La storia e le barzellette
Leonardo Franco Barbatano - 06-07-2003
Siamo, infine, giunti in Europa con le barzellette del signor Berlusconi. Sembra la tracimazione di una massa d’acqua melmosa che, dopo aver allagato quasi per intero i settori principali del nostro territorio civile (dall’informazione, alla giustizia, alla scuola), comincia ora ad invadere l’Europa, spruzzandola d’insulti e d’arroganza. Quale più splendida partenza potevamo sperare per il semestre europeo? Parafrasando latamente il vecchio Gorgia, potremmo dire che la grande oratoria consiste nel sapere scegliere il momento opportuno in cui rivolgere il discorso opportuno alla persona opportuna: prendete un tedesco, paragonatelo ad un Kapò nazista e il vostro discorso diverrà irresistibile. Infatti, lo sconcerto, l’indignazione e le risate in tutto il Parlamento europeo sono state irrefrenabili.
Lo sconcerto colpisce, credo, chiunque abbia un po’ di dignità e una sia pur labile coscienza delle tragedie della storia. Chi è privo di tale coscienza casomai può ridere di esse e raccontare barzellette sull’olocausto. Ora, noi Italiani abbiamo come capo del governo un signore che non ha questa coscienza storica; egli ci rappresenta in Europa e da qualche giorno presiede la stessa UE. Abbiamo assistito all’incredibile spettacolo di quest’uomo che insulta un parlamentare europeo paragonandolo a un Kapò nazista, che poi insulta gli altri parlamentari definendoli “turisti della democrazia” (che non sanno, tapini, quale insegnamento democratico potrebbero ricevere se solo seguissero il suo modo di fare politica o quello del suo amico Bossi) e che alla fine tenta, in maniera ancora più sorprendente, di giustificarsi sostenendo che gli italiani amano raccontare barzellette sull’olocausto!
Ma parli per sé questo signore, per sé e per coloro che frequentano i suoi palazzi dove forse si ride sui campi di concentramento; non si permetta di parlare a nome degli Italiani, che hanno altro e diverso senso della tragicità della storia e la sanno distinguere dalla comicità, Dio voglia effimera, della contingenza che, nostro malgrado, stiamo vivendo.
Per noi che insegniamo, poi, tutto ciò è davvero deprimente. Ma cosa dovranno mai pensare gli studenti ai quali parliamo quotidianamente dell’importanza della costruzione di un’Europa unita se il capo del governo del loro paese si presenta così sulla scena internazionale? E il ricordo e l’insegnamento di uomini come Altiero Spinelli, la serietà del loro impegno europeista che fine fanno in questo mondo di barzellette?
Gli estensori delle tracce dei temi degli esami di Stato prendano nota, per favore, della prossima citazione.



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 ilaria ricciotti    - 06-07-2003
Che dire in merito a questo articolo? Tutto e niente. Il silenzio per ciò che è accaduto penso che valga per coloro che hanno inteso commentarlo più di mille parole. Ciò che tuttavia mi sento come cittadina di aggiungere è che anche i politici poco efficienti, come gli operai, gli insegnanti e tante altre categorie pubbliche dovrebbero essere sottoposti a verifica ed eventualmente licenziati. Chi sbaglia ripetutamente non può ricoprire certi ruoli, perciò deve andarsene a casa, dedicandosi ad altre attività per cui è portato.

 Roberto Cammarata    - 07-07-2003
Ci rimane solo l'arma del voto... Purtroppo più di un cittadino sembra aver dimenticato come si usi. Sempre che ancora serva a qualcosa: siamo governati dal meglio che si trovi sulla piazza, ce lo ripetono da tutti i giornali e tv: va tutto bene, i conti sono a posto, in Italia non ci sono problemi (ed eventualmente ce ne fossero, per sdrammatizzare, vale la pena di raccontare grevi barzellette, anche sui fatti più truci della storia mondiale, e passa tutto. I nostri governanti, poi, ci hanno convinto che col "sigillo" della maggioranza possono fare quello che cavolo vogliono; altro che licenziarli e mandarli a casa, loro sono i migliori! Speriamo finisca presto, questo governo, e speriamo che l'elettorato almeno stavolta non dimentichi quello che sta succedendo in questi mesi.