breve di cronaca
«Lo impone la Costituzione»
L'Unità - 16-09-2003
Ciampi si schiera dalla parte della scuola pubblica.


C’è chi dice che quello di stamane sia stato l’intervento di Ciampi più «diretto», più immediato nella politica italiana. Da due giorni, in quasi tutto il paese, è ricominciato l’anno scolastico. Per la scuola, pubblica, è cominciato con gravissimi disagi. Per contro, l’anno è partito con un sostanzioso «regalo» del ministro Moratti, alla scuola privata. E stamane Ciampi è intervenuto sull’argomento. Così: «La Costituzione impone alla responsabilità pubblica dello Stato di istituire scuole statali e di garantire il diritto all'istruzione a tutti. È compito invece dei genitori educare i figli e trasmettere loro anche «una sfera privata dei valori», ma di questo «ciascuno è responsabile solo di fronte alla propria coscienza».

Il Presidente della Repubblica dunque dice la sua a sostegno del diritto all’istruzione garantito dallo Stato. E dedica molte parole anche al lavoro degli insegnanti. «Alto e nobile è il compito degli insegnanti. Ed è dovere di tutti, ciascuno nel proprio ruolo, non lasciarli soli nel loro lavoro, assicurare alla loro professione la centralità e il rispetto che meritano».

E’ un dovere di tutti, ha detto il Presidente. Un dovere garantito dalla legge, dalla prima delle leggi, la Costituzione. «E la nostra Costituzione - ha aggiunto Ciampi - assegna alla Repubblica il compito di dettare le norme generali dell' istruzione, di istituire scuole statali per ogni ordine e grado, di assicurare ai capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, il diritto di accedere ai gradi più alti degli studi. I valori che ci uniscono come cittadini italiani sono proclamati solennemente nei primi dodici articolo della Costituzione, principi semplice e chiari, scolpiti nei nostri cuori». Un richiamo alla Costituzione, dunque. «La Costituzione è un testo di cui essere orgogliosi», dice quasi scandendo le parole. Perché lì, in quel testo, ci sono i fondamenti «della democrazia, dei diritti inviolabili dell'uomo, dei doveri inderogabili di solidarietà; dell'eguaglianza e della pari dignità di tutti i cittadini davanti alla legge; del diritto e del dovere al lavoro; dell'unità indissolubile della Repubblica, nel rispetto delle autonomie locali; della promozione della cultura; della difesa della patria; dell'impegno per la pace. Del rispetto dei principi costituzionali -aggiunge- tutti noi siamo responsabili, gli uni nei confronti degli altri. Ne siamo responsabili, in primo luogo, noi adulti verso i giovani, se vogliamo che la Repubblica trovi nei suoi cittadini le risorse necessarie per progredire».

Queste cose il Presidente della Repubblica, le ha dette in una cerimonia al Vittoriano. Riempiendo il suo discorso anche di ricordi personali. «I più fortunati fra noi hanno incontrato nella loro vita almeno un maestro. È scritto nel Talmud: due cose ciascuno dovrebbe fare a proprio vantaggio, trovare un amico e cercare un maestro». «Quando questo accade - ha aggiunto Ciampi - si forma un legame che dura per sempre, che arricchisce ed aiuta ad affrontare i momenti importanti della vita, anche quando quel maestro non c'è più».


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 ilaria ricciotti    - 16-09-2003
Stimatissimo Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi,

questa è la terza volta che Le scrivo esternandole i miei pensieri, le mie ansie in merito ai fatti italiani e, nello specifico, alla Costituzione di questa nazione: l'Italia.
Lei gentilmente mi ha risposto una volta tranquillizzandomi ed oggi, dopo il suo intervento d'augurio agli studenti ed agli operatori scolastici, non ho potuto fare a meno di esternarLe la mia più profonda gratitudine, il mio compiacimento, la mia rassicurazione ed anche la mia simpatia per un Presidente che al momento opportuno, sa intervenire e parlare in nome di tutti. Che dirLe ancora? Che il primo giudizio da me percepito epidermicamente nei suoi confronti non era errato: Lei è all'altezza del ruolo che ricopre con onestà, dedizione, semplicità e soprattutto amore. Amore per questo nostro bellissimo Paese che non può andare alla deriva e stralciare ciò che i nostri Padri ci hanno lasciato in eredità: "la nostra attualissima Carta Costituzionale", che aspetta soltanto di essere vitalizzata ed applicata con oggettività e senza inetrpretazioni faziose.
Con profonda stima ed affetto
Ilaria Ricciotti

 Redazione    - 17-09-2003

VIA ALLE RIFORME ISTITUZIONALI
da Repubblica.it


Il consiglio dei ministri approva le modifiche alla Costituzione

Berlusconi: "Pronti a confrontarci con le opposizioni"

Nel disegno di legge riconosciuto il ruolo di Roma-capitale


ROMA - Accordo raggiunto e disegno di legge sulle riforme istituzionali approvato in Consiglio dei ministri. Parte, dunque, la strada del rinnovamento della Costituzione decisa dalla Casa delle Libertà. Ma per rivedere il ruolo del presidente del Consiglio, istituire il Senato delle Regioni, modificare in senso regionalista la Corte costituzionale e introdurre la devolution (questi i punti principali delle innovazioni proposte dai saggi del centrodestra) si cerca una sponda nell'opposizione. Gianfranco Fini dice: "Spero che l'opposizione non faccia barricate", mentre Silvio Berlusconi si dice pronto a discutere "un contributo dell'opposizione".

L'obiettivo, come ha detto lo stesso premier, è di far votare il progetto dei "saggi" dal Parlamento entro fine anno per avere l'approvazione definitiva entro il 2004. Tempi stretti. E così tutti i partecipanti alla conferenza stampa dell'annuncio, (il premier e il suo vice, i ministri Rocco Buttiglione e Umberto Bossi) tengono toni bassi.

Buttiglione è il più esplicito e fa riferimento direttamente alla minoranza. "L'opposizione non si preoccupi - dice il ministro centrista - perché la riforma della seconda parte della Costituzione approvata in via preliminare dal consiglio dei ministri è senza brusche rotture". Buttiglione infatti assicura: "non è una nuova Costituzione, i principi fondamentali restano saldi".

Anche Bossi si dimostra aperto al dialogo. "Il disegno di legge - ha detto il Senatur - è aperto al contributo delle Camere e delle Regioni". Non un pacchetto blindato, quindi, tanto che anche Berlusconi si dice disposto ad eventuali apporti dell'opposizione. "La maggioranza- ha detto il premier - si augura che questo contributo possa sempre esserci". Fini però precisa: "Mi auguro che l'opposizione non salga sulle barricate e non giudichi pregiudizialmente questa proposta di riforme, però se non vorranno dialogare andremo avanti da soli".

Una novità importante riguarda il ruolo di Roma. Lo schema di modifica della Costituzione prevede un paragrafo dedicato alla capitale che recita così: "Roma è la capitale della Repubblica federale. Forme e condizioni particolari di autonomia, anche normativa, possono essere attribuite alla capitale nei limiti e con le modalità stabiliti dallo Statuto della Regione Lazio".

Leggi la sintesi del provvedimento

 ilaria ricciotti    - 17-09-2003
Ho letto sui quotidiani ciò che della seconda parte della Costituzione si vuol fare,
ma mi sembra che essa oltre ad essere radicalmente modificata, la si voglia sradicare.

Dei poteri del Premier, dei senati regionali, dei membri del CSM etc. che ne pensate?
Io non condivido tutto questo, in quanto a mio avviso non sono esse riforme,
ma soltanto enormi fragate.
Sarà un crac per la nostra cara Costituzione
che cambierà il suo spirito e la sua sacra funzione.