Figli di un dio minore?
Rolando A. Borzetti - 02-08-2003
Il diritto al lavoro dei disabili costituisce la tappa fondamentale dell’integrazione sociale, dell’autonomia e dell’uguaglianza di opportunità.
Alcuni ritardi nell’applicazione della legge 68/1999 inducono la Sestini a proporre uno stravolgimento della normativa; il Sottosegretario suggerisce (c’è già un gruppo di ricerca) di sviluppare la parte della legge che riguarda le convenzioni con le cooperative e consorzi di impresa, allo scopo di facilitare il passaggio dalle aziende alle cooperative che “hanno reali potenzialità e costituiscono un bacino di occupazione per molti disabili”.
In altre parole (è un proposito antico) si vorrebbe collocare tutti gli invalidi nel sistema protetto e separato delle cooperative e delle imprese sociali, alleviando gli obblighi di assunzione da parte delle aziende private e degli enti pubblici molte delle quali “hanno difficoltà a reperire i contributi necessari ad adattare il luogo di lavoro alle esigenze dei dipendenti con problemi di mobilità oppure non riescono a collocare il disabile nella mansione adeguata ”.
E’ difficile immaginare un pretesto più ottuso. In realtà si vuole codificare il lavoro protetto per i disabili, mediante un’attribuzione di incapacità generalizzata che offende. Il lavoro nelle aziende o negli uffici è socializzazione dei disabili e della disabilità, il lavoro in contesti protetti e separati rappresenta un rischio di emarginazione e costituisce uno strumento di piatto assistenzialismo.
L’intenzione piace però alla Confindustria e agli imprenditori.





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 ilaria ricciotti    - 02-08-2003
Una società è civile non quando si attiva per far sì che la tecnologia avanzi e sia fonte di ricchezza per coloro che mettono a disposizione i loro soldoni. Una società è civile quando mette al primo posto quei valori morali prpri di tutta l'umanità. Pertanto alla domanda dell'articolo io rispondo che in questa società ci sono "figli e figliastri" dove il termine diritto è una prerogativa soltanto per coloro che o sono abituati a farsi strada "leccando il loro padrone" o urlando a squarciagola che non vogliono essere considerati i " Figli di un dio minore".
E questo non è indice di progresso.