
Insegnante presso il Liceo Scientifico Pascal di Abbiategrasso


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