Buon anno scolastico
Grazia Perrone - 15-09-2003



Oggi torno a scuola (con gli alunni). Nell'augurare a tutti/e i/le colleghi/e buon lavoro non posso fare a meno di ricordare i 27 bambini di San Giuliano e la loro maestra deceduti nel crollo della loro scuola in seguito al terremoto del 31 ottobre scorso che attendono ancora giustizia. La vicenda giudiziaria - al di là del suo esito finale - dimostra quanto difficile sia l'accertamento delle responsabilità penali in ordine alla sicurezza negli edifici pubblici nonostante vi siano precise disposizioni normative (di matrice comunitaria) quali la legge 626/94 e successive modifiche ed integrazioni in base alle quali la sicurezza nelle scuole vede operare, per ovvi motivi di competenza, due diversi attori sociali. Il legislatore infatti affida il "dovere della sicurezza" a due distinti soggetti giuridici:

l'Ente Locale (di norma il comune o la provincia), responsabile delle strutture e degli impianti (le Province per le scuole superiori, i comuni per le scuole dell'obbligo);

l'Amministrazione Scolastica; con compiti organizzativi e gestionali in merito agli adempimenti del D. Lgs. 626/94 e successive modifiche ed integrazioni.

E' evidente che la compresenza di due soggetti giuridici diversi e complementari nella gestione della sicurezza all'interno delle scuole comporta, spesso, problemi gestionali, interpretativi ed organizzativi. Spesso, infatti, si tende ad individuare, nell'altro soggetto "contitolare" delle problematiche annesse alla sicurezza, il responsabile delle eventuali disfunzioni, anomalie e/o difformità. Emerge quindi la necessità, prevista tra l'altro dal c. 3 art. 5 del decreto (MPI) 29/09/1998 n. 382, di promuovere iniziative di raccordo e coordinamento tra i due attori coinvolti nella gestione della sicurezza all'interno delle scuole. Va, infatti, migliorata ai fini della sicurezza, contestualmente alla qualità degli edifici, anche la qualità dell'uso degli stessi da parte delle scuole. Va pienamente compreso che non è sufficiente (anche se, a volte, questo è l'unico adempimento posto in carico alle istituzioni scolastiche autonome) scrivere all'Ente locale, assolvendo semplicemente ad un obbligo formale, lunghe liste di richieste d'intervento che rimangono, spesso, lettera morta, ma va instaurato un corretto dialogo operativo, che, sulla base delle effettive disponibilità di risorse e delle effettive esigenze scolastiche, sia in grado di produrre fatti concreti per la sicurezza e non deleteri scarichi di responsabilità. La redazione dei documenti di valutazione dei rischi, da parte dei Dirigenti scolastici o di altro soggetto da questi esplicitamente delegato, riveste, nell'ottica di cui sopra, particolare importanza. Il documento di valutazione dei rischi, analizzando infatti l'edificio dal punto di vista dell'utenza e del personale scolastico, deve essere considerato strumento basilare per costruire, con l'Ente proprietario dell'edificio, il percorso ottimale per raggiungere pienamente l'obiettivo "sicurezza". Partendo da tale documento si possono mettere a punto programmi manutentivi che tracciano percorsi condivisi sulle priorità d'intervento, oltre che in relazione alla "fisiologia" dell'edificio, anche all'uso didattico delle strutture. L'Ente pubblico può programmare i propri interventi solo se la scuola ha la capacità di programmare in prospettiva la propria didattica; non è infatti più possibile, in base alla disponibilità delle risorse ed agli adempimenti che richiede la normativa sui LL.PP., pretendere interventi manutentivi in tempi rapidi se gli stessi non sono già ricompresi in un piano complessivo concordato e fattibile (tempi, risorse, utilità). Sicurezza - in ultima analisi - vuol dire anche programmazione economica con l'obiettivo (entro il 31 dicembre 2004 termine ultimo al quale attenersi per la "messa a norma" degli edifici pubblici), di pianificare gli interventi strutturali che non sono pochi (è stato calcolato che, in Italia, il costo dell'adeguamento normativo delle scuole di ogni ordine e grado sarà di circa 5000 milioni di euro), in una logica di progressione. Al di là degli "spot" della Moratti, dunque, sarà interessante verificare - nella prossima Finanziaria - la quantità di risorse che il Governo di centro-destra è disposto a stanziare per la ristrutturazione e la sicurezza degli edifici scolastici. Purché non ci dicano - come ha fatto, ieri, il Presidente del Consiglio - che "i soldi sono pochi e le priorità del Governo sono altre". La scuola dovrebbe essere il luogo più sicuro nel quale lasciare i nostri figli e nella quale vale la pena di investire. Se sbaglio - Presidente - mi corregga.


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