La speculazione dei materiali didattici
Francesco Paolo Catanzaro - 27-08-2003

Si riprende l'attività didattica. Già si pensa alle programmazioni, a portare avanti quell'idea morattiana della scuola come "laboratorio del mondo del lavoro";si pensa a dei contenuti che possano coinvolgere gli studenti ma l'effimero comincia ad insinuarsi già dagli scaffali delle cartolerie e dei supermercati che offrono materiale scolastico a prezzi più alti degli anni scorsi e curano più l'aspetto estetico che non quello contenutistico. Diari con l'effigie degli eroi dei cartoni animati accompagneranno gli alunni nella quotidiana scrittura dei compiti a casa, quaderni con copertine megagalattiche che portano a far lievitare i prezzi e ad appesantire la spesa scolastica. Come se per ben scriver fosse necessario per forza il quaderni griffato. Ed i genitori si ritrovano a spendere sempre più e a trasformare la scuola in un luogo dove si passano in rassegna e si offrono in passerella gli zaini firmati, i quaderni griffati. Ora la scuola non può creare questi abissi tra studenti di diversa condizione sociale! Servirebbe una proposta che portasse all'uguaglianza degli strumenti didattici fra alunni per eliminare quell'atteggiamento studentesco purtroppo presente nelle scuole di chi grida " Io ce l'ho firmato!"
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 ilaria ricciotti    - 28-08-2003
Pur se condividendo il contenuto sostanziale del discorso, non sono assolutamente d'accordo con quanto proposto alla fine: "...tutti devono..." . Ed allora a questo punto sarebbe opportuno non solo proporre a tutti gli studenti gli stessi strumenti di lavoro, ma anche gli stessi abiti, esempio il grembiule nero che si usava tanti anni fa e che si usa ancora, per un motivo diverso alle elementari. Il problema, a mio avviso, va affrontato su due fronti : 1) le famiglie, devono educare i bambini a non pretendere tutto ciò che è firmato e a non imitare i compagni che seguono la moda; 2) bisognerebbe intervenire sia presso gli stilisti ed i disegnatori, sia presso certe tv che pubblicizzano ad ogni secondo della giornata i loro prodotti. Se tutto ciò non avviene è inutile e dannoso fare questi discorsi che renderebbero i propri figli diversi senza che essi sappiano perchè. Ed allora si parli di più con i propri figli, li si educhi a non lasciarsi incantare da una società consumistica e, anzichè parcheggiarli davanti a certe tv, si stia di più con loro all'aria aperta o magari coinvolgendoli a fare cose che non si usano più come ad esempio lavoretti di carta, di legno ed altro. altro punto: anche la scuola deve fare la sua parte , unitamente alla famiglia facendo riflettere gli alunni su queste problematiche ed affrontarle insieme. Ed allora questo discorso avrebbe un senso, altrimenti è come se si imponesse all'improvviso ad un giovane, che è stato per anni educato a fare ciò che vuole, il rispetto di regole di cui lui non conosce neanche il significato.