Il problema vero
Franco di Michele - 04-12-2001
Ancora sugli esami

Non ho la pretesa di dire qualcosa di originale sulla questione di cui tanto di discute ma ho l’impressione che sugli esami di stato si stia sollevando un gran polverone e che ci affanni a sostenere o criticare posizioni ed avanzare proposte marginali rispetto al problema vero che resta , a mio parere, tutto da definire.
Prendiamo ad esempio la questione della caduta di credibilità del sistema pubblico d’Istruzione per la venuta meno presenza dei commissari esterni, garanti del controllo della qualità , indispensabili ad evitare valutazioni autoreferenziali delle Scuole presso le quali sono commissari d’esame.
Il caso vuole che questi Docenti esterni sono docenti appartenenti al medesimo sistema d’istruzione, le cui competenze e capacità sono quantomeno pari alla media di quelle dei loro colleghi interni,quando non addirittura inferiori , ritrovandosi spesso nelle Commissioni Docenti esterni supplenti ,a volte neppure abilitati,con esperienze didattiche quasi nulle, a causa delle rinunce di massa dei Commissari di prima nomina .
Ma anche quando capitano colleghi di ruolo e di lunga esperienza, il loro problema principale,a parte qualche caso di giustizialista che pare sostenere sulle sue spalle tutto il peso della Scuola italiana e che è più intenzionato a dimostrare che solo lui sa insegnare e che tutti gli altri sono dei rubastipendi, è quello di non scostarsi troppo dalle valutazioni che la scuola di appartenenza ha fatto degli studenti,rincuorati in questo dai commissari interni che ,e giustamente“ in ogni caso,comunque vadano le cose ,il lavoro fatto dalla scuola va rispettato “
Basta vedere gli esiti finali per notare la strettissima relazione che corre tra il credito scolastico assegnato dalla scuola ( in Ventesimi ) e quello della commissione ( in Centesimi ) .E se gli esiti degli scritti abbassano a volte la media ,poi si rimedia con il colloquio e tutto si sistema .
E cosa dire del Presidente della Commissione, il cui ruolo di garante supremo si riduce quasi sempre,essendo il Nostro raramente un Docente che abbia fresche esperienze didattiche nella Secondaria Superiore,alla pretesa,legittima e vitale, della correttezza dei verbali, quando non si tratti di Personale in pensione, il cui ultimo aggiornamento si perde nella notte dei tempi e per il quale il Conchiglia può anche essere un capo di abbigliamento intimo e l’Autonomia una organizzazione Politica paramilitare e che ti trattiene fino alle 17 del pomeriggio per fare il verbale prima a matita,in brutta copia , e poi trascriverlo in bella , a penna .
Penso che la cosa più sensata , nell’attuale sistema di istruzione, sia quella di abolire gli esami di stato e di far valutare gli studenti dai consigli di classe .
Perché proprio non riesco a capire perché non ci si possa fidare del giudizio di un docente delle classi quinte ed invece sì del giudizio di un docente delle classi prime e successive.
A rigor di logica maggiori dovrebbero essere le preoccupazioni per i docenti del biennio, vista la delicatezza e l’importanza che hanno,sugli sviluppi successivi,i primi anni delle superiori e , a voler essere proprio pignoli,perché mai dovremmo fidarci dei colleghi ,tutti interni,che fanno gli esami di terza media ?
Non dobbiamo aver paura che la Scuola si trasformi in un sistema autoreferanziale : lo è già e lo è sempre stato.
Gli esami di Stato o di Maturità,come si chiamavano,sono sempre stati un momento di autocelebrazione del sistema scolastico .
Ho fatto la maturità classica nel 1965.Quattro scritti,tutte le materie orali ,in due turni,la commissione tutta esterna tranne uno .Non era un esame più serio di quelli di oggi .Tutto ci sembrava terribile allora ,per tanti motivi più o meno nobili,ma c’era un fatto che oggi non c’è più e che ci faceva sembrare tutto più serio ed importante : la Scuola era una tappa fondamentale per la propria emancipazione culturale,e quindi economica e quindi sociale .
Questo mi pare essere il problema vero .
Penso che la signora Moratti , al di là delle scelte di campo che ha fatto e che vorrà fare , non potrà evitare di confrontarsi con questo problema , non lo potrà schivare a lungo, se la sua non è solo una sensibilità di maniera , perché sa benissimo che alla fine del suo mandato,che sarà terribilmente lungo , sarebbe dolorosamente triste dover ammettere di essere solo riuscita a fare qualche dispetto ( ma chissà poi quale ) alla “ sinistra “ e di aver invece fallito in quello in cui continuamente dice di credere e che sembra l’unico vero problema della scuola italiana oggi.
Sono convinto che la Signora Moratti non sia tanto cinica da voler favorire il sistema d’istruzione privato e confessionale a scapito della qualità: anche gli studenti delle private hanno diritto ad un sistema d’istruzione che li emancipi se non economicamente ( lo sono già probabilmente) almeno culturalmente e socialmente,anche se in questo momento sono quelli della scuola pubblica ad averne maggiormente diritto E nel frattempo speriamo che non dia quei 200 miliardi risparmiati agli insegnanti di religione e alle Scuole Episcopali ma li metta in palio tra le scuole ( pubbliche e private ) che siano riuscite a conseguire i migliori risultati ad un test Ministeriale di cultura generale.. Se lo vuole , non le sarà difficile trovare un gruppo di “esperti “ attendibili ,espressione del paesaggio culturale e democratico del nostro paese , in grado di elaborare un test sui saperi minimi che si richiedono ad un diciottenne oggi perché possa esercitare consapevolmente la propria cittadinanza democratica , da sottoporre agli studenti , che non concorra alla determinazione del voto finale, ma obbligatorio .Oltre a spenderli meglio quei soldi , ne avrebbe in cambio sicuramente informazioni preziose sullo stato di salute del sistema d’istruzione ed educazione italiano.

Prof Franco di Michele
Liceo Scientifico
Nereto ( TE )

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Luciano Masieri    - 09-12-2001
Come puo il prof. di Michele essere tanto miope. Davvero quello che scrive è ciò che realmente pensa? Le intenzioni che la sig.ra Moratti ha, sia nei confronti della scuola pubblica che di quella privata, mi sembrano talmente chiare che anche uno cieco potrebbe vederle.
Saluti cordiali
Prof. Luciano Masieri

 prof. Pietro CARMINA    - 09-12-2001
sono assolutamente d'accordo co Lei. Vai a farglielo capitre a quelli della petizione. Purtroppo, parecchi, se non la maggior parte dei colleghi, sono iperpoliticizzati; avrebbero protestato lo stesso se la Moratti fosse ritornato al vecchio esame di maturità: il problema è contestare tout court. povera scuola!!
prof. Pietro Carmina

 Spano Pippo    - 09-12-2001
Concordo pienamente ma hai pensato che della serietà del problema e di una sua soluzione migliore, a mio parere è cosa facile vista la struttura attuale degli esami, probabilmente non importa a chi ADESSO li difende strenuamente: la demagogia sennò a che serve?

 gpferrario    - 09-12-2001
Condivido in pieno le Sue osservazioni.

 Antonio Giunta    - 10-12-2001
Trovo l'analisi molto lucida. In particolare condivido i passaggi su:

1) Il commissario esterno conferma i voti dei colleghi.

2) Se qualcosa non torna, si sistema tutto con l'orale (il cui attuale peso è davvero esagerato: un colloquio di 45' vale 35 punti, tre scritti di 15 h valgono 45 punti).

3) Dal primo al quarto anno non è previsto un esame simile; allora, o si imposta un esame anche per gli anni intermedi, o si porta all'esame finale il programma (per sommi capi) di tutti i 5 anni. Ciò eviterebbe anche il fenomeno di quegli studenti che si impegnano solo alla fine del corso per prendere un bel voto e di quegli istituti che fanno tre anni in uno, limitandosi all'indispensabile per gli anni intermedi.

4) Anche nella media inferiore gli insegnanti sono tutti interni.