Una cena
Vittorio Delmoro - 22-06-2003
"Forza ragazzi!" si chiama un video che realizzai tre anni fa con la mia classe quinta elementare di allora, come lavoro di educazione all'immagine che sintetizzava desideri, aspirazioni, trasformazioni su cui si era lavorato quell'anno e il titolo compariva in sovrimpressione sull'immagine freezzata al culmine di un salto per la cui esecuzione all'unisono occorsero, ricordo, diverse prove.
Li ho voluti rincontrare, quei ragazzi, al termine del loro percorso alla scuola media e in vista dell'impegno alle superiori, per una cena di verifica, di bilanci e di prospettive. Si sono sottoposti volentieri al mio interrogatorio e hanno pure contraccambiato con loro domande. Ne sono uscito piacevolmente sconvolto.

La mia ipotesi era che la scuola media, la nostra scuola media di pessima fama, li avrebbe in qualche modo diminuiti, resi insofferenti, tarpato le loro ali e anche ridotto di numero; infatti l'incitamento del titolo del video era una specie di augurio:a farsi coraggio, a non lasciarsi andare, ad affrontare con decisione i problemi cui andavano incontro.

E invece no.

Ho ritrovato dei ragazzi decisi, sicuri di sé, per nulla intimoriti dalla vita, anche quelli più a rischio, anzi proprio quelli più a rischio. Certo ne mancavano due, che la scuola media aveva trattenuto nel loro percorso e che non se la sono sentita di partecipare ad un appuntamento per loro ancora intermedio; ma gli altri erano tutti vispi e pimpanti.

Mi sono tornate in mente le considerazioni che Marco Lodoli faceva su Repubblica mesi fa a proposito degli adolescenti di oggi : vuoti, senza neppure la capacità di mettere in moto la loro mente, persi dietro valori inutili, irrecuperabili.

Ma che adolescenti conosce Lodoli? Questo gruppetto, pur tutti in possesso di telefonino d'ordinanza, che ha suonato in continuazione per le quattro ore in cui siamo stati insieme, mi ha dimostrato un senso della vita e delle cose che io, noi, ai nostri tempi neppure sognavamo! Ci sono un paio di quattordicenni già praticamente fidanzate con ragazzi più grandi, molte altre con esperienze di filarini e la maturità per gestirli; i ragazzi un po' meno (questo si sa), più presi dalla chitarra, dal calcio, dalla caccia (pure quella!), dal motorino; ma tutti quanti con un bagaglio esperienziale ed un atteggiamento positivo verso la vita, la scuola, il futuro, che io non ricordo affatto di aver mai avuto se non molti anni più tardi.

E poi una curiosità personale, che ha bisogno di una premessa per essere capita : sono bersagliato ormai da tre anni da parte del mio dirigente e di qualche collega di fare politica a scuola, non solo fra docenti, ma anche coi ragazzi; ebbene, quando uno di questi ex, affermando di essere diventato comunista per reazione al nonno fascista mi ha chiesto come fossi io, ho risposto a mia volta rivolgendo a tutti i presenti la domanda su cosa loro pensavano fossi.
Il neo-comunista ha detto Rutelli, un altro Verdi o Margherita, un altro ancora che ero di centro, una ragazza che ero sicuramente estremista, ma di destra. Non riuscivano a credere che io mi confessassi invece comunista come il mio primo interlocutore, il quale chiedeva un po' preoccupato se fossi per Stalin.
Li ho rassicurati : no, non per Stalin e forse non sapevano neppure bene il significato di tutti quegli appellativi; infatti su questo punto Lodoli aveva ragione : molto disinformati, nonostante i bombardamenti televisivi, però generalmente schierati per la pace, contro Bush, contro la caccia (il cacciatore si è sentito spesso in imbarazzo) e convinti democratici, per aver pure sperimentato l'elezione del consiglio dei ragazzi con tanto di Sindaco, di assessori e consiglieri.

E' stata per me una piacevole sorpresa ed anche un'iniezione di fiducia : questa volta forse non abbiamo cresciuto persone che fra un po' d'anni si permetteranno la vergogna di essere governati da uno come Berlusconi.
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 ilaria ricciotti    - 23-06-2003
Tu da ciò che scrivi sei il vero insegnante. Perciò non ti curare di coloro che ti accusano perchè a mio avviso hanno "la coda di paglia" e non sanno che un insegnante "sano" non dirà mai ai suoi alunni per chi vota, a differenza di qualche altro che ci tiene a sottolineare di essere in linea con i potenti del momento.Questo individuo, chiamato docente, dovrebbe cambiare mestiere, in quanto non è degno di svolgere questo ruolo.