Il buio oltre la siepe
Arturo Ghinelli - 04-07-2003

Mentre arrivo dall’orologiaio,sento un cane che abbaia ferocemente: è un cane piccolo di quelli da passeggio,un cane normale.
Appena il tempo di appoggiare la bicicletta al muro ed entro in bottega.
L’orologiaio, mentre cambia la pila al mio orologio, racconta alla moglie, del cane.
“Pensa, il dottore ha detto che abbaia solo ai vecchi col bastone, ai tossicodipendenti e ai negri” e la moglie: ”L’ ho sempre detto che i negri puzzano. Si vede che la puzza la sente anche il cane del dottore”.
Il cane è un cane come tanti altri e il cane, come tutti sanno, è il più grande amico dell’uomo, perché, come ha scritto Orwell, .

Questa scenetta non si è svolta in Alabama, ma a Modena.
Non è tratta da un film americano degli anni settanta, ma è la realtà italiana del giugno 2003, primi anni del ventunesimo secolo.
Gli interpreti non sono latifondisti yankes del profondo sud, ma una coppia di onesti commercianti (come possono essere onesti dei commercianti), lo stesso dottore è un apprezzato professionista. Io non faccio il commerciante e nemmeno il dottore, io di mestiere faccio il maestro.
E per questo mi pongo alcuni problemi.
Cosa succederà ai miei alunni negri in questa estate calda (da alcuni anni a questa parte abbiamo sempre l’estate più calda del secolo) ? Insieme ai compiti per le vacanze dovevo forse consigliarli di evitare i cani, gli orologiai e i dottori.? O, per maggiore sicurezza, dovevo proprio invitarli a non uscire di casa? Perché mi sorge il dubbio che anche altre categorie di persone, potrebbero essere sconsigliate per motivi di sicurezza. Infatti se un ministro della Repubblica chiede a gran voce di sparare cannonate agli stranieri, cosa è autorizzato a pensare un bambino di sette anni di un vigile urbano o di un poliziotto che la pistola ce l’ hanno a portata di mano?
Mi si obietterà che mi sto interessando di un problema che non è di mia competenza.
Ma anche pensando ai problemi strettamente scolastici, non è che la previsione sia meno problematica.
Infatti a settembre, quando i miei alunni torneranno a scuola, se avranno schivato cani, vigili e dottori, frequenteranno la seconda elementare e per questo molto probabilmente avranno a che fare con i nuovi programmi legati alla riforma Moratti. In questi nuovi programmi è stata introdotta una nuova materia ”educazione alla convivenza civile” dove si raccomanda ”…nella società multiculturale e multireligiosa che ci circonda, è indispensabile* convivere civilmente* non solo con chi ha ed esercita la cittadinanza, ma anche con chi non ce l’ ha, con chi non gode i diritti politici e spesso fatica a realizzare le condizioni minime di esercizio dei diritti più elementari”.
Certo queste parole non sono le cannonate dell’altro ministro, ma anche la signora Moratti, col cuore in mano, va giù piuttosto pesante quando parla del papà e della mamma dei miei alunni negri.
Per fortuna a scuola è vietato l’ingresso ai cani e ci sono invece le maestre che testardamente, come la Bocassini, continueranno a fare il loro mestiere con un senso di responsabilità che ricorda quello di Gregory Peck nel film “Il buio oltre la siepe”.

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 ilaria ricciotti    - 04-07-2003
Per fortuna, come dici tu Arturo, ci sono sparsi per il nostro bel Paese tante teste che vogliono chiarezza e giustizia come il P. M. Bocassini. Sono questi i personaggi che non ti fanno sentire un diverso o una persona umiliata nella propria dignità come un nero e non un negro, come un essere umano considerato ancora un Uomo e non una bestia. Sono queste le persone che ti spronano a continuare a lottare per ciò che è onesto, giusto ed etico. Sono queste le persone che ti non ti fanno sentire un Don Chisciotte, bensì un vero uomo che ripudierà sempre ciò che sa di falso, di artificioso e di meschino. Un uomo non certo disponibile a seguire il principio " il fine giustifica i mezzi" ed a sparare a zero su chi non la pensa come lui, offendendo non gli altri, ma unicamente se stesso.