Una proposta
Ilaria Ricciotti - 24-07-2003
La situazione che si sta determinando in seguito all'aprrovazione della Legge Gasparri ci preoccupa e ci indigna.
Vorremmo fare qualcosa, far sentire la nostra voce, pur sapendo che non servirà: ma a volte i topolini scavano le montagne.
La proposta è di diffondere ed inviare al Presidente della repubblica, al Parlamento, agli organi di stampa, una mail o un fax contenente il testo di seguito riportato o uno ad esso simile, possibilmente entro la fine del mese, data dopo la quale la discussione tornerà alla Camera per l'approvazione definitiva.



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Al Presidente della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi

Al Presidente del Senato
Onorevole Marcello Pera

Al Presidente della Camera dei Deputati
Onorevole Pierferdinando Casini


Oggetto: "Salviamo la RAI"


Con la presente, in qualità di cittadini ed utenti, intendiamo, esternare le nostre considerazioni negative in merito alla Legge Gasparri, sul riordino radiotelevisivo della RAI.
Siamo infatti molto preoccupati della sua prossima privatizzazione.
Privatizzazione che non avallerebbe, a nostro avviso, il pluralismo delle forze politiche e la neutralità dell'informazione.
Ricordiamo a proposito la sentenza della Corte Costituzionale 155 del 2002, in cui è stato affermato, tra le altre cose, come".... la sola presenza dell'emittenza privata non è certo garanzia di obiettività..."
Ci appelliamo per questo al Presidente della Repubblica, affinchè non firmi tale legge e ci aiuti a salvare la RAI, uno dei beni preposti come prerequisito fondamentale di uno stato democratico, non legiferando una sua eventuale mercificazione.
Certi che il nostro appello non cadrà nel vuoto, porgiamo i nostri più cordiali saluti.


Firma
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E' possibile sottoscrivere questo appello per un invio collettivo.

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 p.pint    - 24-07-2003
Sono d'accordo con questa proposta, spero siano in tanti a sottoscrivere per raggiungere il fine.

 ilaria ricciotti    - 30-07-2003
Non so quanti abbiano sottoscritto questo o altri appelli da inviare ai Presidenti della Repubblica, del Senato e della Camera, ma con enorme gioia ho appreso che la legge Gasparri non verrà discussa oggi alla Camera, ma a settembre. Avrò, o avremo ancora un mese di tempo per trovare tante firme ed esternare il nostro dissenso al Capo dello Stato ed ai Presidenti del Parlamento in merito ad una RAI che dovrà rimanere pubblica, non lottizzata nè tantomeno venduta a qualche potente.