Abbruniamo le nostre bandiere!
Giancarlo Fabj - 24-07-2003



Non se ne può proprio più di questa gente e di questo Governo!
E per fare vedere a tutti il nostro sdegno proponiamo di abbrunare da oggi, e per un periodo di almeno tre mesi, tutte le nostre bandiere.
Di qualsiasi colore siano, bandiere per la pace, bandiere di partiti, movimenti, associazioni.
Dai balconi pendono ancora moltissime bandiere che la gente lascia lì con orgoglio per dimostrare da che parte sta.
Molte altre bandiere sono state tolte dato che oramai sembravano superate. Non è così. Invitiamo tutti voi a ritirale fuori e a prendere una striscia di tessuto nera e ad attaccarla alla bandiera, non importa se quest'ultima è strappata o scolorita, anzi, maggiore sarà l'onore e l'orgoglio! Se non ne avete una, attaccatevi una striscia nera sul braccio, alla caviglia, ovunque volete, ma fate che questo gesto sia visibile e spiegatelo a tutti!

Perché, mi chiederete? Perché oggi, in Italia, è iniziato veramente il declino della democrazia e il trionfo del regime. Ci hanno chiuso la bocca con una legge che purtroppo ci sembrava lontana, ai limiti dell'impossibile, portata avanti dal ministro Gasparri. Una legge che farà guadagnare milioni e milioni di euro al suo patron. E, per colmare la misura, sempre oggi, è stata approvata dalla Camera la legge sul conflitto di interessi: un'altra vergogna di questa maggioranza.

Da oggi è tutto in regola. Rete4 manterrà le sue frequenze fino al 2006, anno in cui, secondo il ministro Gasparri, dovrebbe entrare in vigore la tv digitale (altra grossa bugia dato che noi sappiamo che fino al 2012 non se ne parlerà). Per rimpolpare le entrate di Publitalia si permette un aumento della pubblicità sulle televisioni, come se quella esistente non già eccessiva, e via di conseguenza.

Da oggi Berlusconi ha varato finalmente le sue riforme: il conflitto di interessi e la riforma del sistema televisivo. Dove ci porterà?

Alcuni di voi penseranno che forse è meglio così: lasciamo che Berlusconi vada fino in fondo, sarà più facile batterlo alle prossime elezioni quando la gente avrà finalmente capito con chi abbiamo a che fare. Io, però, non ne sono convinto. Oramai sappiamo che questa gente gioca sporco e sono capaci di cambiare regole od arbitro a seconda di come va la partita. Sei televisioni in mano alla destra sono un'arma terribile contro chiunque voglia gareggiare, specialmente se dall'altra parte non ce ne è nessuna. Purtroppo sembra che da parte dell'opposizione ci sia una rassegnazione inspiegabile. Come è possibile che non si capisca che Berlusconi è il risultato delle sue televisioni e di quel tipo di società edulcorata, falsa e consumatrice che lui sta creando in Italia?

Lasciamo perdere le colpe del passato, pesanti come pietre, ma cosa ha fatto la sinistra in questi due anni e passa di Governo Berlusconi per modificare questa tragica situazione?
Ci si sarebbe aspettati una lotta dura, la creazione di mezzi alternativi, di tv private, e invece nulla. Anche il popolo del web è nato in forma spontanea e senza l'aiuto dei partiti.

In assenza totale di simili iniziative, noi di TV Libera abbiamo lavorato per più di un anno a un progetto che ponga un argine allo strapotere mediatico di Berlusconi. Adesso sappiamo che è possibile. E' possibile creare qualcosa che freni questo strapotere. Stiamo realizzando una televisione che trasmetta su quasi tutto il territorio nazionale per circa quattro ore al giorno e con pochissima pubblicità. Per realizzarla non sono necessari centinaia di milioni di euro ma un minimo di finanziamenti che possono facilmente essere reperiti fra i cittadini.

Per il momento facciamo tutti questo gesto simbolico, di unirci in un ideale abbraccio di protesta rappresentato da questo gesto di cordoglio per l'attentato e la grave ferita che la Democrazia ha subito oggi.

Mettete a lutto le vostre bandiere!

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 Rolando Alberto Borzetti    - 24-07-2003
Papale papale, così come l'hai detto. Sei grande!

Metterò una striscia nera sulla mia bandiera scolorita. Un segno di lutto per la democrazia, una ferita mortale, ma sapremo difenderla con tutti i mezzi, così come ci hanno insegnato i nostri padri.

ciao
Rolando A. Borzetti