Grazie, sperimentazione, grazie!
Vittorio Delmoro - 10-08-2003
PREMESSA

Se la sperimentazione nazionale delle 251 scuole è stata la traduzione pratica della controriforma morattiana e se la Relazione di sintesi sugli esiti di tale sperimentazione ne costituisce la sostanza di riferimento, ebbene possiamo trarre tutti quanti un bel sospiro di sollievo : la belva controriformista ha perso tutti i suoi artigli!
Di più : se la metalettura che del documento sugli esiti fa Aristarco Ammazzacaffé porta alla conclusione che si tratta del nulla più assoluto, la lettura linguistica che più modestamente ne faccio io trasforma il documento in una buona arma di difesa contro la belva, in un bel piccone per demolire il muro eretto contro la scuola pubblica.
Vediamo perché.
Il documento è diviso in dodici capitoletti, ma la sostanza è riferita agli otto elementi su cui la controriforma si basa : anticipo, continuità, tutor, laboratori, portfolio, Piani Personalizzati, informatica e Inglese.
Analizziamoli uno per uno.





CONCLUSIONI

La Relazione si conclude affermando che "L’attività sperimentale è stata incentrata… su quegli elementi risultati i più innovativi rispetto alla tradizionale attività delle scuole: modalità di personalizzazione dell’insegnamento-apprendimento, portfolio delle competenze, alfabetizzazione informatica, lingua inglese; mentre abbiamo visto che nessuno di questi elementi costituisce innovazione.
Di più : riemerge (come nel decreto sulla sperimentazione del prossimo anno) il richiamo allo spirito di ricerca in cui si immergerebbero le scuole (le scuole hanno attivato al loro interno, in tutte le regioni, un laboratorio di ricerca); ricerca che diventerebbe la peculiarità della controriforma : Il valore della sperimentazione consiste pertanto proprio nei processi di ricerca, creatività e progettualità che ha messo in moto e nella possibilità di studiare i fenomeni generati nelle varie situazioni educative e scolastiche dalle innovazioni introdotte.
Infine : si può concludere affermando che la sperimentazione ha fatto registrare un impatto decisamente positivo sul contesto culturale e professionale della scuola per i fondamenti pedagogici e didattici proposti più che per quelli organizzativi in gran parte ancorati ad esperienze e situazioni pregresse; vale a dire che l’organizzazione (tutor, orari, flessibilità, …) resta praticamente come prima, mentre si fa un gran dibattito su portfolio, Piani personalizzati, responsabilità, rapporti con …
Ben venga quindi la controriforma, se incentiva confronti e discussioni sulla didattica e sull’insegnamento!
Ben venga una controriforma che ci lasci liberi di organizzarci come ci pare!
Ma soprattutto niente tagli, niente ridimensionamenti, più soldi e più risorse.


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