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Satyagraha: quando ad attuarlo è un prof.
Gildains - 10-09-2003
(9 settembre) 2003

Nella nota di ieri ho comunicato la grave decisione assunta da una collega precaria di Roma - alla quale è necessario far pervenire tutta la nostra solidarietà - che ha iniziato (da sola e senza informare nessuno) lo sciopero della fame (da cinque giorni!) per protestare contro la grave situazione di incertezza giuridica che caratterizza l'immissione in ruolo del personale docente. Una scelta di lotta così radicale e netta (oltre che solitaria) ha pochi precedenti nelle scuole del nostro Paese. Che io ricordi vi è un unico precedente di rivolta morale, spinto alle estreme conseguenze, degno di essere menzionato: Sandro Galli di Bologna che ha dedicato diversi anni della sua vita alla lotta per ottenere l’abrogazione - per gli insegnanti - del giuramento di fedeltà alle leggi dello Stato ( “codice Rocco compreso” come ci teneva a sottolineare ). E’ una storia italiana che mi piace narrare poiché allora ero agli inizi della mia carriera docente e, idealmente, solidarizzavo con il collega che, di certo, non era né voleva essere un eroe. Già nel ’75 Sandro Galli si rifiutò di giurare “ fedeltà allo Stato ” e per questo motivo si ritrovò disoccupato e decaduto dall’incarico di insegnante. Nel ’77 riprese l’attività di insegnamento, come precario, quindi nell’80 venne promosso d’ufficio ( ope legis ) nei ruoli: ma quando si trattò di giurare, ancora una volta, si rifiutò. E per portare all’attenzione dell’opinione pubblica le ragioni del suo rifiuto unitamente all’esigenza dell’abrogazione del giuramento iniziò – il 12 maggio 1980 – lo sciopero della fame! Dopo circa un mese e mezzo, in seguito a ripetuti collassi cardiaci che fecero temere per la sua vita, venne ricoverato d’urgenza in ospedale dove continuò a rifiutare il cibo. In occasione del ricovero ( solo allora!!! ) il “ caso Galli “ balzò agli onori della cronaca e dell’attenzione di politici, amministratori locali e associazioni sindacali. Si mosse anche l’allora sindaco comunista Renato Zangheri che mise a disposizione di una delegazione di amici e colleghi di Galli un pulman del comune di Bologna per recarsi a Roma dove furono ricevuti dall’allora Capo dello Stato: Sandro Pertini. Zangheri si spinse oltre: scrisse un articolo di simpatia e di sostegno che venne pubblicato su “ Repubblica “ e si fece promotore di un comitato per l’abrogazione del giuramento per i dipendenti statali che, ben presto, si allargò in tutta l’Emilia Romagna. Alla fine del mese di settembre 1980 mentre Sandro Galli raggiungeva il 140° giorno di sciopero consecutivo – uno sciopero attenuato a cavallo tra giugno e luglio in occasione del ricovero in ospedale – del suo caso si erano mobilitati ( nel silenzio del “ Palazzo “ ) il Consiglio comunale di Bologna, i sindacati scuola nazionali ( tutti!! ), associazioni partigiane e studentesche….. Ciononostante ci vollero dieci lunghi mesi di lotta, l’interessamento personale dell’allora presidente Sandro Pertini e la presa d’atto che il lungo digiuno aveva prodotto nel fisico del collega danni, forse, irreversibili, per convincere il “ Palazzo “ ad abrogare il giuramento che, però, fu circoscritto solo agli insegnanti e non a tutti i dipendenti pubblici come richiesto da Galli e dal “movimento” che intorno a lui si costituì. Questo avveniva ieri. Per l'oggi è necessario organizzarsi ... magari inviando lettere, fax e telegrammi di solidarietà con la collega in sciopero al MIUR, alle OOSS, della scuola, alle redazioni dei quotidiani e dei "tiggì" e alle segreterie politiche di tutti i partiti. Che ne dite?

Grazia Perrone


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