Non sappia la maggioranza ciò che fa la maggioranza
Anna Pizzuti - 31-07-2003
Per il momento, una curiosità:
ma la maggioranza lo sa
ciò che la maggioranza fa?


Due proposte di legge sostanzialmente identiche, tranne che per i particolari evidenziati in rosso, tra i quali andrebbero notati:

a) la presenza della dicitura: sistema di istruzione e formazione, nella proposta n. 4091, dicitura che la proposta 4095 ignora, parlando solo del sistema di istruzione;

b) la progressione di carriera basata su formazione e concorso per la 4091, mentre la 4095 parla solo di concorso;

c) la maggiore ritrosia della proposta 4091 la quale, stabilendo che la rappresentanza sindacale unitaria è costituita a livello regionale, lascia solo inferire ciò che la proposta 4095 recita chiaramente: Art. 7.(Soppressione delle rappresentanze sindacali unitarie scolastiche).




A proposte di legge identiche, relazioni di presentazioni quasi in fotocopia.

PROGETTO DI LEGGE - N. 4091

Statuto dei diritti degli insegnanti

Santulli, Aracu, Bianchi Clerici, Carlucci, Galvagno, Garagnani, Licastro Scardino, Orsini, Pacini, Calmieri, Ranieli

“l'insegnante non è un soggetto perfettamente fungibile ad ogni trasformazione strutturale, normativa e organizzativa della scuola. Ne è invece l'elemento costitutivo, soprattutto quando il sistema in cui esso opera si avvia a rapidi e continui cambiamenti.
Le difficoltà di sviluppo dell'autonomia e del decentramento delle competenze alle scuole dipende in gran parte dalla inadeguata formazione dell'insegnante, nonché dal mancato sviluppo e aggiornamento della professionalità e delle competenze dello stesso.”

“Finora il Parlamento (fin dalle origini del nostro sistema scolastico) si è occupato dell'insegnante essenzialmente come dipendente pubblico, alla stregua di tutti gli altri impiegati dello Stato (confronta stato giuridico 1906, 1923, 1957 e 1974).
A partire dagli anni ottanta, ad esso sono state assicurate - come agli altri impiegati pubblici - la contrattazione e tutte le libertà sindacali, accentuando la sua dipendenza piuttosto che la sua autonomia e la responsabilità professionali.

“Ma può esistere una vera autonomia delle scuole senza un insegnante professionista, capace di vera responsabilità per i risultati?
Sembra di no, a giudicare dallo stato di frustrazione e di disagio che gli insegnanti continuano a manifestare, nonostante i grandi progressi che nel dopoguerra si sono registrati nella sua condizione contrattuale e anche retributiva.”



PROGETTO DI LEGGE - N. 4095

Disposizioni in materia di stato giuridico degli insegnanti e di rappresentanza sindacale delle istituzioni scolastiche

Angela Napoli

“L'insegnante non è un soggetto perfettamente fungibile ad ogni trasformazione strutturale, normativa ed organizzativa della scuola, ne è l'elemento costitutivo, soprattutto quando il sistema in cui esso opera si avvia a rapidi e continui cambiamenti (autonomia, riforma degli ordinamenti, nuovi programmi, progetti, eccetera)”.

“Finora il Parlamento si è occupato dell'insegnante essenzialmente come "dipendente pubblico", alla stregua di tutti gli altri impiegati dello Stato. A partire dagli anni ottanta, ad esso sono state assicurate, come per gli altri (ma non per i professori universitari), la contrattazione e tutte le libertà sindacali, accentuando la sua "dipendenza" piuttosto che la sua autonomia e la sua responsabilità professionali.”

“Ma può esistere una vera autonomia delle scuole senza un "insegnante professionista" capace di vera responsabilità per i risultati? Sembra di no, a giudicare dallo stato di frustrazione e di disagio che gli insegnanti continuano a manifestare.”


Ci fermiamo qui, rimandando alla lettura integrale dei documenti.

Come rimandiamo giudizi e commenti, ammesso che saranno ascoltati.

Per completezza di informazione, il documento finale di sintesi della commissione sul codice deontologico, dai lavori della quale sono scaturite, sembrebbe, le due proposte. Anche qui il confronto potrebbe essere interessante. Soprattutto per verificare se è stata e sarà tenuta in debito conto, una delle raccomandazioni che il documento contiene:

Si dia ampia diffusione alle problematiche connesse alla elaborazione del codice deontologico e si avvii da subito il dibattito nelle scuole. A questo scopo si invita il ministro a rendere fruibile tutto il materiale elaborato dalla commissione, perché possa costituire il punto di partenza per una più ampia riflessione. Si considera, infatti, che il “processo” di costruzione del codice deontologico sia più importante della sua stessa definizione finale.

Basterà dare un’occhiata al documento per comprendere che già in quella sede era chiaro che tra codice deontologico, stato giuridico, statuto e quant’altro, i nessi sono inscindibili. E che quindi non è una forzatura ritenere che la raccomandazione andava seguita per tutti gli argomenti sui quali invece la legge viene a cadere. Dall’alto.






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