La questione seria della scuola, il dialogo
Gianni Mereghetti - 03-07-2003
Un lavoro originale presentato, al colloquio dell’esame di stato, da uno studente di cui non avevo mai avvertito la profondità umana mi ha fatto prendere maggior consapevolezza dell’esistenza di un problema serio nella scuola di oggi: si tratta della difficoltà di noi insegnanti a comprendere gli studenti. Emerge, spesso, e si presenta con due facce, solo apparentemente in contrasto. La prima è caratterizzata da quell’atteggiamento in forza del quale l’insegnante è portato a pretendere che ogni studente si specchi nell’immagine che lui ne ha. La seconda è caratterizzata invece da quell’atteggiamento che porta l’insegnante a piegarsi a ciò che lo studente vuole.
In entrambi gli atteggiamenti non ci sono due persone, ma una, cui l’altra viene ridotta!
La scuola invece vive là dove c’è un rapporto tra due identità, ognuna delle quali con una sua consistenza e nello stesso tempo capace di tendersi all’altro, riconoscendolo nella sua originalità. Un insegnante che non entri in rapporto con l’altro per quello che è, che non sia in grado di mettere in campo una capacità di dialogo, essendo se stesso e riconoscendo l’altro come persona, fa decadere la scuola ad uno squallido esercizio di rispecchiamento. Questa in una prospettiva di riforma è una questione prioritaria, sulla quale si gioca il futuro della scuola.


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