Non è sufficiente protestare
Marcello Vigli - 04-09-2003
Nel proporre questo intervento, lanciamo la domanda ai lettori e alle lettrici di Fuoriregistro: che fare?
Accogliamo suggerimenti per iniziative e prese di posizione che possano far sentire la voce dissenziente della scuola pubblica



Alle Associazioni e ai Sindacati della scuola
Ai Responsabili scuola dei partiti


Loro sedi

Ancora finanziamenti a sostegno delle scuole private!

La protesta è giusta, ma non è sufficiente: è necessaria una forte iniziativa unitaria, a tutti i livelli per il rispetto dei principi costituzionali e per contrastare la politica di privatizzazione dell’istruzione.

Questo Governo, profittando anche di una legge sbagliata sulla parità scolastica, che ha collocato le scuole private nel sistema nazionale scolastico e, in violazione dell’art. 33 Cost, ha permesso finanziamenti alle scuole private, va oltre e con il recente decreto destina ulteriori risorse a sostegno delle scuole private.

Anche con questo provvedimento il governo persegue con coerenza il disegno di destrutturazione della scuola statale e di privatizzazione dell’istruzione. Si aggiunge agli altri con cui taglia la spesa per la scuola statale, ridimensiona il tempo pieno, riduce l’obbligo scolastico, sopprime classi, diminuisce il sostegno ai disabili, tende a regionalizzare gli Istituti professionali e mantiene gran parte del suo personale in condizioni di ingiustificata ed illegittima precarietà, mentre immette in ruolo gli insegnanti di religione cattolica, assunti con criteri clientelari dalle autorità ecclesiastiche. Di fronte a questa politica è giusto gridare allo scandalo, ma non è sufficiente: occorre rispondere con coerenti azioni politiche e, a fronte di atti illegittimi, anche con azioni giudiziarie.

I finanziamenti pubblici alle scuole private sono in contrasto con il dettato costituzionale ("senza oneri per lo Stato"), e quindi illegittimi, si devono pertanto contestare non solo politicamente, ma anche con tutte le opportune iniziative legali, per impedire che i soldi di tutti siano sottratti alla scuola di tutti e destinati alle scuole private.

L’Associazione "Per la Scuola della Repubblica" che ha sempre contestato, da chiunque proposta, ogni forma di finanziamento pubblico alle scuole private è disponibile a partecipare a tutte le iniziative per contrastare la politica scolastica di questo Governo e, nel contempo, s’impegna a promuovere anche le opportune azioni legali per l’annullamento di tutti i finanziamenti pubblici illegittimi e per l’accertamento di eventuali responsabilità per danni all’Erario.

A tale fine l’Associazione invita tutte le Organizzazioni, professionali, sindacali e politiche che giustamente hanno protestato contro questa politica a concordare tempi e modi per un’iniziativa unitaria sia a livello politico sia a livello giudiziario.

Roma, 3 settembre 2003

l’Associazione
"Per la scuola della Repubblica "



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 ilaria ricciotti    - 04-09-2003
Condivido in pieno quanto scritto, ed io personalmente a questo punto propongo che si raccolgano immediatamente firme sufficienti per indire un referendum. A mio avviso soltanto in questo modo si potrà salvare ogni articolo della Costituzione che è stato o modificato o disatteso. Inoltre si proceda con una denuncia penale, nel momento in cui non viene rispettata la legge. Ogni cittadino provvederà ad autotassarsi perchè ciò sia possibile.
I partiti ed i sindacati, naturalmente dovranno sostenere tali iniziative, altrimenti verranno restituite le tessere sia di partito che di iscrizione al sindacato.
Queste mie drastiche proposte sono maturate dopo che per mesi si sta assistendo ad un martellamento quotidiano che si basa sul principio "CHI COMANDA FA LEGGE". Io personalmente ho un concetto diverso della politica, che al contrario dovrebbe essere super partes ed al servizio dei cittadini tutti, indistintamente. Ciò mi sembra che non stia avvenendo e per questo , parlando con la gente, si percepisce molta tensione, confusione e incertezza per il futuro, soprattutto dei giovani. A proposito, anzichè tagliare soldi alla scuola pubblica perchè non si pensa da tagliare di molto i soldi di tutti i politici, cominciando dai sindaci ai parlamentari? Da ciò che ho letto, mi sembra che i politici regionali, ad esempio, si siano aumentati lo stipendio del 15 o del 17%. E questo è molto scandaloso ed in un momento in cui l'inflazione è galoppante, ciò è inaccettabile.

 Adriana L'Altrelli    - 04-09-2003
Alla cortese attenzione degli organi e delle agenzie di stampa, con preghiera della massima diffusione.

Il Partito dei Comunisti Italiani esprime la sua vibrata protesta contro l'ultimo, ennesimo attacco contro la scuola pubblica, il decreto Moratti -Tremonti che istituisce un indiretto finanziamento alla scuola privata, con la formula del bonus alle famiglie. Ancora una volta il Governo mostra di non tenere in alcuna considerazione la nostra Costituzione (sovietica?!) :a parte il tanto citato articolo 33 che viene aggirato con la formula del rimborso alle famiglie, si ricorda che l'erogazione a pioggia contrasta con l'articolo 34 che prevede l'istituzione di borse di studio, assegni alle famiglie o altre provvidenze , da attribuire per concorso perchè "...i capaci e meritevoli,anche se privi di mezzi..." possano raggiungere i gradi più alti degli studi e , quindi, con l'articolo 3 "...è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale..."
Il Governo attua una politica da Robin Hood al contrario, togliere ai poveri per dare ai ricchi : diminuzione delle ore di sostegno all'handicap, attacco al tempo pieno, bonus alle famiglie che iscrivono i figli alle scuole private, mentre continua la sua menzognera campagna di marketing sulle innovazioni da introdurre nella scuola. Ricordate le tre famose I della campagna elettorale? Sono stati aboliti numerosi laboratori già attivi, di informatica ed altro, ma viene introdotto, dove non era già operante, l'inglese in prima e seconda elementare con una e due ore settimanali. Chi mastica un po' di didattica comprende bene come si tratti di un'operazione esclusivamente di facciata che non aggiunge ma toglie qualità alla scuola.
Il P.d.C.I. sollecita insegnanti, sindacati, genitori, studenti, cittadini a mobilitarsi in difesa della scuola pubblica, così violentemente attaccata.

Adriana L'Altrelli responsabile scuola segreteria provinciale P.d.C.I. Bologna